Chi erano i risi’atori e perché ancora contano
Prima di capire le gare, serve capire la parola. Risi’atore — con quella C elidibile che è già un marchio d’identità livornese — viene da arrisicatore: chi risica, chi prende rischi per mestiere. A Livorno, dal XVI secolo in poi, erano gli scaricatori di porto. 
Fare lo scaricatore in questo tratto di Tirreno non era un impiego qualunque. Il mare di Livorno cambia umore in fretta, le secche della Meloria hanno affondato flotte intere — compresa quella pisana nel 1284, in una delle battaglie navali più decisive del Medioevo.
Quando un vascello mercantile appariva all’orizzonte, i risi’atori uscivano in mare sui loro gozzi prima degli altri, in gara tra di loro, per conquistarsi il diritto di scaricare la merce sulle banchine. Era lavoro, era competizione, era sopravvivenza.
E quando le navi finivano in difficoltà, erano gli stessi risi’atori a uscire in tempesta per mettere in salvo gli equipaggi.
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!
Quella storia non è finita. Si è trasformata in una tradizione remiera che, con le leggi livornine del XVI secolo e la crescita del porto, è diventata parte dell’identità profonda della città. Le prime gare documentate risalgono al Settecento: il granduca Cosimo I de’ Medici assisteva alle dispute dalle terrazze della Fortezza Vecchia. Nel 1766, la comunità olandese organizzò un grande Palio per celebrare l’arrivo a Livorno di Pietro Leopoldo di Lorena, appena nominato granduca di Toscana.
Oggi le cantine dei rioni — le sedi delle otto sezioni nautiche affacciate sui Fossi Medicei — conservano stemmi, colori e rivalità che hanno attraversato secoli. Borgo, Labrone, Ardenza, Ovosodo, Pontino, Salviano, San Jacopo, Venezia: otto rioni, otto identità, una città dentro la città che ha trovato nel remo la sua forma di orgoglio collettivo.
Il trittico: tre gare, tre caratteri
La stagione si concentra in un mese esatto, tra fine maggio e fine giugno, con tre appuntamenti che i livornesi chiamano semplicemente “il trittico”.
Il primo è la Coppa Risi’atori, domenica 31 maggio: 7.600 metri in mare aperto, dalla Torre della Meloria fino al ponte girevole della Darsena Nuova, rotta libera. Nata nel 1978 per volontà di appassionati del rione Borgo Cappuccini, è la maratona del mare — la gara più fisica, quella che più somiglia all’originale sfida dei risi’atori. Il record appartiene al rione Salviano dal lontano 1997: 33 minuti, 45 secondi e 15 centesimi. Ancora imbattuto.
Il secondo è la Coppa Barontini, sabato 13 giugno in notturna: 3.200 metri nei Fossi Medicei, il sistema di canali che cinge il centro storico della città, a cronometro. Dedicata a Ilio Barontini, comandante partigiano livornese, è la più tecnica delle tre. Il percorso è stretto e tortuoso, i gozzi partono uno alla volta, e l’abilità del timoniere conta quanto la forza dei rematori. I fossi imbandierati di notte con i colori rionali trasformano la gara in qualcosa che è metà competizione e metà festa.
Il terzo è il Palio Marinaro, sabato 27 giugno, nello specchio d’acqua davanti alla Terrazza Mascagni. È la gara più sentita, quella che chiude la stagione e porta il maggior numero di spettatori. L’edizione 2026 non è un’edizione qualunque: nel 1926 si svolse la prima gara dei rioni. Un centenario che a Livorno — città che non è mai stata timida nell’esprimere le proprie emozioni — ha tutto il peso che merita.
Tutte e tre le gare saranno trasmesse in diretta su gareremiere.tv e su Granducato TV (canale 15 del digitale terrestre in Toscana).
Livorno, la città che Firenze ha sempre un po’ snobbato
C’è qualcosa di programmaticamente anti-turistico in Livorno. Non nel senso che non accoglie — accoglie bene — ma nel senso che non si preoccupa troppo di piacere. È una città portuale, laica, multiculturale per vocazione storica: le leggi livornine del Cinquecento avevano trasformato il porto in un rifugio per mercanti di ogni nazionalità e religione, e quella mescolanza ha lasciato un segno nel carattere della gente e nella forma degli edifici.
La Terrazza Mascagni è il luogo più riconoscibile: un belvedere liberty sorto nel 1925 con una pavimentazione a scacchiera di 34.000 piastrelle bianche e nere e una balaustra ornata da 4.000 colonnine, che guarda verso l’arcipelago toscano e le secche della Meloria. È il punto di ritrovo di generazioni di livornesi, il posto dove si va al tramonto, dove si portano i bambini, dove si torna quando si torna in città. Il gazebo per i concerti estivi funziona ancora.
I Fossi Medicei sono stati scavati in 28 anni a partire dal 1577, come sistema difensivo per proteggere la nascente Livorno voluta dai Granduchi di Toscana. Oggi sono un patrimonio UNESCO navigabili in battello: il tour di circa un’ora attraversa il Quartiere Venezia — canali, ponti e palazzi mercantili settecenteschi — costeggia le mura della Fortezza Vecchia e della Fortezza Nuova e passa sotto la Piazza della Repubblica, la piazza-ponte più larga d’Europa con i suoi 220 metri di larghezza. 
Il Mercato delle Vettovaglie, in un edificio liberty di ferro e vetro del 1894, è uno dei mercati coperti più grandi d’Europa — i livornesi lo chiamano il “Louvre di Livorno” con quella combinazione di autoironia e orgoglio che è tipicamente labronica. La mattina è un brulichio di banchi, pescivendoli dalla battuta pronta, bancarelle di prodotti locali.
Da non sottovalutare la cucina. Il cacciucco — zuppa di pesce in dialetto livornese — è il piatto simbolo, con cinque tipi di pesce almeno e una lunga cottura in umido con pomodoro e vino rosso.

La cecina (torta di ceci) si dice sia nata per caso dai naufraghi genovesi dopo la battaglia della Meloria — possibile o meno, è buonissima. Il ponce alla livornese — rum, caffè, sciroppo di limone e buccia di limone — si beve al banco, rigorosamente caldo, rigorosamente al Bar Civili.
Info pratiche
Come arrivare In treno: Livorno Centrale è collegata a Pisa (20 minuti), Firenze (1h 20min) e alle principali città toscane. In auto: A12 da nord o Aurelia SS1; da Firenze circa 1h 30min, da Milano circa 3h. La stazione liberty del 1910 merita uno sguardo anche per chi arriva in treno G
are remiere 2026 Coppa Risi’atori: 31 maggio (mare aperto) — Coppa Barontini: 13 giugno (notturna, Fossi Medicei) — Palio Marinaro: 27 giugno (Terrazza Mascagni). Diretta su gareremiere.tv e Granducato TV ch.15
Tour in battello Fossi Medicei: circa €15 a persona, disponibile dal tardo pomeriggio, min. 4 persone — operatori vari in città
Da non perdere Terrazza Mascagni al tramonto, Mercato delle Vettovaglie la mattina, Quartiere Venezia, Fortezza Vecchia, casa natale di Modigliani
Foto LEM
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