Il Lago di Place-Moulin è uno specchio turchese incastonato tra le vette della Valpelline

Sopra l'abitato di Bionaz si estende un bacino artificiale dai colori quasi inverosimili che cattura immediatamente lo sguardo per la sua sfumatura smeraldo intensa, un luogo perfetto per chi cerca il silenzio dell'alta quota

Lago di Place-Moulin, Valle d'Aosta

La Diga di Place-Moulin svetta nel panorama alpino come una delle costruzioni più imponenti d’Europa: raggiunge un’altezza di ben 155 metri. Edificata tra il 1955 e il 1965, questa barriera ad arco a doppia curvatura trattiene fino 105 milioni di metri cubi d’acqua. Osservando la parete di cemento, si percepisce chiaramente lo sforzo umano necessario per trasformare radicalmente la fisionomia della vallata.

Il coronamento, ovvero la parte superiore della diga, risulta percorribile a piedi e consente di ammirare da un lato il salto verso valle e dall’altro la distesa del Lago di Place-Moulin che lambisce le pendici frastagliate.

Il sentiero panoramico verso Prarayer

Lungo la sponda sinistra dell’invaso si sviluppa una strada sterrata pianeggiante che può essere percorso con molta facilità sia da famiglie che ciclisti. Tale sentiero conduce fino al rifugio situato all’estremità opposta della conca, attraverso un tracciato che ricalca il perimetro del lago per circa 4,5 chilometri, regalando una visuale costante sul massiccio del Grand Combin e sul ghiacciaio del Tsa de Tsan.

Antichi alpeggi punteggiano il versante destro, testimoni di una tradizione pastorale che prosegue immutata nonostante il passare dei decenni. Raggiungendo la meta finale, il Rifugio Prarayer, si entra in contatto con una struttura storica costruita interamente in pietra e legno, tipica architettura valdostana d’alta montagna.

Diga di Place-Moulin, Valle d'Aosta

Oltre la sponda del Lago di Place-Moulin

Superato il sentiero pianeggiante che costeggia il bacino, si aprono itinerari decisamente più impegnativi che si inerpicano sui versanti della Valpelline, raggiungendo quote in cui la roccia e il ghiaccio sostituiscono i pascoli.

Le vie verticali verso i colli di confine

Dal Rifugio Prarayer si diramano percorsi che richiedono gambe allenate e abitudine ai terreni sconnessi. Il tracciato verso il Col de la Division, situato a più o meno 3310 metri di altitudine, rappresenta una delle sfide più suggestive per l’escursionista esperto. Salendo su questo versante, la vista sul Lago di Place-Moulin muta drasticamente, riducendo lo specchio d’acqua a una sottile lamina color turchese incastrata nel fondo valle.

Escursioni al Lago di Place-Moulin

Si tratta di valico grazie al quale affacciarsi persino sui ghiacciai svizzeri, collegando idealmente l’Italia con il territorio di Zermatt attraverso passaggi che ricalcano antiche vie di transito per pastori e contrabbandieri.

Il Rifugio Aosta e il regno dei ghiacci

Un’altra alternativa di grande valore tecnico punta verso il Rifugio Aosta, avamposto storico per chi intende scalare la Dent d’Hérens. La salita attraversa la morena del ghiacciaio delle Grandes Murailles, un ambiente severo composto da detriti rocciosi e torrenti impetuosi alimentati dallo scioglimento delle nevi.

Il Rifugio Aosta

Foto:  Snooze89 di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, Via Wikimedia

Raggiungere questa struttura significa lasciarsi alle spalle la vegetazione per entrare in un mondo minerale. La sua posizione isolata, tra le altre cose, garantisce un contatto diretto con la natura più selvaggia della regione, piuttosto distante dai percorsi turistici classici che si limitano a costeggiare il Lago di Place-Moulin.

Perché è di questo colore e il soprannome della valle

Questa zona viene spesso definita la “Siberia della Valle d’Aosta” a causa delle temperature rigide che caratterizzano i mesi invernali e della posizione remota rispetto alle rotte turistiche più trafficate. Un isolamento che, volente o nolente, ha preservato un ecosistema straordinario, popolato di stambecchi e camosci.

La Siberia della Valle d'Aosta

La colorazione particolare della superficie del Lago di Place-Moulin deriva dal “latte di ghiacciaio”, ovvero minuscoli frammenti di roccia che riflettono la luce solare dando vita a tonalità che variano dal blu cobalto al verde giada. Arrivando presso la frazione di , si nota subito quanto l’intervento umano si sia integrato con la maestosità delle cime circostanti.

Foto Canva

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