Sergio Longoni, l’ultima intervista: “Ho pianto per Pantani e Pogacar, per la Lollobrigida e Simone Moro”

Sergio Longoni ha costruito la principale catena di negozi sportivi del Nord Italia partendo da un punto vendita a Barzanò negli anni Settanta.
Ha, vissuto lo sport con una intensità che pochi imprenditori possono vantare.
Ora è scomparso, a 83 anni: questa è la sua ultima intervista.

sergio-longoni-sport-emozioni-lacrime

 

L’ultima intervista di Sergio Longoni, leggenda dello sport italiano

Sergio Longoni, si è spento il 29 aprile 2026 a 83 anni, era malato da tempo. Con lui se ne va un pezzo di grande imprenditoria sportiva italiana e un pilastro della società brianzola. Titolare di DF Sport Specialist, la principale catena negozi sportivi del Nord Italia. Alpinista, appassionato di sport outdoor, Longoni ha capito per primo come fare i negozi di sport in Italia, cominciando con il punto vendita Longoni Sport di Barzanò a inizio degli anni ’70.sergio-longoni-sport-emozioni-lacrime

Nei decenni successivi, Longoni ha allargato il business a fianco della sua passione per la montagna, partecipando a spedizioni, finanziandone tante, promuovendo lo sport a 360 gradi e diventando una leggenda nel nord Italia.

Schietto, di poche parole, velocissimo nel pensiero, Sergio Longoni è stato fino alla fine in sella a un gruppo da 100 milioni di euro di fatturato all’anno ed è un nume tutelare della montagna e dello sport outdoor, venerato da atleti e da migliaia di persone che, come noi, sono cresciute frequentando i suoi negozi. Un vero uomo di sport.
Questa è la sua ultima intervista, che ci ha concesso pochi giorni prima della sua scomparsa. 

 

Sergio Longoni, quante volte nella sua lunga carriera si è commosso fino alle lacrime per ragioni di sport?
“Piango molto spesso per questioni sportive. E non dipende dalla mia età: in effetti mi commovevo anche da giovane…”


Incominciamo dalle ultime…
“Molto recentemente mi sono commosso per la vittoria di Tadej Pogacar alla Sanremo: che sforzo sovrumano cadere, recuperare e poi vincere. Mi sono commosso così solo per Pantani.”


Le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 le hanno dato emozioni?
“Di recente mi sono commosso per la vittoria di Francesca Lollobrigida alle ultime Olimpiadi. Con tutto quello che le è successo, un ennesimo oro a 35 anni con il figlio in tribuna… tornare sul ghiaccio e tornare a vincere è una gran cosa.”


Lei è uomo di montagna, quale impresa l’ha fatta piangere?
“Ho avuto modo di conoscere tanti atleti e so bene cosa ci sia dietro le loro vittorie: quanta fatica, quanto sudore, quanti sacrifici. Ho pianto per Simone Moro quando ha compiuto la prima salita invernale del Nanga Parbat, considerata una delle più grandi imprese nella storia dell’alpinismo moderno. Erano trent’anni che ci provavano.”


E fra le sue imprese personali ce n’è qualcuna che la commuove ancora oggi quando ci ripensa?
“Io stesso da giovane ho fatto tanto sport e mi sono commosso un sacco di volte per qualche “impresa sportiva” mia: mi ricordo quando ho risalito il Monte Cornizzolo pedalando e poi sono sceso dall’altra parte a piedi con la bici sulle spalle…”

Foto DF Sport Specialist

Leggi anche

Simone Moro e i libri sulla montagna: dieci letture per capire l’alpinismo

Cala Cimenti: come iniziare con l’alpinismo, i consigli di chi ha scalato gli ottomila

L’alpinismo è uno sport? La domanda che non ha una risposta semplice

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...