Sogniamo tutti una vita più sana: ci iscriviamo in palestra, compriamo cibi biologici e cerchiamo di eliminare le tossine. Ma cosa succede quando la ricerca della salute diventa l’unica ragione di vita? Benvenuti nel mondo dell’ortoressia, dove il “benessere” smette di farti stare bene.
L’ortoressia in breve
-
L’ortoressia è l’ossessione per la qualità e la purezza del cibo, non per la quantità.
-
Colpisce chi cerca la perfezione: dagli atleti ai “salutisti” influenzati dai social.
-
Il confine tra “mangiare bene” e “ossessione” è superato quando il cibo controlla i tuoi pensieri e le tue relazioni.
Vogliamo tutti sentirci meglio, avere più energia e invecchiare in salute. È l’aspirazione di chiunque legga queste pagine. Seguiamo le tendenze del clean eating, impariamo a leggere le etichette e cerchiamo di fare “la cosa giusta” a ogni pasto.
Tuttavia, esiste un punto di non ritorno. È il momento in cui smetti di mangiare una mela perché ti piace e inizi a mangiarla (o a evitarla) solo in base alla sua presunta “purezza”. Questa condizione ha un nome: Ortoressia Nervosa.
La differenza tra dieta e ossessione
A differenza dell’anoressia o della bulimia, dove il focus è sul peso e sulle calorie, l’ortoressico è ossessionato dalla qualità. Non gli interessa essere magro, gli interessa essere “puro”. Chi soffre di ortoressia può passare ore a pianificare i pasti, analizzare la provenienza di ogni ingrediente e provare un senso di colpa devastante se “contamina” il proprio corpo con un alimento giudicato non sano.
La trappola dei social
Oggi è facilissimo cadere in questa trappola. Basta aprire un social media per essere sommersi da post che demonizzano il glutine, i latticini, i carboidrati o qualsiasi cibo che non sia “integrale, bio e a km zero”.

Per chi vorrebbe migliorare il proprio stile di vita ma non ha ancora gli strumenti per distinguere la scienza dal marketing, questo bombardamento crea una sensazione di inadeguatezza. Si finisce per credere che la salute sia una vetta raggiungibile solo attraverso restrizioni estreme.
I “segnali d’allarme”: quando preoccuparsi?
Come capire se la tua ricerca della salute è diventata tossica? Ecco alcuni campanelli d’allarme:
-
Isolamento sociale: rifiuti cene con amici o parenti perché non puoi controllare gli ingredienti dei piatti?
-
Pensiero costante: passi più di 3 ore al giorno a pensare al cibo e a come prepararlo “correttamente”?
-
Senso di superiorità (o vergogna): ti senti moralmente superiore a chi mangia cibo “spazzatura” o provi disgusto verso te stesso se sgarri?
-
Rigidità estrema: se un cibo non è certificato come vuoi tu, preferisci restare a digiuno?
Il paradosso: l’ossessione che ti rovina la salute
L’ortoressia è un paradosso crudele. Cerchi la salute suprema, ma finisci per ottenerne l’opposto. La restrizione eccessiva di interi gruppi alimentari può portare a carenze nutrizionali gravi, stanchezza cronica e, soprattutto, a un livello di stress psicologico che annulla ogni beneficio dei tuoi broccoli bio.
Il corpo non può essere sano se la mente vive sotto assedio. La vera salute include la capacità di mangiare una fetta di torta a un compleanno senza sentirsi “sporchi” o dover “espiare” con ore di cardio il giorno dopo.
LEGGI ANCHE
Quando l’ossessione per il benessere ti rovina la vita
Perché abbiamo bisogno di una nuova narrazione sul peso e sul cibo
Il consiglio
Lo sport e la natura dovrebbero insegnarci la libertà, non la restrizione. La salute è un equilibrio tra ciò che mangi, come ti muovi e come ti senti con gli altri.
La sfida per te: Prova a fare un pasto questa settimana senza analizzarlo, senza fotografarlo e senza giudicarlo. Mangia qualcosa semplicemente perché è buono e perché sei in buona compagnia. Quello, paradossalmente, potrebbe essere il pasto più sano della tua vita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA




