L’estremità orientale di Maiorca ha recentemente svelato un percorso a piedi che promette di cambiare il ritmo dei viaggiatori in questa affascinante zona delle Baleari. Si chiama GR-226, sigla tecnica che identifica il Gran Recorrido del Llevant, un tracciato di circa 105 chilometri suddiviso in quattro tappe principali.
Questa iniziativa collega cinque comuni dell’ispola: Manacor, Sant Llorenç des Cardassar, Son Servera, Artà e Capdepera. L’obiettivo principale risiede nel valorizzare aree interne e costiere meno note, trasformando vecchi sentieri agricoli e passaggi storici in una risorsa strutturata.
La geografia del cammino tra mare e mandorleti
Il percorso inizia ufficialmente a Cales de Mallorca e si dirige verso l’entroterra, toccando la città di Manacor. Il paesaggio muta costantemente: si passa dalle scogliere a picco sul Mediterraneo a distese di vigneti e campi coltivati. La regione del Llevant, del resto, è celebre per la sua diversità topografica, caratterizzata dalla catena montuosa della Serra de Llevant che corre parallela al litorale. Lungo il tragitto, l’altitudine massima guadagnata in una singola giornata si ferma a 248 metri, rendendo l’esperienza accessibile anche a chi non possiede una preparazione atletica estrema.
I dettagli tecnici descrivono un dislivello totale di approssimativamente 1195 metri. Le tappe sono state pensate per favorire una fruizione lenta. La prima sezione unisce le cale a Manacor per circa 25 chilometri. La seconda prosegue verso Son Carrió, mentre la terza si spinge fino ad Artà, attraversando località come Sa Coma e Cala Millor. L’ultima parte conduce infine a Cala Mesquida, sfiorando Capdepera e la vivace Cala Rajada.
Storia millenaria e artigianato locale
Viaggiare lungo il GR-226 equivale a incontrare testimonianze del passato. Il tracciato sfiora Ses Païsses, un sito archeologico risalente all’Età del Bronzo che conserva strutture megalitiche di 3.000 anni fa. Poco distante, si erge il Monastero di Bellpuig, fondato nel tredicesimo secolo. Sono luoghi che raccontano una Maiorca profonda, legata alla terra e alla spiritualità medievale.
Un elemento distintivo del territorio è l‘artigianato della palma ad Artà. Qui si tramanda l‘intreccio delle foglie per creare borse, cappelli e cesti, un sapere manuale che definisce l’identità locale. I centri abitati attraversati mantengono una dimensione umana, con mercati settimanali e piazze in cui i residenti si ritrovano.
L’installazione di nuova segnaletica e panchine panoramiche ha facilitato l’accesso a questi borghi, permettendo ai piccoli forni e alle locande di accogliere chi viaggia a piedi.
Sfide ambientali e gestione del territorio
L’apertura di questo lungo sentiero comporta riflessioni sulla sostenibilità. La manutenzione dei muretti a secco, elementi architettonici tutelati, richiede sforzi costanti da parte di volontari e istituzioni. La pressione turistica su zone naturali fragili rappresenta un rischio di erosione e produzione di rifiuti. Per questo motivo, sono stati proposti fondi di gestione specifici alimentati dalle entrate comunali e dalla tassa di soggiorno.
La sicurezza è un altro pilastro del progetto e, non a caso, sono stati identificati punti di soccorso e aree di sosta strategiche. L’uso dei mezzi pubblici TIB è fortemente consigliato per raggiungere le diverse tappe, riducendo la dipendenza dalle auto private. La convivenza tra pedoni, ciclisti e cavalieri è regolata da indicazioni differenziate per evitare attriti.
Questo grande itinerario si pone dunque come un esperimento di equilibrio tra sviluppo economico e conservazione del silenzio dei campi di mandorli.
Foto Canva
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