La diga, il ghiacciaio e le cascate: il lago del Barbellino in Val Seriana è un gioiello azzurro

Incastonato tra le Alpi, il lago del Barbellino è uno di quei luoghi che tolgono il fiato due volte: per la salita e per la bellezza. Un lago che gli ingegneri hanno costruito nel 1931, sotto il lago originale scavato dai ghiacciai 

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La Val Seriana sale da Bergamo verso nord con una logica precisa: valle tessile, poi valle industriale, poi montagna. A Valbondione, ultimo comune prima delle cime, la strada finisce e inizia qualcosa di diverso. Sopra il paese, a 1.862 metri di quota, si trovano le acque del Lago del Barbellino, il più grande lago artificiale della provincia di Bergamo.
Ha una lunghezza di circa un chilometro, una profondità massima di 60 metri e un colore verdastro che viene dal limo del ghiacciaio del Trobio, il torrente che lo alimenta insieme al Serio e al Cerviera.
Non è un lago nato dalla montagna. È un lago artificiale, ma sopra si nasconde quello naturale, più antico..

La diga del Barbellino

I lavori iniziarono nel 1917, in piena guerra, con la diga della Valmorta. La ragione era semplice: le filature e le fabbriche tessili della Val Seriana avevano bisogno di energia elettrica, e il Serio scorreva lì, disponibile e potente. La diga del Barbellino fu completata tra il 1927 e il 1931: una struttura a gravità curva in calcestruzzo, alta 69 metri, lunga circa 300 metri.
Per costruirla lavorarono circa 800 operai. Durante i lavori morirono tre donne, addette al trasporto degli esplosivi in quota. Non ci sono lapidi né targhe commemorative visibili sul percorso, ma la storia è lì, incorporata nel cemento.
Il sistema idroelettrico complessivo, fatto di cinque opere lungo il Serio, produce oggi più di 148 milioni di kWh all’anno. Il bacino è gestito da Enel.

Le Cascate del Serio: cinque volte l’anno

Prima della diga, il fiume Serio scendeva a valle attraverso una serie di balzi che oggi si chiamano Cascate del Serio. Con lo sbarramento del 1931, il flusso d’acqua fu deviato verso le turbine e le cascate si prosciugarono quasi completamente.
Nel 1969, dopo anni di pressioni della comunità locale, il comune di Valbondione raggiunse un accordo con Enel: cinque volte l’anno, per trenta minuti, le valvole vengono aperte e l’acqua torna a cadere. Le cascate hanno 315 metri di dislivello totale, su tre salti principali.Lagobarbellino
Quando sono in piena, sono tra le più alte d’Italia.
Le date per il 2026 sono: 13 giugno (ore 11:00), 11 luglio (ore 22:00, apertura notturna), 16 agosto (ore 11:00), 13 settembre (ore 11:00), 11 ottobre (ore 11:00). Trenta minuti esatti, poi le valvole si richiudono. Vale la pena controllare conferma ufficiale prima di andare: le date possono variare.

Il punto di osservazione migliore si chiama Grandi Macigni e si raggiunge a piedi in circa un’ora e mezza dalla frazione di Grumetti, sopra Valbondione, seguendo il sentiero 305.

Il lago naturale a 2.128 metri

Sopra il bacino artificiale, risalendo per altri 260 metri di dislivello, si trova il Lago Naturale del Barbellino: quota 2.128 metri, origine glaciale, conca scavata da un antico ghiacciaio nel cuore delle Orobie Bergamasche. È tutto un altro paesaggio: roccia, erba alpina, silenzio. L’artificio della diga sparisce e resta solo la montagna originale.
Il Pizzo Coca si vede bene da qui: 3.052 metri, la cima più alta delle Orobie. La zona è una ZPS, Zona di Protezione Speciale, frequentata da stambecchi e camosci.

Il Rifugio Curò e l’escursione completa

Il percorso classico parte dalla frazione di Grumetti, sopra Valbondione, seguendo il sentiero 305. Si sale con tornanti regolari su un tracciato che in alcuni punti è scavato nella roccia e attrezzato con cavi e catene. Il dislivello totale è di circa 940 metri, la durata andata e ritorno circa 5 ore, difficoltà E (escursionistica).
A quota 1.915 metri si trova il Rifugio Curò, punto di sosta e base per le escursioni in quota. Da lì il percorso può proseguire verso il lago naturale o verso le cime circostanti.

Rifugio-Curo_guidofly-3Prima di partire, in autunno o a inizio stagione, è consigliabile verificare le condizioni del manto nevoso: il tratto alto del sentiero è esposto ad alcune zone valanghive e i tratti in ombra possono restare ghiacciati. I ramponcini, in quei periodi, non sono un’esagerazione.
Sentiero alternativo: il 332, che parte sempre da Grumetti e porta all’osservatorio faunistico di Maslana, una borgata in pietra a vocazione naturalistica. Il 306 sale invece da Lizzola, transitabile solo di giorno.

Come arrivare

In auto, l’itinerario più diretto è l’autostrada A4 fino a Bergamo, poi la SS671 che risale tutta la Val Seriana fino a Valbondione. Da Bergamo sono circa 55 chilometri. Il parcheggio alla frazione Grumetti è a pagamento.
In pullman, la linea SAB collega Bergamo a Valbondione con corse regolari, con cambi a Clusone o Fino del Monte a seconda dell’orario. Non è il modo più veloce, ma funziona.
Valbondione dista circa 90 km da Milano via A4.

Quando andare

La stagione migliore è da giugno a ottobre, con luglio e agosto preferibili per il rifugio aperto e i sentieri liberi dalla neve. Settembre è il mese migliore per chi cerca meno folla e colori d’autunno già presenti sui versanti.
Chi vuole vedere le Cascate del Serio deve organizzarsi in base alle cinque date fisse. L’apertura di ottobre è spesso la più silenziosa, con i larici già gialli e pochi escursionisti. Quella di luglio, notturna, è uno spettacolo a sé.

Foto valseriana.eu. pexdls, Di Original uploader was Orobicon at it.wikipedia – Originally from it.wikipedia; description page is/was here., CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1433982

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