Ci sono posti che non assomigliano a niente che hai già visto nel Lazio. Il Lago del Salto, nel cuore del Cicolano in provincia di Rieti, è uno di questi. La sua forma allungata e frastagliata ricorda un grande fiordo nordico più che un bacino italiano: le rive scendono ripide tra boschi di querce e castagni, le insenature si aprono silenziose tra i promontori, e i paesi arroccati sulle alture si specchiano nell’acqua sotto di loro.
È il lago artificiale più grande del Lazio, creato nel 1940 dallo sbarramento del fiume Salto con una diga alta 90 metri — all’epoca la più alta d’Italia. La sua lunghezza è di 10 km, il perimetro complessivo di 57 km, la profondità massima di 90 metri. E ha una storia che vale da sola il viaggio.
I borghi sommersi: le Atlantidi del Cicolano
Per costruire la diga e riempire la valle, quattro borghi furono sommersi: Teglieto, Fiumata, Sant’Ippolito e Borgo San Pietro. Le popolazioni furono evacuate e i paesi ricostruiti più in alto, sulle sponde del lago nascente, con l’architettura razionalista del ventennio fascista.
Ancora oggi, quando le acque si abbassano — soprattutto in estate — emergono lembi delle costruzioni sommerse. La sommità del campanile del vecchio Monastero duecentesco delle Clarisse affiora dall’acqua come un’apparizione.
Una lapide incisa nella roccia, nei pressi della diga, ricorda le vittime della sua costruzione.
Un dettaglio che nessuna guida turistica menziona abbastanza.
La primavera: il momento migliore per venire
La primavera è il periodo d’elezione per visitare il Lago del Salto. In questa stagione il livello dell’acqua è spesso più alto e i boschi intorno al lago assumono un verde brillante; le temperature sono ideali per affrontare i dislivelli.
I castagneti ancora spogli in inverno si ricoprono di foglie nuove, e lungo le rive la vegetazione esplode in sfumature che vanno dal verde smeraldo al quasi-nero degli abeti. Sul Piano di Rascino, sull’altopiano sopra Fiamignano, a primavera fioriscono a migliaia le violette.
Cosa fare: trekking, borghi e il nuovo Cammino del Salto
Il Cammino del Salto
Il Cammino del Salto è un percorso ad anello di circa 100 km che circonda il lago, nel cuore del Cicolano. Nato ufficialmente nel 2024, attraversa quattro comuni — Fiamignano, Petrella Salto, Varco Sabino e Pescorocchiano — e si sviluppa in 5 o 6 tappe tra boschi, borghi e panorami sul lago. Il punto di partenza e arrivo è Peschieta, frazione di Fiamignano. Il percorso è segnato con simboli arancioni in stile CAI ed esiste una credenziale dedicata. 
Il dislivello complessivo è significativo: la tappa Fiamignano–Petrella Salto supera i 1.500 metri di salita. Chi cerca un’esperienza più intensa può aggiungere l’anello facoltativo del Monte Navegna — circa 1.000 metri di dislivello positivo in 14 km — da cui si vedono contemporaneamente il Lago del Salto e il vicino Lago del Turano.
Il Monte Navegna e la vista su due laghi
La Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia è il parco naturale che circonda il lago a sud. La salita al Monte Navegna (1.508 m) è uno dei trekking più belli del Lazio: dalla vetta si domina l’intera vallata con entrambi i bacini artificiali — Salto e Turano — visibili insieme in un panorama a 360 gradi. Il sentiero parte da Varco Sabino e sale tra boschi e praterie di pascolo.
Lì vicino puoi fare anche il trekking nei borgo fantasma del Lago Turano.
La Grotta di Santa Filippa Mareri
La Grotta di Santa Filippa Mareri, fondatrice dell’Ordine delle Clarisse, si trova nella frazione di Piagge ed è raggiungibile attraverso il Sentiero del Pellegrino, un percorso che si addentra in un verdissimo bosco. Una croce illuminata la rende visibile da tutto il Cicolano.
I borghi da visitare
Petrella Salto è il comune principale della zona, con la sua Rocca Cenci che domina il paesaggio e offre uno dei panorami più belli sul lago.
Fiumata, sulla riva meridionale, è la zona del Cicolano soprannominata “la Svizzera d’Italia” ed è punto di partenza per sentieri e percorsi naturalistici.
Borgo San Pietro, ricostruito sulle sponde dopo la sommersione, ha le spiagge più accessibili dell’intero lago.
Cosa si mangia
I ristoranti fronte lago sono diversi e propongono piatti della cucina locale: pappardelle ai funghi porcini, lenticchie del Piano di Rascino, pesce di lago.
Il coregone, il luccio e la carpa sono i pesci tipici del Salto e del vicino Turano. Le lenticchie di Rascino sono un presidio Slow Food — piccole, saporite, coltivate sull’altopiano sopra Fiamignano a 1.200 metri di quota.
Come arrivare da Roma
In auto: da Roma si percorre l’Autostrada A24 in direzione L’Aquila, uscita Valle del Salto, poi pochi chilometri sulla SR758. In alternativa si prende la Via Salaria fino a Rieti e poi la SS578 Salto Cicolana.
Distanza: circa 90 km da Roma, un’ora e un quarto di guida.
In bus: da Roma con Cotral fino a Rieti, poi bus locale verso Borgorose/Petrella Salto. La rete di trasporti pubblici nella zona è limitata: l’auto è quasi indispensabile per esplorare le rive e i borghi.
Info pratiche
Provincia: Rieti (Lazio) Altitudine: 535 m s.l.m.
Cammino del Salto: partenza da Peschieta (Fiamignano) — credenziale su richiesta all’associazione
Periodo consigliato: aprile–giugno per trekking e fioritura; luglio–agosto per bagni e sport acquatici
Spiagge attrezzate: a Borgo San Pietro e Fiumata, con possibilità di noleggio canoa, pedalò e kayak
Foto Canva
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