Acqua smeraldo a due passi da Bergamo: le Buche di Nese dove rinfrescarsi d’estate

Pozze cristalline, cascatelle e rocce da scalare nella Valseriana bergamasca: le Buche di Nese sono il segreto dell\'estate lombarda, a pochi chilometri dalla città.

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Caldo appiccicoso, autostrada intasata verso il lago. Eppure a meno di un quarto d’ora da Bergamo esiste un posto dove l’acqua è verde smeraldo, la temperatura scende di dieci gradi nell’ombra del bosco e si può fare il bagno su rocce levigate dal fiume.
Le Buche di Nese sono assenti dalle cartoline, prive di un grande parcheggio e di un bar con ombrelloni. Funzionano proprio per questo.
Il nome viene dal fiume Nesa, che scende dalla Corna Bianca fino ad Alzano Lombardo, in Valseriana, scavando nel tempo una serie di pozze e piccoli laghetti naturali.
L’acqua si infila tra le pareti di roccia, rallenta, si raccoglie in bacini di dimensioni diverse, poi riparte. Il risultato è uno dei posti più cercati dell’estate bergamasca — e uno dei meno conosciuti fuori dalla provincia.

Pozze di smeraldo nel bosco bergamasco

Il fascino delle Buche di Nese sta nella proporzione: lontane dalla grandiosità delle gole del Verdon, prive di qualsiasi attrezzatura da parco. Sono una sequenza di vasche naturali, ognuna con una personalità diversa.
La prima è larga, comoda, accessibile anche con i bambini. Le successive si guadagnano arrampicandosi un poco sulle rocce, scivolando su gradoni che il fiume ha levigato nei secoli.
L’acqua cambia colore con la luce del giorno: al mattino presto è quasi nera nell’ombra del bosco, verso mezzogiorno diventa verde intenso, nel pomeriggio — quando il sole batte di taglio — vira all’azzurro.
I ragazzi del posto la conoscono bene: chi abita in zona ci viene dall’adolescenza, e i tuffi migliori sono quelli dalla cengia di roccia sulla seconda pozza, quella che bisogna conquistarsi salendo un po’. Attenzione: l’acqua è fredda.

Come raggiungere le Buche e cosa aspettarsi sul sentiero

Le Buche si trovano nella frazione di Burro, nel comune di Alzano Lombardo, a pochi chilometri da Bergamo.
Il punto di riferimento per il parcheggio è la Trattoria del Brugo: alcuni posti lungo la strada, qualcuno nel piazzale del locale. Niente di più — e nei weekend di luglio e agosto conviene arrivare presto.
Da lì si segue il sentiero 532. L’inizio è tutt’altro che ovvio: si attraversa un piccolo nucleo abitato, si scende su un prato e sulla sinistra si trova il varco verso il bosco.
Da quel punto in avanti il percorso si chiarisce, e in pochi minuti si arriva alla prima pozza, adatta a tutti, mentre per le successive il sentiero diventa meno segnalato e in certi tratti scivoloso: servono scarpe con una suola che tenga, un minimo di attenzione e niente infradito.

Sentiero boschivo tra gli alberi che porta alle pozze di Nese in estate

Il dislivello complessivo è contenuto — siamo intorno ai 530 metri di quota — e il cammino dall’auto alle pozze si misura in minuti, non in ore.
È questo che le rende così popolari: richiedono poco tempo, si possono abbinare a una passeggiata più lunga o a una sosta pranzo.

Tuffi, rocce e avventura: cosa fare una volta arrivati

Arrivare alla prima pozza è facile. Fermarsi lì rimane un’opzione, mai un obbligo.
Chi porta bambini piccoli probabilmente si sistemerà sulle rocce piatte intorno alla vasca più bassa, ampia, poco profonda sul bordo e sicura per chi nuota a malapena. Chi vuole di più sale.
La seconda pozza si raggiunge inerpicarsi di pochi metri lungo la roccia: richiede le mani, niente di tecnico, ma serve un passo sicuro. Lo spazio è più ampio, la profondità maggiore, e da qui si aprono le opzioni migliori per i tuffi.
Le pozze più in alto richiedono orientamento autonomo — il sentiero si fa stretto, la segnaletica sparisce — e un po’ di spirito d’avventura. Siamo lontani dall’alpinismo, ma altrettanto lontani da una passeggiata comoda.
L’acqua è fredda anche in piena estate: viene dalla montagna e fatica a scaldarsi. Perfetta per rinfrescarsi, meno ideale per soste di ore con i bambini che tremano dopo cinque minuti. Un telo asciugamano grande e qualcosa di caldo in zaino restano sempre scelte sagge.

Le passeggiate nei dintorni per chi vuole di più

La Valseriana ha molto altro da offrire a chi vuole trasformare la visita alle Buche in una mezza giornata di montagna.
Il sentiero 532 si può percorrere più a lungo verso la Corna Bianca, la cima da cui scende il fiume Nesa: un’escursione di livello medio, con vista sulla valle e sul profilo delle Orobie.
Il contesto paesaggistico è quello classico delle Prealpi bergamasche — boschi di faggio e castagno, radure aperte, qualche malga abbandonata.
Chi preferisce il fondovalle può esplorare Alzano Lombardo e la Basilica di Sant’Andrea, uno degli edifici barocchi più ricchi della bergamasca, o spingersi verso Clusone, a una ventina di minuti, con il suo famoso Oratorio dei Disciplini e la danza macabra affrescata sulla facciata.
La combinazione funziona bene: mattino alle pozze, pranzo nel fondovalle, pomeriggio a visitare qualcosa di meno bagnato.
O viceversa, se si vuole arrivare alle Buche quando il caldo del primo pomeriggio è insopportabile e l’acqua fredda sembra la migliore idea della settimana.

Info pratiche

Dove: Buche di Nese, frazione di Burro, Alzano Lombardo (BG), Valseriana.
Come arrivare: in auto da Bergamo seguire la SR671 verso Alzano Lombardo, poi indicazioni per Burro; parcheggio nei pressi della Trattoria del Brugo. Con i mezzi pubblici: autobus da Bergamo verso Alzano Lombardo, poi circa 20 minuti a piedi.
Quando: da giugno a settembre per il bagno; primavera e autunno per le passeggiate senza folla.
Biglietto: accesso gratuito.
Da abbinare: Basilica di Sant’Andrea ad Alzano Lombardo; Clusone con l’Oratorio dei Disciplini.
Consiglio: arriva entro le 9:30 nei weekend di luglio e agosto — i parcheggi si esauriscono in fretta e le pozze diventano affollate verso mezzogiorno. Con scarpe da trekking leggere si raggiungono anche le pozze alte, che restano quasi sempre più tranquille.

Foto Canva, DjordjeMarkovic, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

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