Non grotte, ma tafoni: cosa sono davvero le Grotte di Soprasasso
Il nome è convenzionale e un po’ fuorviante. Le Grotte di Soprasasso non sono grotte carsiche — non le ha create l’acqua che scava il calcare. Sono cavità verticali che si aprono in un esteso contrafforte di arenaria nella zona di Montecavalloro, nel comune di Vergato, lungo il versante che domina la Valle del Reno.
Il fenomeno geologico che le ha create si chiama erosione alveolare — o, nei casi più marcati, tafoni: cavità sferiche e irregolari prodotte dall’azione combinata del vento, dell’acqua di condensazione e dei sali minerali che cristallizzano all’interno della roccia, espandendosi e disgregandola dall’interno. È un processo tipico delle zone costiere e aride — trovarlo nell’entroterra appenninico a 600-700 metri di quota è una rarità. Le pareti interne delle cavità hanno una tessitura organica e sinuosa, come se la roccia fosse stata consumata dall’interno con un lavoro di scalpello paziente e millimetrico.
Le cavità sono tre: la Grotta di Soprasasso vera e propria, con un’apertura ampia e al suo interno una sorta di trono naturale scavato nella pietra; la Grotta dei Piatti, riconoscibile per le sue cavità circolari che coprono la parete come impronte; la Grotta Buia, più stretta e profonda.
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Il sentiero: un percorso mantenuto dai volontari
Il sentiero che porta alle Grotte di Soprasasso non si trova su Google Maps né su OpenStreetMap. È stato aperto e viene mantenuto da un gruppo di volontari locali — qualcosa che già dice molto sul tipo di posto che è. La segnaletica esiste ma è eterogenea: bolli blu, rossi, gialli, nastri bianchi e rossi, cartelli plastificati. Chi è abituato a sentieri CAI codificati potrebbe trovarsi spiazzato, ma il percorso si segue senza difficoltà.
Il punto di partenza è il parcheggio delle Grotte di Soprasasso in località Cavalloro — basta digitare questo nome sul navigatore, o cercare Via Monte Cavalloro a Vergato. Pochi posti auto, strettamente dipendenti dall’afflusso. Nei weekend primaverili conviene arrivare presto.
Il percorso ad anello completo misura circa 11 chilometri con un dislivello massimo di 450 metri e si percorre in circa tre ore e mezza. La prima parte sale attraverso il bosco — querce e faggi tipici dell’Appennino bolognese — con qualche tratto ripido e due brevi scalette attrezzate con corde come corrimano. Non ci sono strapiombi alpini, ma il terreno può essere scivoloso dopo la pioggia.
L’alternativa più breve parte invece dalla stazione di Riola di Vergato — un’ora di treno da Bologna — e segue il sentiero 162a fino alle grotte, per poi rientrare lungo il sentiero CAI 162 in direzione di Riola. In questo caso la distanza totale è di circa 6 chilometri e il percorso si chiude in circa due ore e mezza.
Dalla posizione delle grotte si apre un panorama sulla Valle del Reno che nelle giornate limpide include il Corno alle Scale e, più lontano, il Cimone. È il punto dove la maggior parte degli escursionisti si ferma a mangiare — c’è spazio per sedersi e la vista giustifica la sosta.
Cosa visitare nei dintorni
Le Grotte di Soprasasso non sono un posto isolato. Nella stessa zona, a breve distanza, ci sono altri motivi per organizzare una giornata intera nell’area.
La Rocchetta Mattei — l’eclettico castello in stile medievale e moresco costruito dal Conte Cesare Mattei nella seconda metà dell’Ottocento — è uno dei luoghi più originali dell’Appennino bolognese, visitabile con prenotazione obbligatoria. Le Grotte di Labante — vere grotte carsiche, completamente diverse dalle Soprasasso — hanno una cascata interna e un ingresso suggestivo.
Info pratiche
Dove si trova Montecavalloro, comune di Vergato (BO) — Appennino bolognese, circa 50 km da Bologna
Come arrivare in auto SS64 Porrettana fino a Riola di Vergato, poi Via Monte Cavalloro — parcheggio in località Cavalloro (su Google Maps: “parcheggio grotte di Soprasasso”)
Come arrivare in treno Linea Bologna-Pistoia (Porrettana), fermata Riola di Vergato — circa 1h da Bologna — poi sentiero 162a a piedi
Percorso ad anello completo ~11 km — 450m dislivello — ~3h30 — media difficoltà — sentiero non su Google Maps
Percorso breve da Riola ~6 km — 2h30 — sentiero 162a — medio-facile
Attenzione Alcuni tratti con corde come corrimano — terreno scivoloso dopo la pioggia — pantaloni lunghi (arbusti spinosi)
Periodo migliore Primavera e autunno — d’estate caldo e umidità elevata nel bosco
Foto Travel Emiia Romagna, Carloalberto Canobbi per AppenninoBolognese, Elena Tartaglione via Wikimedia Creative Commons CC BY-SA 4.0 DEED
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