La provinciale che costeggia il ramo orientale del Lago di Como passa veloce ad Abbadia Lariana, senza dare troppo nell’occhio.
Eppure, sopra i tetti di questo piccolo comune a una manciata di chilometri da Lecco, il bosco nasconde qualcosa che vale la pena cercare: la cascata del Cenghen, un salto d’acqua raggiungibile in circa un’ora a piedi, su un sentiero alla portata di quasi tutti.
Non è la cascata più spettacolare delle Prealpi lombarde, ma ha una qualità rara: la calma. Poche persone, silenzio, l’aria che cambia quando ci si avvicina all’acqua. E una soddisfazione discreta, come ogni meta che si conquista senza guide turistiche a indicarla.
Nel bosco sopra il lago di Como: dove sono le cascate Cenghen
La cascata del Cenghen si trova nel territorio di Abbadia Lariana, in provincia di Lecco, sul versante orientale del lago. Il punto di partenza del sentiero si raggiunge dal centro del paese, imboccando via Cenghen, la strada che sale verso la montagna.
Il paesaggio che si attraversa è quello tipico delle colline prealpine lariane: bosco fitto di castagni e latifoglie, prati aperti ogni tanto a offrire qualche scorcio sul lago, il rumore dell’acqua che arriva prima che la cascata si mostri. Il salto finale è incorniciato dalla vegetazione e alimentato dal torrente Cenghen, un corso d’acqua che scende dal versante sovrastante il paese.
Il sentiero è classificato come facile nell’accezione escursionistica del termine. Nessuna difficoltà tecnica, dislivello contenuto, fondo in buona parte stabile. Ma “facile” non significa “da percorrere in sneakers da città”: radici, sassi e tratti scivolosi fanno parte dell’equazione, specialmente dopo la pioggia. Scarpe da trekking o da trail sono la scelta giusta.
Come salire: il sentiero
La salita parte da via Cenghen ad Abbadia Lariana e guadagna quota nel bosco con pendenza regolare, senza strappi impegnativi. Il tragitto di andata richiede circa 45-60 minuti, con un dislivello positivo di poco superiore ai 200 metri.
La traccia è segnalata e in buona parte evidente, ma portare con sé una mappa o caricare il tracciato sul telefono prima di partire rimane una buona abitudine.
Quasi interamente all’ombra degli alberi, questo tratto risulta particolarmente piacevole nelle giornate estive più calde. Qualche passaggio in mezzo a prati aperti regala brevi finestre sul lago sottostante, prima che il bosco si chiuda di nuovo attorno al sentiero.
La cascata compare quasi di sorpresa, dopo una leggera curva: l’acqua scende su una parete rocciosa scurita dall’umidità, circondata dalla vegetazione.
Chi vuole allungare l’uscita può optare per un anello, combinando la salita diretta con una variante di rientro che attraversa zone diverse del bosco. L’anello si mantiene su un livello di difficoltà simile all’andata e si adatta bene anche a chi ha poca esperienza con i sentieri di montagna.
Dove lasciare l’auto e come organizzarsi
Ad Abbadia Lariana non mancano possibilità di parcheggio nelle vicinanze del centro paese, nelle aree lungo la statale o nelle strade secondarie. L’imbocco del sentiero è raggiungibile a piedi dall’abitato, senza bisogno di avvicinarsi con l’auto fino all’inizio del tracciato.
Chi arriva in treno può scendere alla fermata di Abbadia Lariana sulla linea Lecco–Varenna–Tirano: la stazione si trova a pochi minuti a piedi dal centro del paese, il che rende questa escursione perfetta anche senza automobile.
La combinazione treno più sentiero è una delle opzioni più pratiche per chi parte da Lecco città o dall’hinterland milanese, con tempi di percorrenza molto contenuti. Lungo il sentiero non ci sono servizi: acqua, snack e tutto il necessario vanno portati da casa. Ad Abbadia Lariana, prima o dopo la passeggiata, si trovano bar e qualche punto di ristoro nel paese.
Le altre cascate del territorio lecchese
Chi vuole costruire un itinerario più ampio tra le cascate delle Prealpi lombarde ha più di qualche carta da giocare. Il territorio intorno a Lecco è solcato da torrenti che scendono dal Grignone e dalla Grignetta, e lungo i loro corsi non è difficile imbattersi in salti d’acqua di diversa entità.
Spostandosi verso nord, la Valsassina offre scorci d’acqua inseriti in paesaggi più alpini, con la possibilità di combinare le cascate a percorsi più lunghi e articolati.
Sul versante del lago, invece, l’alternativa più interessante è esplorare i rii che scendono ripidi verso la sponda orientale, spesso poco frequentati e ancora in buona parte sconosciuti al turismo di massa.
Per ampliare lo sguardo verso cascate ancora più scenografiche — magari in una giornata con più tempo a disposizione — una meta sorprendente sono le cascate di Golling, in Austria, dove l’acqua nasce direttamente dalla roccia calcarea e scende per 75 metri in due salti distinti.
Sentiero per la Cascata del Cenghen
Prima di mettere gli scarponi, qualche numero utile. Il percorso base ha un dislivello attorno ai 200-250 metri, con partenza da circa 210 metri sul livello del mare e arrivo alla cascata intorno ai 430-450 metri.
La lunghezza dell’andata è di poco più di 2 chilometri, su traccia segnalata. Tempo di percorrenza stimato in 45-60 minuti in salita, meno al ritorno. La stagione migliore è la primavera, quando la portata d’acqua è al massimo e il bosco è nella sua luce più verde.
In estate il sentiero è percorribile senza problemi, ma la cascata può ridursi a un filo esile nei periodi di siccità. L’autunno regala colori e un silenzio quasi totale; l’inverno è sconsigliato per la presenza di tratti scivolosi.
Info pratiche
Dove: Abbadia Lariana (LC), Prealpi lombarde, sponda orientale del Lago di Como.
Come arrivare: in auto, parcheggiando in centro ad Abbadia Lariana e raggiungendo via Cenghen a piedi; in treno sulla linea Lecco–Tirano, fermata Abbadia Lariana (a pochi minuti a piedi dall’inizio del sentiero).
Quando: primavera per la portata massima d’acqua; estate per il riparo all’ombra del bosco. Evitare i giorni di gelo o subito dopo piogge abbondanti.
Biglietto: accesso libero e gratuito.
Da abbinare: passeggiata sul lungolago di Abbadia Lariana; visita al centro storico di Lecco, a pochi chilometri.
Consiglio: partire la mattina presto nei weekend di primavera ed estate, quando il sentiero è ancora fresco e il parcheggio in paese non è ancora saturo. Portare acqua sufficiente: lungo il percorso non ci sono fontane.
Foto Canva
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