Sotto i sanpietrini di Colonia riemerge il volto dimenticato del Praetorium: è la nuova Pompei del Nord

A diversi metri di profondità, le ruspe hanno appena squarciato il velo del tempo, restituendo alla luce un Larario del secondo secolo perfettamente conservato che trasforma il cantiere del MiQua in una piccola Pompei del Nord

Scoperta a Colonia, Germania

Le indagini condotte dal Museo Romano-Germanico nella piazza del Municipio di Colonia hanno appena riportato alla luce tesori antichi straordinari. I lavori, diretti dall’archeologo Michael Wiehen, hanno infatti identificato una struttura monumentale del IV secolo situata nel sottosuolo della città. Si tratta del fondamento di un’abside appartenente a una basilica a più navate, un edificio di proporzioni massicce con mura spesse quattro metri che un tempo svettava sopra il pendio del Reno.

La basilica e la scala del I secolo

Una scoperta che ha dell’eccezionale: a differenza delle comuni gettate in calcestruzzo romano, questa sezione rivela una tecnica costruttiva stratificata. Gli operai del passato alternarono pietre di tufo, basalto e calcare, cementandole con una malta estremamente resistente composta da cocciopesto e ghiaia.

Fino a poco tempo fa, l’intero complesso appariva dall’alto solo come un lieve avvallamento del terreno cittadino. La protezione naturale offerta dal pendio del Reno, che coprì precocemente i resti con detriti e sedimenti, ha permesso a queste pareti di sopravvivere intatte alle successive urbanizzazioni.

Ma non è di certo finita qui, perché questa scoperta a Colonia ha fatto riemergere persino una scala in pietra del tardo primo secolo. In una città dove solitamente si conservano solo i basamenti degli edifici, il ritrovamento di gradini originali rappresenta un evento rarissimo, anche perché si tratta di una rampa che metteva in comunicazione le zone più basse situate verso il fiume con i settori sopraelevati del primo Praetorium, ovvero la residenza ufficiale del governatore romano.

Scala romana del I secolo, Colonia

Foto: Stadt Köln/Römisch-Germanisches Museum, Franziska Bartz

Sebbene il punto d’arrivo superiore della scalinata rimanga ignoto, la sua struttura permette di comprendere la gestione dei dislivelli topografici nella Colonia antica. Le condizioni del suolo hanno preservato la pietra dall’erosione, consegnando ai ricercatori un elemento architettonico che solitamente viene distrutto durante le ricostruzioni medievali o moderne.

Un tesoro unico: l’altare domestico dipinto

L’annuncio più rilevante degli scavi riguarda il ritrovamento di un Larario del secondo secolo, un altare consacrato agli dei protettori della casa. Situato nel cuore del palazzo del governatore, questo piccolo santuario presenta dettagli che solitamente si riscontrano solo nelle città sepolte dal Vesuvio (da qui il paragone con Pompei). La nicchia ospitava le statue dei Lari e accoglieva offerte di cibo o piccoli oggetti simbolici.

Dettaglio del Larario, Colonia

Foto: Stadt Köln/Römisch-Germanisches Museum, Michael Wiehen

I ricercatori hanno individuato i fori dei chiodi usati per appendere corone di fiori e le tracce cromatiche dei dipinti che decoravano il vano. Durante le fasi di rimozione della terra è riemersa pure la lastra dell’altare, che verrà presto ricollocata nel suo alloggiamento originario. La scoperta di un reperto così ben conservato a queste latitudini costituisce un caso isolato nel panorama delle province romane settentrionali.

Foto di Copertina: Stadt Köln/Römisch-Germanisches Museum, Michael Wiehen

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