Hai mai provato quella sensazione di avere le “gambe di piombo” e il fiatone anche facendo attività che solitamente affronti con facilità? Se la stanchezza non è giustificata dal tuo grado di allenamento, il problema potrebbe non essere nei tuoi muscoli, ma nel tuo sangue. Il ferro è l’atomo centrale dell’emoglobina, la proteina che cattura l’ossigeno nei polmoni e lo consegna ai tessuti durante lo sforzo.
L’anemia dell’atleta: un nemico invisibile
Gli sportivi, specialmente chi pratica corsa o trekking prolungati, perdono ferro più velocemente della media. Esistono tre cause principali:
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Micro-traumi: l’impatto ripetuto del piede sul terreno può causare la rottura di piccoli globuli rossi (emolisi da impatto).
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Sudorazione: piccole quantità di ferro vengono perse anche attraverso il sudore.
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Infiammazione: lo sforzo intenso aumenta i livelli di epcidina, un ormone che blocca temporaneamente l’assorbimento del ferro nell’intestino.
Ferritina: il tuo “conto in banca” energetico
Molte persone controllano solo il ferro nel sangue (sideremia), ma il dato più importante per uno sportivo è la ferritina. La ferritina rappresenta i depositi, ovvero la tua scorta di ferro nel fegato e nel midollo.
L’evidenza scientifica: Secondo le linee guida della British Journal of Sports Medicine, un atleta può avere livelli di emoglobina normali ma una ferritina bassa (sotto i 30 ng/mL). In questa condizione, chiamata “carenza di ferro non anemica”, la performance cala drasticamente, la concentrazione svanisce e i tempi di recupero si allungano.
Il trucco della Vitamina C: Ferro Eme e Non-Eme
Il ferro non è tutto uguale e il nostro corpo non lo assorbe con la stessa facilità:
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Ferro Eme (Origine animale): si trova in carne rossa, fegato, pesce e molluschi. Viene assorbito facilmente (circa il 15-35%).
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Ferro Non-Eme (Origine vegetale): si trova in spinaci, legumi, cereali e frutta secca. L’assorbimento è molto più basso (2-10%).

Il segreto per i vegetariani (e non): per “sbloccare” il ferro vegetale, è fondamentale associarlo alla Vitamina C. Spremere un limone sugli spinaci o mangiare un kiwi dopo un piatto di lenticchie può triplicare l’assorbimento del ferro non-eme.
I nemici del ferro: attenzione a tè e caffè
Se soffri di carenza di ferro, evita di bere tè o caffè subito dopo i pasti. I tannini e i polifenoli contenuti in queste bevande si legano al ferro nell’intestino, impedendogli di entrare nel circolo sanguigno. Aspetta almeno un’ora dopo il pranzo.
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Conclusione
Se il “fiato corto” diventa un compagno troppo assiduo delle tue uscite outdoor, un semplice esame del sangue per controllare emocromo e ferritina è il primo passo. Alimentazione corretta e, se necessario, una supplementazione mirata (sempre sotto consiglio medico)
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