Una fessura ciclopica nel cuore delle Alpi Apuane: ascesa verso l’arco naturale del Monte Forato

Attraversare sentieri ripidi tra rocce antiche permette di ammirare un fenomeno geologico raro situato nel nord della Toscana, un luogo perfetto per chi ama la natura selvaggia e i panorami mozzafiato

Monte Forato, Toscana

Spostandosi verso la provincia di Lucca (nel comune di Stazzema), la catena delle Alpi Apuane si staglia contro il cielo con profili aguzzi e pareti di marmo splendente. Tra queste vette, una si fa notare per una particolarità morfologica che ha alimentato racconti popolari per secoli. Parliamo del Monte Forato, conosciuto localmente anche con il soprannome di Pania Forata, in quanto presenta un vero e proprio buco di dimensioni monumentali.

Vi basti pensare che l’apertura misura circa 32 metri in larghezza e raggiunge un’altezza di 25 metri. Se vi state chiedendo a cosa è dovuto tutto ciò la risposta è molto semplice: l’azione incessante degli agenti atmosferici (vento e acqua) che ha scavato la roccia calcarea creando una finestra naturale che mette in comunicazione i due versanti della montagna. Antiche leggende locali attribuiscono tale fessura a una lotta tra San Pellegrino e il Diavolo, durante la quale il santo avrebbe scagliato il maligno contro la parete rocciosa con tale forza da bucarla.

Sentieri tra boschi di castagni e crinali ventosi

Raggiungere la cima del Monte Forato richiede uno sforzo fisico moderato partendo dal borgo di Fornovolasco. Questa frazione del comune di Fabbriche di Vergemoli si trova racchiusa in una valle stretta, circondata da una vegetazione fitta. Il percorso principale segue il tracciato del sentiero CAI numero 6. Lungo la risalita, il bosco muta progressivamente.

Il grande foro del Monte Forato

I castagni secolari, pilastro dell’economia montana del passato, lasciano spazio a faggi robusti man mano che la quota aumenta. Il terreno si fa più sconnesso e pietroso, richiedendo calzature adatte per evitare scivoloni sulle ghiaie mobili. Superata la Foce di Petrosciana, la vista si apre improvvisamente sulla costa versiliese e sul Mar Tirreno. Nelle giornate limpide, infatti, l’orizzonte permette di scorgere le sagome delle isole dell’arcipelago toscano e talvolta i rilievi della Corsica.

Lo spettacolo del doppio tramonto

Un evento astronomico attira fotografi e appassionati durante determinati periodi dell’anno, specialmente nei mesi invernali e autunnali. Osservando la montagna dai paesi situati nel fondovalle, come Cardoso o Pruno, il sole sembra sparire dietro la cresta per poi ricomparire esattamente all’interno del grande foro.

Il doppio tramonto del Monte Forato

Tale fenomeno produce l‘illusione ottica di un doppio tramonto. La luce dorata filtra attraverso l’arco, illuminando le pareti interne della cavità e mettendo in scena contrasti cromatici violenti tra l’ombra del monte e il bagliore solare. Un allineamento astronomico sorprendente e che rappresenta una caratteristica unica della zona, rendendo il Monte Forato un punto di riferimento visivo costante per l’intera Garfagnana.

Ferrate e sfide per escursionisti esperti

Oltre ai tracciati turistici, la montagna propone varianti destinate a chi possiede attrezzatura specifica e buona padronanza del vuoto. La Via Ferrata Renato Salvatori percorre la cresta sud-est, offrendo una progressione verticale su placche di calcare grigio. I pioli metallici e i cavi di sicurezza facilitano la salita in zone esposte, in modo da garantire un’esperienza adrenalinica.

Paesaggio del Monte Forato in provincia di Lucca

Una volta giunti sulla sommità dell’arco, si cammina su una sorta di ponte naturale largo pochi metri, con il vuoto che si apre su entrambi i lati. Tale passaggio trasmette una sensazione di vertigine e libertà assoluta. La croce di vetta, situata a 1223 metri di altitudine, segna il punto finale dell’ascesa e regala una prospettiva privilegiata sulla vicina Pania della Croce, definita spesso la Regina delle Apuane.

Foto di copertina: Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, via Wikimedia; Canva

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