Oia esiste in due versioni. La prima è quella che conoscete: cupole blu, tramonto con trecentomila persone accalcate, file per i caffè, prezzi stratosferici, fotografie identiche a quelle di tutti gli altri. La seconda versione di Oia esiste alle sette del mattino, quando i turisti delle navi da crociera non sono ancora sbarcati a Santorini, la luce è radente e fredda, i gatti dormono sui muretti e i vicoli sono vuoti. Quelle due versioni sono la stessa isola a distanza di tre ore.
Santorini non è un posto rovinato. È un posto che richiede di essere usato con intelligenza — orari giusti, luoghi giusti, aspettative calibrate. Chi arriva cercando la cartolina di Instagram trova la cartolina di Instagram, con tutto il corollario di folla e prezzi. Chi arriva cercando altro, trova altro.
Pyrgos: il villaggio medievale che quasi nessuno raggiunge
Santorini non è Tinos, non è Syros, isole delle Cicladi poco note e poco affollate. Ma ha angoli solitari, basta cercarli.
Nel centro geografico dell’isola, a cinque minuti di auto da Fira ma fuori da tutti i percorsi standard, Pyrgos è il villaggio medievale meglio conservato di Santorini. Ha il migliore dei cinque castelli medievali dell’isola, oltre 40 chiese storiche nei suoi vicoli, case-grotta imbiancate a calce e una struttura difensiva concentrica — ogni anello di case era una linea di difesa contro i pirati. Non ci sono boutique, non ci sono gruppi organizzati, non c’è la coda per il tramonto.
Dal punto più alto del borgo si vede tutta l’isola — la caldera da un lato, le spiagge della costa orientale dall’altro, la sagoma del vulcano Nea Kameni in mezzo all’acqua. È uno dei panorami più completi di Santorini, e quasi nessuno lo sa.
Megalochori: il paese dei campanili silenziosi
Megalochori è un villaggio cicladico tradizionale nell’entroterra meridionale, con una piazza centrale piena di campanili, taverne con i tavoli sull’acciottolato e un ritmo che non ha nulla a che vedere con il caos di Fira. Nelle strade intorno alla piazza principale si trovano alcune delle cantine più interessanti dell’isola — il vino di Santorini, prodotto con il vitigno Assyrtiko su terreni vulcanici, è uno dei bianchi più caratteristici della Grecia. Santo Wines e Domaine Sigalas organizzano degustazioni con vista sulla caldera. Venetsanos, in una vecchia cantina cooperativa sul bordo della scogliera tra Fira e Akrotiri, ha la vista più scenografica.
Imerovigli: il balcone sull’Egeo senza la folla di Oia
Imerovigli è sul bordo della caldera, a due chilometri da Fira, ma ha un’atmosfera completamente diversa. Più silenziosa, più esclusiva, meno frequentata dai gruppi. La chiamano il balcone dell’Egeo per le viste sulla caldera che qui sono ancora più alte e più ampie che a Oia.
Dalla Skaros Rock — una propaggine rocciosa che avanza sulla caldera con i resti di una fortezza veneziana del XIII secolo — il panorama è quello delle fotografie che vorreste portare a casa. Il percorso a piedi dalla base dura circa venti minuti.
Il trekking da Fira a Oia: farlo all’alba
Il sentiero sul bordo della caldera da Fira a Oia è uno dei cammini panoramici più belli del Mediterraneo — 9 chilometri, circa 3 ore, con vista continua sulla caldera e sulle isole vulcaniche. Di sera, con tutti i turisti che camminano nello stesso senso per arrivare a Oia per il tramonto, è uno streaming di persone.
, percorso in direzione opposta da Oia verso Fira, è quasi deserto. La luce del mattino sulla caldera è diversa da quella del tramonto — più fredda, più nitida, con i colori dell’acqua che cambiano ogni quarto d’ora.
Akrotiri: la Pompei dell’Egeo che i turisti trascurano
Il sito archeologico di Akrotiri è uno dei più importanti dell’Egeo e del Mediterraneo orientale. Una città dell’Età del Bronzo — circa 3.600 anni fa — sepolta da un’eruzione vulcanica e straordinariamente conservata sotto la lava: strade, edifici a due piani, affreschi, ceramiche, sistemi fognari. Gli archeologi la chiamano la Pompei dell’Egeo. Il confronto non è esagerato — alcune strutture sono conservate meglio di quelle pompeiane.
Nonostante questo, il sito riceve una frazione dei visitatori che affollano Oia. Il motivo è semplice: non è fotogenico nel senso dei social. Non ci sono cupole blu, non ci sono tramonti sulla caldera. Ci sono case di pietra di tremila anni fa, e sono straordinarie per chi sa guardare.
A pochi minuti a piedi dal sito si trova il Faro di Akrotiri, all’estremità meridionale dell’isola: struttura ottocentesca su uno sperone di roccia vulcanica, con una delle viste più belle dell’isola e quasi nessuno intorno. Il tramonto da qui è altrettanto spettacolare di quello di Oia — senza la folla.
Le spiagge meno frequentate
Le spiagge più famose di Santorini — Red Beach, Kamari, Perissa — sono belle e affollate. Esistono alternative.
Baxedes, nel nord-est dell’isola vicino a Oia, è ventosa, remota, quasi sempre silenziosa. Sabbia nera, scogliere, atmosfera desolata nel senso migliore del termine.
Katharos, sotto Oia ma accessibile solo da una strada stretta o a piedi con venti minuti di discesa, è una spiaggia di ciottoli sul lato occidentale — la posizione permette di vedere il tramonto senza nessuno intorno.
Vourvoulos, sulla costa orientale a sei chilometri da Fira, è quasi sconosciuta: sabbia grigia, scogliere scure, mulini a vento sopra la testa, una taverna di pesce.
Capo Colombo, nel nord-est, è la spiaggia più isolata dell’isola — lunga striscia di sabbia nera e ciottoli, circondata da scogliere, quasi mai affollata.
Vlychada, nel sud, ha scogliere di tufo bianco erose dal vento in forme strane e un piccolo porto di pescatori ancora funzionante.
Come evitare la folla: le regole pratiche
Le navi da crociera scaricano i passeggeri a Fira tra le 10 e le 16. In quegli orari i siti principali — Oia, il sentiero della caldera, la Red Beach — sono intasati. Prima delle 9 e dopo le 17 la situazione cambia completamente.
Oia al mattino presto — le 7, le 7:30 — è un altro posto rispetto all’Oia del tramonto. Akrotiri è quasi sempre gestibile in qualsiasi orario. Pyrgos e Megalochori non entrano nei circuiti delle crociere. Le spiagge del nord sono fuori rotta per la maggior parte dei turisti organizzati.
Quando andare — maggio-giugno e settembre sono i mesi migliori: il mare è balneabile, i prezzi sono umani, la folla è la metà di agosto. Luglio e agosto sono possibili se si accettano le regole sopra e si evitano gli orari di punta. Aprile è bello ma il mare è ancora fresco.
Come arrivare
In aereo — voli diretti da Milano, Roma, Venezia e Bologna in stagione con diverse compagnie. Fuori stagione con scalo ad Atene.
In traghetto — dal Pireo di Atene circa 8 ore con Blue Star Ferries, notturno o diurno. Santorini è collegata con tutte le Cicladi principali.
Sull’isola — auto o scooter a noleggio indispensabili per raggiungere le spiagge meno frequentate. Gli autobus pubblici coprono le rotte principali ma non arrivano ovunque.
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