5 consigli per le donne che vogliono arrampicare

Melloblocco 2013

Quando siamo stati al Melloblocco, uno dei più grandi raduni mondiali di arrampicatori tenutosi come sempre in Val Masino, in Valtellina, abbiamo incontrato Matteo della Bordella, il grande arrampicatore italiano, testimonial Adidas, uno che si è fatto amico molte pareti di 8° grado in giro per il mondo, uno che ha aperto una via sul Fitz Roy. Lo abbiamo visto incrociare migliaia (e non stiamo esagerando!!!) di ragazzi accorsi da ogni dove per dedicarsi al bouldering attorno al Centro della Montagna di Filorera e quelli che preferivano l’arrampicata sul Sasso Remenno (il più grande monolite d’Europa) o in Val di Mello. Ha stretto mani, fatto selfie, presentato scarpe (come le nuove Adidas Agravic) e abbiamo trovato modo di chiacchierare. La presenza della sua fidanzata ha portato la discussione sulle donne che amano arrampicare. Nelle palestre (e sulle pareti della Val Masino) si è perso il conto e ormai – soprattutto indoor – la loro presenza spesso è quasi pari a quella degli uomini.

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Matteo della Bordella e Arianna Colliard. Quali consigli dareste alle donne che hanno voglia di cominciare ad arrampicare?

1. iscrivetevi subito a un club di arrampicata

“Sembra banale ma non lo è. Questo è il primo passo. Chi si iscrive ad un club o a un’associazione di arrampicata – ormai ce ne sono in ogni città d’Italia – lo fa per allenarsi (nel caso sia già esperto) o per fare un corso. In questo modo finiscono per incontrarsi una dozzina di persone che sono tutte al livello ‘principiante’. Tutto ciò è funzionale non solo al fatto di conoscere gente e di divertirsi arrampicando in compagnia ma serve proprio per la pratica. Esistono fondamentalmente solo corsi per principianti (in palestra durano circa tre mesi mentre all’aperto, seguiti da una guida alpina, ce la si può cavare anche in molto meno tempo, ndr) che crescono tecnicamente insieme e imparano ad usare la corda e tutte le manovre da fare in parete. Alla fine del corso si è totalmente autonomi. Poi, quando si organizzano le prime uscite in falesia all’aperto, non c’è bisogno di chiamare una guida alpina o di richiedere la presenza di un amico più esperto che vegli e assicuri chi è in parete. L’amico molto esperto peraltro non avrà nemmeno voglia di andare ad arrampicare con gente poco esperta. I tuoi compagni di corso diventano quindi anche i tuoi compagni di uscite. Non bisogna diventare per forza amici: basta condividere la stessa passione per l’arrampicata”.

2. Non limitatevi alla pratica indoor

“Affiancare la pratica indoor a quella in falesia all’aperto è fondamentale. Si rischia di diventare dei topi da biblioteca, abituandosi ad appigli e appoggi colorati in plastica senza conoscere la roccia. Vivere in palestra non è un male assoluto. È solo una cosa diversa”.

3. Lo stato di forma e l’età non sono mai un problema

“L’arrampicata è uno sport adatto a tutte le donne. C’è solo chi ha più predisposizione e chi meno. Si può cominciare a qualsiasi età, diciamo dopo aver compiuto almeno i sei anni. Andate tutte ad arrampicare. È una sensazione bellissima e si fa in assoluta sicurezza. Anche le donne che si sentono sovrappeso non dovrebbero limitarsi: molte ragazze peraltro hanno solo fasce muscolari forti che così andrebbero tonificate”.

4. Affiancate la parte aerobica alla palestra

“Questo è un consiglio che vale per la vita di tutti e non solo per chi arrampica. Che scegliate la piscina, il running o la bicicletta, fatevi un po’ di fiato. Avere fiato serve anche per avere una resistenza allo sforzo muscolare più lunga nel tempo. Sarebbe un peccato essere stanche già dopo pochi minuti”

5. Dividete i costi dell’attrezzatura

“L’arrampicata è uno degli sport più economici che esistano. L’accesso alle falesie è ovviamente sempre gratuito. Servono solo delle scarpe da approccio per camminare sul sentiero e avvicinarsi alla parete (come le Adidas Terrex Unbeatable Grip), le piccole scarpette da arrampicata (che in genere sono eventualmente noleggiabili – se non sono ad uso gratuito – nelle palestre), un abbigliamento basic con pantaloncini corti e canotta e un caschetto. Poi, all’interno del gruppo, uno può acquistare la corda, l’altro può prendere i rinvii (quello strumento di sicurezza formato da due moschettoni collegati da una fettuccia in nylon), uno prende la magnesite (quella polvere bianca che toglie l’umidità dalle mani e dalla parete) e l’ultimo compra un grigri (un piccolo dispositivo di metallo dentro cui scorre la corda e che aiuta la sicurezza e la discesa dalla parete).

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