Borghi abbandonati, isole maledette, abissi misteriosi: i luoghi più inquietanti d’Italia

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L’Italia è piena di luoghi bellissimi. Ma ha anche un lato oscuro, meno raccontato e per questo più interessante: borghi abbandonati che sembrano set cinematografici, isole inaccessibili con storie difficili da dimenticare, parchi di sculture mostruose e fondali con statue di bronzo a quindici metri di profondità.
Alcuni li abbiamo già raccontati su queste pagine. Altri li aggiungiamo adesso.

Poveglia, l’isola che nessuno voleva comprare

Ne abbiamo già parlato su SO24 in dettaglio, e vale ripeterlo in questa lista perché Poveglia è probabilmente il luogo italiano con la reputazione più sinistra — anche se quella reputazione è in gran parte costruita da una trasmissione televisiva americana del 2001.isola-poveglia-venezia-fantasmi
La realtà è più sobria e per certi versi più inquietante: un’isola nella laguna di Venezia usata per secoli come stazione di quarantena, poi come casa di riposo con un reparto psichiatrico, poi abbandonata dal 1968.
Edifici che cadono a pezzi, vegetazione selvatica, il campanile di San Vitale con l’orologio del 1745 fermo e senza lancette. Dal 1° agosto 2025 la parte nord è gestita dall’associazione “Poveglia per tutti” come parco pubblico. Si raggiunge solo in barca.

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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!

Craco e le città fantasma

L’Italia ha un numero di borghi abbandonati che non ha equivalenti in Europa occidentale. Il più fotografato è Craco, in Basilicata: un paese medievale evacuato nel 1963 per una frana, poi definitivamente abbandonato dopo il terremoto del 1980. Le case sono ancora in piedi, le strade ci sono ancora, mancano solo le persone. È diventato set cinematografico — qui è stato girato in parte Quantum of Solace — ma al di là del cinema ha un’atmosfera che le fotografie non riescono a trasmettere.craco-basilicata

Nel nord Italia la storia si ripete in modo diverso. Consonno, in provincia di Lecco, fu un borgo medievale raso al suolo negli anni Sessanta da un imprenditore che voleva costruire una “Las Vegas italiana” tra le colline brianzole. Rimangono i resti di un luna park dismesso, una discoteca abbandonata e qualche edificio in stile orientaleggiante nel mezzo del bosco.
Fabbriche di Careggine, in Lucchesia, riappare ogni volta che il lago artificiale della diga di Vagli viene svuotato per manutenzione — pochi anni fa, per qualche settimana, le sue case erano di nuovo visibili sott’acqua.

Il Cristo degli Abissi a San Fruttuoso

Sul fondale della baia di San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino, a oltre 15 metri di profondità, c’è una statua bronzea di 2,50 metri con le braccia alzate verso la superficie. Si chiama Cristo degli Abissi, fu collocata lì nel 1954 per volontà del subacqueo Duilio Marcante in ricordo dell’amico Dario Gonzatti, morto durante un’immersione.cristo-abissi-s-fruttuoso
È una delle installazioni sottomarine più note del Mediterraneo. Vista da sotto, con la luce che filtra dall’alto, produce un effetto visivo che è difficile descrivere come qualcosa di diverso dall’inquietante — nel senso più nobile del termine.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo

In provincia di Viterbo, nel 1552, il principe Vicino Orsini fece costruire nel bosco di sua proprietà un giardino di sculture colossali in roccia peperina: draghi, elefanti, giganti che si combattono, divinità antiche, una bocca dell’inferno abbastanza grande da camminarci dentro.L'Orco di Bomarzo
Il Parco dei Mostri di Bomarzo è uno dei gioielli del manierismo italiano — strano, volutamente perturbante, costruito da un uomo che aveva perso la moglie e cercava nel dolore un linguaggio visivo alternativo. Oggi è visitabile e ben conservato. Di notte, per contratto, è chiuso.

I manicomi abbandonati

L’Italia ha una particolarità rispetto ad altri paesi europei: la Legge Basaglia del 1978 chiuse tutti gli ospedali psichiatrici, lasciando spesso le strutture fisiche abbandonate al degrado. Il risultato è una serie di complessi enormi — ville, padiglioni, parchi — svuotati di colpo e mai più utilizzati. L’ex Ospedale Psichiatrico di Mombello, in provincia di Monza e Brianza, era uno dei più grandi d’Italia: un complesso di edifici ottocenteschi immerso in un parco, abbandonato da decenni e recentemente al centro di progetti di riqualificazione.Mombello
L’ex manicomio di Colorno, in provincia di Parma, ha le pareti coperte di opere dello street artist Herbert Baglione: figure umane scure che sembrano uscire dai muri, in un contesto che non ha bisogno di aggiunte per essere perturbante.

