La prima volta che si vede una fotografia di questo luogo viene automatico domandarsi se sia stato ritoccata. Cerchi verdi, bianchi, gialli e blu sono disposti come celle di un alveare gigante su una superficie marrone, e sembrano il risultato di un filtro applicato male, o forse di un’installazione artistica abbandonata nel deserto.
Invece è tutto reale: si trova in Canada, a pochi chilometri dal confine con lo Stato di Washington, nella valle semi-arida di Okanagan, nella British Columbia. Il suo nome è Spotted Lake (o lago Kliluk), ed considerato uno dei fenomeni naturali più singolari del nostro incredibile pianeta. Circa 365 vasche separate, una per ogni giorno dell’anno secondo la tradizione dei nativi Okanagan, che assumono forme geometriche organiche e cambiano colore con le stagioni, con la temperatura, con la luce del giorno.
Geometrie impossibili sotto il sole dell’Okanagan
Il meccanismo alla base di questo spettacolo è chimico. L’acqua del lago contiene una delle più alte densità mondiali di solfato di magnesio, solfato di calcio e sodio, oltre a tracce di argento e titanio. Con l’arrivo dell’estate, il caldo intenso del deserto della British Columbia fa evaporare rapidamente il livello idrico: i sali e i minerali rimasti si cristallizzano sui bordi di ciascuna vasca, formando quelle bordure chiare che separano un colore dall’altro come le fughe di un mosaico.
Il risultato dipende dalla composizione specifica di ogni singola tasca d’acqua: il solfato di magnesio è uno dei principali responsabili dei colori (soprattutto verdi, gialli e bianchi); i solfati di calcio e di sodio e altri minerali contribuiscono a sfumature di bianco, blu e grigio. Lo stesso lago, ripreso a distanza di settimane, appare completamente diverso.
Minerali, storia e una battaglia lunga decenni
Per il popolo Syilx-Okanagan, che abita questa regione da millenni, questa non è mai stata una semplice curiosità geologica. Il fango delle sue sponde veniva utilizzato per trattare ferite, disturbi della pelle, dolori muscolari e contusioni: una farmacia naturale a cielo aperto, custodita con rispetto e pratica quotidiana.
La leggenda vuole che persino durante i conflitti tra tribù rivali, la zona del lago fosse considerata neutra, in quanto un territorio di guarigione al di sopra delle dispute. La storia recente del Kliluk è però costellata di tensioni: per buona parte del ‘900, il terreno circostante rimase in mani private, e a un certo punto si avanzò persino l’ipotesi di trasformarlo in un centro benessere commerciale.
Gli Okanagan si opposero con determinazione, portando avanti trattative estenuanti per decenni. Nel 2001 riuscirono finalmente ad acquistare i quasi 22 ettari che circondano il lago, restituendo al territorio il valore sacro che aveva sempre avuto per la loro cultura. Oggi Spotted si trova su proprietà privata dei nativi, circondato da una recinzione. L’accesso diretto all’interno è vietato, ma la vista dalla strada provinciale 3, quella che collega Osoyoos a Keremeos, è già straordinaria.
Guardare senza entrare, capire senza toccare
La fruizione dello Spotted Lake si riduce (e forse è giusto così) a una sosta sul ciglio della strada. Un cartello informativo in inglese e nella lingua Nsyilxcən spiega l’importanza del sito per la comunità Syilx; qualche pannello descrive la geologia e la storia. Il resto lo fa il paesaggio: le colline brulle color paglia, il cielo terso dell’estate continentale, e quei cerchi che a seconda dell’ora sembrano cambiare intensità e saturazione sotto la luce.
La migliore stagione per vederlo al massimo della sua espressione cromatica va da giugno a settembre, quando l’evaporazione è più intensa e le vasche minerali raggiungono i colori più saturi. D’inverno il lago si uniforma, coperto dall’acqua alta, e i cerchi scompaiono quasi del tutto. Un lago in cui non si può entrare, che non si può toccare e che cambia aspetto ogni volta che si torna a guardarlo. Ma forse è esattamente questa distanza obbligata a renderlo ancora più affascinante.
Foto Canva
Leggi Anche
- Perché è il momento di scoprire il Canada in treno
- In Canada i medici possono prescrivere di andare a camminare al parco come terapia
- La città degli orsi polari dove prima o poi dovresti andare: a Churchill, Canada, il confine tra uomo e Artico scompare
Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA







