Fiordi, borghi sommersi e un cammino nel Lazio che quasi nessuno conosce: il Lago del Salto in primavera è un gioiello italiano

A poco più di un'ora da Roma, in provincia di Rieti, il lago artificiale più grande del Lazio si spalanca tra boschi, fiordi e paesi nati dalle acque.

Ha una storia drammatica — quattro borghi sommersi per costruire la diga nel 1940 — e una primavera che trasforma tutto in verde brillante.

Il Cammino del Salto, inaugurato nel 2024, lo percorre intero in sei tappe. Ma basta un giorno per capire perché chi ci va, poi torna

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Ci sono posti che non assomigliano a niente che hai già visto nel Lazio. Il Lago del Salto, nel cuore del Cicolano in provincia di Rieti, è uno di questi. La sua forma allungata e frastagliata ricorda un grande fiordo nordico più che un bacino italiano: le rive scendono ripide tra boschi di querce e castagni, le insenature si aprono silenziose tra i promontori, e i paesi arroccati sulle alture si specchiano nell’acqua sotto di loro.

È il lago artificiale più grande del Lazio, creato nel 1940 dallo sbarramento del fiume Salto con una diga alta 90 metri — all’epoca la più alta d’Italia. La sua lunghezza è di 10 km, il perimetro complessivo di 57 km, la profondità massima di 90 metri. E ha una storia che vale da sola il viaggio.

I borghi sommersi: le Atlantidi del Cicolano

Per costruire la diga e riempire la valle, quattro borghi furono sommersi: Teglieto, Fiumata, Sant’Ippolito e Borgo San Pietro. Le popolazioni furono evacuate e i paesi ricostruiti più in alto, sulle sponde del lago nascente, con l’architettura razionalista del ventennio fascista.lago-del-salto-lazio-fiordo
Ancora oggi, quando le acque si abbassano — soprattutto in estate — emergono lembi delle costruzioni sommerse. La sommità del campanile del vecchio Monastero duecentesco delle Clarisse affiora dall’acqua come un’apparizione.

Una lapide incisa nella roccia, nei pressi della diga, ricorda le vittime della sua costruzione.
Un dettaglio che nessuna guida turistica menziona abbastanza.

La primavera: il momento migliore per venire

La primavera è il periodo d’elezione per visitare il Lago del Salto. In questa stagione il livello dell’acqua è spesso più alto e i boschi intorno al lago assumono un verde brillante; le temperature sono ideali per affrontare i dislivelli.lago-salto-primavera
I castagneti ancora spogli in inverno si ricoprono di foglie nuove, e lungo le rive la vegetazione esplode in sfumature che vanno dal verde smeraldo al quasi-nero degli abeti. Sul Piano di Rascino, sull’altopiano sopra Fiamignano, a primavera fioriscono a migliaia le violette.

Cosa fare: trekking, borghi e il nuovo Cammino del Salto

Il Cammino del Salto

Il Cammino del Salto è un percorso ad anello di circa 100 km che circonda il lago, nel cuore del Cicolano. Nato ufficialmente nel 2024, attraversa quattro comuni — Fiamignano, Petrella Salto, Varco Sabino e Pescorocchiano — e si sviluppa in 5 o 6 tappe tra boschi, borghi e panorami sul lago. Il punto di partenza e arrivo è Peschieta, frazione di Fiamignano. Il percorso è segnato con simboli arancioni in stile CAI ed esiste una credenziale dedicata. trekking-lago-del-salto

Il dislivello complessivo è significativo: la tappa Fiamignano–Petrella Salto supera i 1.500 metri di salita. Chi cerca un’esperienza più intensa può aggiungere l’anello facoltativo del Monte Navegna — circa 1.000 metri di dislivello positivo in 14 km — da cui si vedono contemporaneamente il Lago del Salto e il vicino Lago del Turano.

Il Monte Navegna e la vista su due laghi

La Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia è il parco naturale che circonda il lago a sud. La salita al Monte Navegna (1.508 m) è uno dei trekking più belli del Lazio: dalla vetta si domina l’intera vallata con entrambi i bacini artificiali — Salto e Turano — visibili insieme in un panorama a 360 gradi. Il sentiero parte da Varco Sabino e sale tra boschi e praterie di pascolo.lago-salto-cosa-vedere
Lì vicino puoi fare anche il trekking nei borgo fantasma del Lago Turano.

La Grotta di Santa Filippa Mareri

La Grotta di Santa Filippa Mareri, fondatrice dell’Ordine delle Clarisse, si trova nella frazione di Piagge ed è raggiungibile attraverso il Sentiero del Pellegrino, un percorso che si addentra in un verdissimo bosco. Una croce illuminata la rende visibile da tutto il Cicolano.

I borghi da visitare

Petrella Salto è il comune principale della zona, con la sua Rocca Cenci che domina il paesaggio e offre uno dei panorami più belli sul lago.lago-del-salto-borghi
Fiumata, sulla riva meridionale, è la zona del Cicolano soprannominata “la Svizzera d’Italia” ed è punto di partenza per sentieri e percorsi naturalistici.
Borgo San Pietro, ricostruito sulle sponde dopo la sommersione, ha le spiagge più accessibili dell’intero lago.

Cosa si mangia

I ristoranti fronte lago sono diversi e propongono piatti della cucina locale: pappardelle ai funghi porcini, lenticchie del Piano di Rascino, pesce di lago.
Il coregone, il luccio e la carpa sono i pesci tipici del Salto e del vicino Turano. Le lenticchie di Rascino sono un presidio Slow Food — piccole, saporite, coltivate sull’altopiano sopra Fiamignano a 1.200 metri di quota.

Come arrivare da Roma

In auto: da Roma si percorre l’Autostrada A24 in direzione L’Aquila, uscita Valle del Salto, poi pochi chilometri sulla SR758. In alternativa si prende la Via Salaria fino a Rieti e poi la SS578 Salto Cicolana.
Distanza: circa 90 km da Roma, un’ora e un quarto di guida.

In bus: da Roma con Cotral fino a Rieti, poi bus locale verso Borgorose/Petrella Salto. La rete di trasporti pubblici nella zona è limitata: l’auto è quasi indispensabile per esplorare le rive e i borghi.

Info pratiche

Provincia: Rieti (Lazio) Altitudine: 535 m s.l.m.
Cammino del Salto: partenza da Peschieta (Fiamignano) — credenziale su richiesta all’associazione
Periodo consigliato: aprile–giugno per trekking e fioritura; luglio–agosto per bagni e sport acquatici
Spiagge attrezzate: a Borgo San Pietro e Fiumata, con possibilità di noleggio canoa, pedalò e kayak

Foto Canva

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