Nel cuore pulsante dell’Appennino centrale, precisamente nella provincia dell’Aquila, sorge un’area archeologica di straordinario valore che gli storici amano definire la Piccola Roma d’Abruzzo. Il sito svela solo a chi si spinge fino al comune di Massa d’Albe, a circa 1.000 metri di altitudine, la propria maestosa struttura urbana, regalando una panoramica che un tempo dominava lo specchio d’acqua del lago Fucino, prima del definitivo prosciugamento avvenuto nel 1876. Proprio la luce del mattino che rifletteva sul bacino idrico ha regalato a questo insediamento il suggestivo appellativo di Alba, legato alla divinità del nascere del sole.
Una roccaforte strategica contro le tribù italiche: breve storia di Alba Fucens
La nascita dell’insediamento di Alba Fucens risale alla fine del IV secolo avanti Cristo, nello specifico al 303 a.C., quando i generali romani decisero di fondare una colonia militare nel territorio sottratto alla bellicosa tribù degli Equi. La posizione si rivelò cruciale per sbarrare il passo alle popolazioni ostili e controllare i traffici commerciali verso l’Adriatico. Fedele alleata dell’Urbe, la cittadella respinse gli attacchi di Annibale durante la seconda guerra punica, ma subì pesanti ritorsioni nell’età di Silla a causa del sostegno offerto alla fazione di Mario.
La riscoperta moderna della città si deve all’instancabile lavoro dell’Accademia Belgica, guidata dall’archeologo Fernand De Visscher, che tra il 1949 e il 1979 rimosse i secoli di terra che coprivano i monumenti pubblici. I successivi scavi hanno confermato il declino definitivo dell’abitato intorno al VI secolo dopo Cristo, periodo che coincide con il progressivo abbandono della pianura a favore delle colline circostanti.
Foto: By Pietro – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia
Cosa vedere ad Alba Fucens
Il nucleo archeologico si presenta con la tipica pianta a scacchiera regolare delle città romane, difesa da una poderosa cinta muraria in pietra dotata di quattro porte d’accesso principali. L’ingresso dalla via Valeria immetteva direttamente sul decumano, oggi ribattezzato via dell’Elefante per i reperti rinvenuti. Percorrendo l’asse stradale si incontrano le botteghe del mercato alimentare, il diribitorium adibito alle votazioni pubbliche e la basilica a tre navate con affreschi del I secolo avanti Cristo.
Le terme cittadine conservano i pavimenti sopraelevati su pilastri di mattoni, denominati suspensurae, intercapedini create appositamente per la circolazione dell’aria calda. Poco oltre emerge il Santuario di Ercole, da cui proviene la colossale statua marmorea del dio a banchetto esposta al Museo Archeologico Nazionale di Chieti.
Il vero fiore all’occhiello del comparto pubblico è però l‘anfiteatro ellittico del I secolo dopo Cristo, parzialmente scavato nella roccia del colle San Pietro. La struttura venne edificata grazie al legato testamentario del prefetto Macrone, un cittadino albense d’origine che scelse il suicidio per evitare i sequestri dei beni imposti dall’imperatore Caligola. Sotto le gradinate del settore destro si apre tuttora un cunicolo dove sostavano i combattenti prima dei giochi.
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Il tempio solare trasformato in basilica cristiana
La parte più elevata del colle custodisce una trasformazione architettonica unica nel suo genere: l’antico tempio pagano dedicato al culto solare di Apollo cambiò funzione nel VI secolo dopo Cristo, mutando nella splendida chiesa romanica di San Pietro. I costruttori medievali riutilizzarono le colonne romane originarie per dividere lo spazio interno in tre campate, arricchendo la navata centrale con intarsi e mosaici di marmo colorato.
Foto: By Mongolo1984 – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia
Sebbene il terremoto del 1915 abbia gravemente danneggiato le strutture, i restauri scientifici hanno salvato l’ambone duecentesco e il portale del 1130, caratterizzato da particolari motivi scultorei a spirale. Dalla cima dell’altura la vista spazia sui ruderi del borgo medievale di Albe e sul trecentesco Castello Orsini, testimoni della continuità abitativa di questa perla della Marsica.
Foto di copertina: Abruzzo Turismo
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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