In uno degli angoli più silenziosi d’Abruzzo c’è una spezia che cresce e che, quando è il suo momento di fiorire, trasforma il paesaggio in un morbido tappeto tutto viola. Parliamo delle zafferano, che trova terreno fertile a Navelli, in provincia dell’Aquila, arroccato su un colle che (purtroppo) pochi mettono in agenda. Ed è un peccato davvero, perché chiunque ci arrivi tende a fermarsi più del previsto.
Le case in pietra grigia, le stradine tortuose e i gradini scavati direttamente nella roccia raccontano una misura del tempo che in estate diventa quasi un lusso. L’altopiano su cui prende vita il paese è infatti aperto, luminoso, con quella qualità della luce di montagna che rende nitido tutto.
L’oro rosso che ha fatto grande un altopiano
Lo zafferano dell’Aquila ha ottenuto il marchio DOP nel 2005: è tra i più pregiati al mondo, coltivato in purezza sull’altopiano a oltre 700 metri di quota. I pistilli vengono ancora separati a mano, uno per uno, con una cura che ricorda più un rito che una lavorazione agricola.
L’altopiano di Navelli racconta perciò un Abruzzo che va a ritmi propri, lontano dai circuiti più frequentati. Ma quello che, forse, colpisce più di ogni altra cosa è la continuità tra il paesaggio e la storia del borgo. Lo zafferano non è solo un prodotto: è la ragione per cui Navelli ha mantenuto una sua identità economica e culturale attraverso i secoli.
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Era usato in medicina, nella cosmesi, nelle cucine signorili, mentre oggi è il cardine attorno a cui ruota anche il turismo consapevole che comincia ad avvicinarsi a questi luoghi.
Il borgo che si racconta pietra per pietra
Navelli si sale a piedi, e questa è già parte dell’esperienza. Le stradine si stringono man mano che si prosegue verso il centro medievale, tra archi, scalinate e facciate che sembrano incassate nella roccia stessa del colle. Il nucleo antico conserva quella grazia dei posti che non hanno ceduto alla pressione del restauro aggressivo. Camminando, quindi, si possono ancora osservare pietre consumate dall’uso, portali squadrati e graziose finestre strette.
Si respira autenticità, nel senso più semplice del termine. In estate, tra le altre cose, il calore si ferma alle quote più basse: qui, a oltre 700 metri, le sere sono fresche e le ombre delle case strette offrono riparo. È un borgo da girare lentamente, lasciando che siano le svolte delle stradine a decidere dove si finisce.
Foto: Simone Antonazzo / ENIT SpA
Cosa vedere a Navelli
Qui ci si può perdere in un suggestivo labirinto di vicoli in pietra, ripide scalinate e caratteristici passaggi coperti (i supportici), fino a raggiungere la sommità del paese dove svetta l’imponente Palazzo Baronale Santucci del XVII secolo. Oltre alle storiche chiese, come la parrocchiale di San Sebastiano e la vicina Santa Maria in Cerulis, l’attrazione magica di Navelli è la sua campagna: se lo si visita in autunno, all’alba, si può assistere allo spettacolo unico della fioritura dell'”oro rosso” (soprannome dello zafferano), che tinge i campi di un meraviglioso color viola.
Come arrivare
Navelli si raggiunge in auto percorrendo l’autostrada A24 Roma–L’Aquila, uscendo a L’Aquila Est (o in alternativa a Tornimparte), per poi immettersi sulla SS17 direzione Popoli e seguire le indicazioni per Caporciano e l’altopiano di Navelli. In treno la stazione di riferimento è L’Aquila, da cui si prosegue con mezzi privati o con le linee di autobus provinciali, che tuttavia hanno frequenze limitate nei mesi estivi.
Foto: Simone Antonazzo / ENIT SpA
L’auto resta il mezzo più comodo per esplorare liberamente l’altopiano. Il parcheggio principale si trova alla base del borgo, prima della salita pedonale verso il centro storico.
Foto di copertina: ENIT SpA
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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