Le danze macabre: morte balla sui muri delle chiese

La danza macabra è un genere iconografico tardomedievale di origine nordica — tipico di Francia, Germania e Penisola Iberica — che in Italia ha pochi esempi sopravvissuti. Il più straordinario si trova alle porte di Pinzolo, in Val Rendena, sulla parete esterna meridionale della Chiesa di San Vigilio: un affresco di 22 metri di lunghezza per 2 di altezza, dipinto nel 1539 da Simone Baschenis de Averara.baschenis-pinzolo -chiesaa
Diciotto coppie di personaggi — un papa, un cardinale, un imperatore, un re, una regina, un mendicante, un bambino, una monaca — vengono trascinati per mano dai rispettivi scheletri verso il ballo finale. Il messaggio è esplicito e scritto direttamente sull’affresco in volgare maccheronico: “Io sont la Morte che porto corona, sonte signora de ognia persona”. Il corteo è aperto da tre scheletri musicanti, uno dei quali siede su un trono con la corona — superiore, simbolicamente, persino a Dio. La chiesa fu commissionata dalla Confraternita dei Battuti di Pinzolo, un’associazione religiosa laica dedita a severe penitenze corporali. L’affresco fu il loro monito ai fedeli: nessun privilegio conta davanti alla morte.

Un secondo esempio notevole si trova in Valle Camonica, a Bienno, il borgo dei fabbri di cui abbiamo parlato su SO24: nella Chiesa di Santa Maria Annunciata, il Romanino dipinse nel XVI secolo la sua versione della danza macabra. Interno, più intimo, diverso per scala e tono rispetto a Pinzolo — ma ugualmente potente nel messaggio. Due variazioni sullo stesso tema, a pochi chilometri di distanza, costruite in decenni diversi da artisti diversi. Vale il confronto.

Il Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano

A Borgo a Mozzano, in Garfagnana, il Ponte della Maddalena attraversa il fiume Serchio con un arco asimmetrico altissimo che non sembra costruito da esseri umani. La leggenda vuole che il capomastro, non riuscendo a finire i lavori in tempo, abbia stretto un patto con il diavolo: il maligno avrebbe completato il ponte in cambio dell’anima della prima persona che lo avesse attraversato.ponte-diavolo
Il capomastro ingannò il diavolo facendo attraversare un maiale. Il diavolo, furioso, si gettò nel Serchio. Il ponte del Diavolo — costruito nel Medioevo, probabilmente nell’XI secolo — è ancora in piedi, perfettamente intatto. si vede lungo il Cammino di Matilde, uno dei più belli d’Italia.

La Sfinge della Gallura

Nella storica regione della Gallura, in Sardegna, l’erosione eolica ha scolpito in un monolite alto più di dieci metri un profilo che ricorda in modo inequivocabile una sfinge egizia. La Sfinge della Gallura non è un’opera umana — è granito lavorato dal vento e dalla pioggia per millenni.sfinge-gallura
Ma l’effetto è talmente convincente da generare una leggenda locale: quella di “zio Maltinu”, un pastore che viveva da solo su quelle montagne all’inizio del Novecento e fu trovato morto ai piedi del monolite. Si dice che il suo spirito abiti ancora la roccia, guardando la montagna che aveva scelto come casa.

La Valle del Diavolo

In Toscana, tra Larderello e Pomarance, esiste un paesaggio che non assomiglia a niente altro in Italia: la Valle del Diavolo. Soffioni boraciferi, geyser, emissioni violente di vapore acqueo ad alta pressione che fuoriescono da spaccature nel suolo con un rumore sordo. Il terreno è bianco di depositi minerali, l’aria sa di zolfo, la nebbia è sempre presente.valle-del-diavolo-trekking-dove-vedere-i-geyser-in-toscana
È così che Dante descrisse l’Inferno — e la tradizione vuole che proprio questo paesaggio lo abbia ispirato. Oggi è anche il cuore della produzione geotermica italiana. L’inquietudine e l’efficienza energetica possono coesistere.

Info pratiche per chi vuole esplorare

Quasi tutti i luoghi di questa lista sono visitabili, con modalità diverse.
Craco ha visite guidate organizzate dalla Pro Loco locale.
Il Parco dei Mostri di Bomarzo è aperto tutto l’anno con biglietto.
Il Cristo degli Abissi si raggiunge in snorkeling o con escursioni in barca da Camogli e Santa Margherita Ligure.
Poveglia si raggiunge con imbarcazioni private o taxi acquei da Venezia.
Per Bienno e la sua danza macabra del Romanino, la chiesa è visitabile liberamente nel centro storico.

Foto Matteo Dunchi, Costa Smeralda, Martino De Mori, Di Luca Serazzi – https://www.flickr.com/photos/98616549@N07/9254828320/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=142553226, https://www.campigliodolomiti.it/it

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