8 micronazioni da visitare prima che scompaiano

República de la Concha
Avete presente l'estrema punta meridionale della Florida? Dal 1982 è un'autoproclamata repubblica indipendente. Ora è un'attrazione turistica e ci si ride sopra (il motto dice: We Seceded Where Others Failed. The Mitigation of World Tension through the Exercise of Humor), ma tutto nacque a causa di tensioni sociali per le attività di controllo della polizia di frontiera americana che limitava l'accesso all'area da parte dei residenti. In questi 30 anni e oltre ci sono stati anche momenti di tensione, ma ora ci sono un festival (ogni 23 di aprile), un passaporto come souvenir e soprattutto la zona di Key West, deliziosamente outdoor.

Repubblica della Concha
Regno di Elleore
Principato di Hutt River
Repubblica di Molossia
Republique Saugeais
Kingdom Calsahara

La prima volta che ne sentii parlare era il 2004: si erano date appuntamento al Sonar di Barcellona con tanto di delegazioni e scambio di credenziali diplomatiche, e mi parvero per lo più una banda di divertenti eccentrici.

No, non parliamo di San Marino, Liechtenstein o altri stati di ridotte dimensioni territoriali. Parliamo proprio di micronations, pseudo entità autodichiarate, spesso da singoli o ristrettissimi gruppi di persone con la pretesa, pressoché mai soddisfatta, di essere riconosciute da governi e organizzazioni internazionali.

C’è di tutto: scappati di casa, agitatori politici, fan di rievocazioni storiche, provocatori per piacere o divertimento, antagonisti, malfattori e quant’altro: dal Principato di Sealand, una piattaforma al largo della costa inglese occupata fin dal 1967 alla Città Libera di Christiania, il quartiere parzialmente autogovernato di Copenaghen, fino al nostro Principato abbaziale di Seborga, alla República de la Concha in Florida e alla Repubblica di Molossia nel deserto del Nevada – il mondo delle micronazioni è un puzzle variopinto.

Dopo il boom degli anni Sessanta e Settanta hanno avuto un nuovo impulso con l’avvento di Internet, ma ora – data anche la loro natura di eccentriche realtà famigliari se non personali – molte rischiano di scomparire dalla terra se non dalla storia. Motivo per cui, dopo la guida Micronations della Lonely Planet, il fotografo francese Leo Delafontaine ha intrapreso un viaggio per fissare nelle sue fotografie la loro esistenza.

Molte di queste micronazioni sono infatti visitabili: alcune liberamente, altre con qualche avventurosa complicazione. Ma se vi piacciono l’eccentricità e lo spirito libertario, conviene farlo prima che finiscano nel dimenticatoio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA