Sulla costa di Murcia, nel sud-est della Spagna, c’è un promontorio che finisce a strapiombo sul Mediterraneo e porta in cima qualcosa che, a prima vista, non si riesce a catalogare. La sagoma, infatti, si confonde con la roccia calcarea, ma avvicinandoti si distinguono torri, archi e finestre strette come feritoie. La prima reazione è inevitabile: “È un castello medievale?”, ma la a risposta è no e, forse, proprio in questo equivoco sta tutto il fascino di Los Castillitos, la batteria costiera più fotogenica di Spagna.
La struttura sorge nel territorio di Cartagena arroccata su Cabo Tiñoso a oltre 200 metri sul livello del mare e fu costruita nel pieno ‘900 con uno scopo militare, anche se i suoi progettisti scelsero per la facciata un linguaggio architettonico che richiama in modo esplicito le fortezze medievali.
Il portale d’ingresso è incorniciato da torri semicircolari, la pietra irregolare si fonde con il calcare del promontorio e i passaggi salgono e scendono tra cortili e rampe. Un’estetica volutamente ingannevole, pensata per mimetizzarsi nel paesaggio ma anche, forse, per dichiarare qualcosa di più grande della sua funzione.
Una facciata che racconta bugie bellissime
L’architettura militare spagnola del primo ‘900 raramente si preoccupava di piacere. Los Castillitos, invece, è un’eccezione vistosa. Le torrette semicilindriche, le finestre strette e gli archi in pietra sbozzata trasmettono un’idea di antichità che la struttura non ha: la batteria risale agli anni della modernizzazione delle difese costiere spagnole, progettata per controllare l’accesso al porto militare di Cartagena, uno dei più importanti del Mediterraneo occidentale.
Il risultato visivo è quello di un ibrido improbabile, ovvero fortezza medievale nell’aspetto ma installazione bellica moderna nella sostanza. Questa contraddizione è ciò che lo rende indimenticabile ancora prima di capire cosa contiene davvero. Dall’esterno i corridoi si intrecciano, le rampe cambiano quota e i passaggi rivelano nuovi angoli ad ogni svolta. Tutto ha una logistica militare sottostante, ma la percezione è di essere al cospetto di un labirinto costruito per stupire.
Il segreto sotto la roccia: tunnel, rampe e cannoni giganti
Dietro la scenografia, Los Castillitos nascondeva un sistema d’arma tutt’altro che decorativo. La batteria fu armata con cannoni di grosso calibro (in grado di colpire bersagli navali a grande distanza) alloggiati in piazzole protette e collegati da una rete di tunnel scavati nella roccia viva. Tali passaggi sotterranei servivano a movimentare munizioni, ospitare il personale e garantire la sopravvivenza della guarnigione in caso di bombardamento.
La roccia calcarea di Cabo Tiñoso si prestava perfettamente a questo tipo di lavoro: dura quanto basta per resistere e lavorabile a sufficienza per essere scavata pure con i mezzi dell’epoca. I tunnel correvano sotto i cortili e le torri, creando un doppio livello: quello visibile, medievaleggiante, e quello nascosto, freddo e funzionale. Una struttura nata per intimidire dall’alto e per resistere dal basso.
Il promontorio di Cabo Tiñoso e il panorama che toglie il fiato
Anche senza entrare, Cabo Tiñoso vale il viaggio. Il promontorio è una delle punte più selvagge della costa murciana, con pareti che cadono verticali sul mare e una vegetazione mediterranea rada e profumata che cresce tra le rocce come se avesse tutto il tempo del mondo. Il colore del mare, a questa altezza e con questa luce, varia dal verde smeraldo sotto costa al blu profondo verso il largo, passando per gradazioni di cobalto che cambiano con le ore.
La strada che sale verso la batteria attraversa un paesaggio scarno e potente, con la sierra di Cartagena alle spalle e il Mediterraneo che si apre davanti ai propri occhi, tanto che in certi momenti la linea dell’orizzonte sembra troppo lontana per essere reale.
Per chi ama i percorsi in quota con vista sul mare questo angolo di Murcia ha una qualità speciale: dà la sensazione di essere arrivato alla fine di qualcosa, o forse all’inizio.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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