Quando si tratta di calcolare la Zona 2 per il tuo allenamento di running o ciclismo non fidarti ciecamente del tuo orologio. Hai comprato l’ultimo sportwatch, lo hai messo al polso e lui ha deciso per te quali sono le tue zone. Il problema? Spesso sono calcolate su medie statistiche che non tengono conto della tua storia sportiva o della tua fisiologia reale.
Come trovare la tua Zona 2: la guida pratica per non allenarti “a caso”
Per uno sportivo amatoriale, il classico weekend warrior della corsa o della bicicletta, allenarsi nella zona sbagliata significa sprecare l’unica risorsa scarsa: il tempo. Ecco come mappare il tuo cuore con precisione, partendo dal metodo più semplice fino a quello più scientifico.
1. Il “Talk Test”: il laboratorio sei tu
È il metodo più sottovalutato, ma incredibilmente accurato. La Zona 2 termina esattamente dove finisce la tua capacità di sostenere una conversazione fluida.
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Il test: Prova a recitare una poesia o a spiegare a un amico immaginario cosa hai fatto al lavoro.
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Il segnale: Se devi fare una piccola pausa per prendere aria tra una frase e l’altra, sei uscito dalla Zona 2 e sei entrato in Zona 3.
2. La Formula di Maffetone (Il metodo 180)
Reso celebre dal Dr. Phil Maffetone, è un punto di partenza rapido per chi non conosce la propria frequenza cardiaca massima.
Esempio: Se hai 40 anni, il tuo limite sarà 140 bpm. Se sei molto allenato o stai riprendendo da un infortunio, puoi aggiungere o togliere 5 battiti, ma resta una stima “di massima”.
3. La Formula di Karvonen: il calcolo per chi fa sul serio
Se vuoi essere più preciso, devi considerare la tua Frequenza Cardiaca a Riposo (FCrest). La Zona 2 si colloca generalmente tra il 60% e il 70% della tua frequenza di riserva.

La formula è:
Il fattore Tech: fascia cardio vs sensore da polso
Se segui la Zona 2, la precisione è tutto. I sensori ottici al polso (quelli con i LED verdi) sono ottimi per monitorare il sonno, ma durante la corsa o il ciclismo possono soffrire del cosiddetto “cadence lock”: l’orologio confonde i tuoi passi (o le pedalate) con i battiti cardiaci.
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Il consiglio: Investi in una fascia cardio toracica. È l’unico strumento che legge l’impulso elettrico del cuore in tempo reale, evitandoti di allenarti in Zona 3 pensando di essere in Zona 2.
Un piccolo trucco per la prossima uscita
Imposta un allarme cardio sul tuo dispositivo. Scegli il limite superiore che hai calcolato e fai in modo che l’orologio “suoni” quando lo superi. All’inizio sarà frustrante: dovrai rallentare molto, forse anche camminare o scalare di rapporto se la strada sale. Non scoraggiarti. Quel “bip” è il suono dei tuoi mitocondri che imparano a lavorare meglio.
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