Il 2 agosto 2027 il giorno diventerà notte: il posto migliore per vederlo è Luxor

A Luxor l'eclissi del 2 agosto 2027 durerà circa 6 minuti e 22 secondi. Come vederla, cosa fare tra mongolfiera, bici e Nilo, e come arrivare dall'Italia

Il 2 agosto 2027 il giorno diventerà notte: il posto migliore per vederlo è Luxor

Mezzogiorno di agosto in Alto Egitto. Il termometro sopra i 40 gradi, il Sole quasi a picco, nessuna ombra sotto le colonne di Karnak. Poi la luce comincia a cambiare colore, come se qualcuno abbassasse un dimmer. L’aria si raffredda di qualche grado, gli uccelli smettono di cantare, all’orizzonte compare un tramonto a 360 gradi. Alle 13 circa, ora locale, il Sole sparisce. E resta via per oltre sei minuti.

È l’eclissi totale del 2 agosto 2027, e Luxor è il posto migliore della Terra per vederla. Non è un caso che National Geographic l’abbia messa nella sua lista Best of the World 2027: l’eclissi è l’aggancio, ma la città che i faraoni chiamavano Tebe ha abbastanza da offrire anche quando il Sole c’è. Soprattutto a chi preferisce scoprirla dall’alto, dall’acqua o in sella a una bici.

Perché National Geographic l’ha scelta

Per tre ragioni che si sommano. La prima è l’eclissi, la più lunga osservabile da luoghi facilmente raggiungibili fino al 2114. La seconda sono le novità: lo storico Winter Palace, l’albergo dove nel 1922 fu annunciata la scoperta della tomba di Tutankhamon, riapre come Mandarin Oriental; debutta il Guardian of the Nile, il primo treno notte di lusso tra il Cairo e Assuan con fermata a Luxor. La terza è l’accesso: l’Egitto ha prorogato alcune facilitazioni sui visti, tra cui quello di transito di quattro giorni.

Il giorno dell’eclissi: cosa succede e come guardarla

Il punto di massima durata del 2 agosto cade nel deserto, a circa 60 chilometri a sud-est di Luxor, con 6 minuti e 23 secondi di totalità. In città se ne perde appena un secondo: le stime più citate parlano di circa 6 minuti e 22 secondi, dalle 13.02 alle 13.08 ora egiziana (le 12.02 in Italia, perché d’estate l’Egitto è un’ora avanti). Le fasi parziali durano circa due ore prima e due ore dopo. Il Sole sarà altissimo, oltre gli 80 gradi sull’orizzonte: niente edifici o montagne a coprirlo, ma anche niente ombra per chi aspetta.

La regola d’oro non cambia: durante le fasi parziali si guarda solo con occhiali certificati ISO 12312-2 o con filtri solari omologati per binocoli e teleobiettivi. Solo durante la totalità, quando la Luna copre il disco per intero, si possono togliere. Il resto è logistica: acqua, cappello, un posto all’ombra fino all’ultimo e un piano B per il trasporto, perché quel giorno a Luxor saranno in tanti. Il cielo, in compenso, è uno dei più affidabili del percorso: le probabilità di sereno ad agosto sono stimate intorno all’80 per cento.

Dall’alto: la mongolfiera all’alba

Ogni mattina, prima che il caldo diventi serio, decine di mongolfiere si alzano dalla riva ovest del Nilo. È il modo migliore per capire la geografia di Luxor: la striscia verde dei campi coltivati, il fiume, poi di colpo il deserto e le colline calcaree crivellate di tombe. Dal cesto si vedono i Colossi di Memnone, i templi funerari, gli scavi ancora in corso. Il volo dura in genere 45 minuti, un’ora. Nessuno sforzo fisico, ma una sveglia nel cuore della notte e la pazienza di accettare che, con il vento sbagliato, si resta a terra.

A piedi e in bici: la riva ovest con le proprie gambe

La riva est si gira a piedi: il Viale delle Sfingi, riaperto nel 2021 dopo decenni di restauri, collega Karnak al Tempio di Luxor per poco meno di tre chilometri. Il consiglio è percorrerlo verso sera, per arrivare al Tempio di Luxor quando si accendono le luci.

La riva ovest, invece, è terreno da bici. Si attraversa il Nilo con il traghetto pubblico, si noleggia una bicicletta (molti hotel la prestano) e si pedala tra canali, campi di canna da zucchero e villaggi fino ai Colossi di Memnone, a Medinet Habu, al Ramesseum. Il terreno è pianeggiante, il traffico modesto nelle prime ore del giorno; la Valle dei Re, più lontana e in salita, è la tappa che richiede più gambe. Per chi cammina, c’è un classico poco battuto: il sentiero sulle colline tebane che collega la Valle dei Re al tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari, con una vista dall’alto sul tempio e sulla valle del Nilo. Più in alto ancora c’è El Qurn, la vetta a piramide che domina la necropoli, circa 450 metri.

Senza fretta: il Nilo in dahabiya

Le dahabiya sono velieri a due alberi, eredi delle barche su cui gli esploratori dell’Ottocento risalivano il Nilo. Hanno poche cabine, niente motore rumoroso e un ritmo che costringe a rallentare. Da Luxor partono crociere di quattro notti verso Assuan, con soste in villaggi e templi minori dove le grandi navi non attraccano. È l’opposto dell’eclissi: non sei minuti di adrenalina, ma giorni interi a guardare scorrere la riva.

Quanto è impegnativo

Eclissi: Nessuno sforzo, ma attesa sotto il Sole di mezzogiorno con temperature regolarmente sopra i 40 °C.

Bici sulla riva ovest: Giri da 15 a 30 km, quasi tutti in piano; l’unica salita vera è la strada verso la Valle dei Re. Adatto a chiunque vada in bici con regolarità.

Sentiero Valle dei Re – Deir el-Bahari: Pochi chilometri ma su roccia e pietraia, con un dislivello di qualche centinaio di metri; circa un’ora. Da evitare nelle ore calde.

Per chi: Coppie, famiglie con ragazzi, appassionati di astronomia e fotografia.

Attrezzatura: Occhiali ISO 12312-2, cappello, almeno 2-3 litri d’acqua a testa, scarpe chiuse per i sentieri, crema solare ad alta protezione.

Avvertenze: Ad agosto ci si muove all’alba e al tramonto. Sui sentieri delle colline tebane ci sono posti di controllo della polizia turistica: verificare in loco gli orari e le condizioni di accesso.

 

Il 2 agosto 2027 il giorno diventerà notte: il posto migliore per vederlo è Luxor

 

Perché nel 2027

2 agosto 2027: Eclissi totale di Sole: circa 6 minuti e 22 secondi di totalità a Luxor, intorno alle 13.02 ora locale (12.02 in Italia).

Estate 2027: Riapertura del Winter Palace come Mandarin Oriental, prevista a luglio. Apre anche il Four Seasons Hotel Luxor.

2027: Debutto del Guardian of the Nile, treno notte di lusso Cairo–Luxor–Assuan, con 40 cabine.

La prossima occasione: Un’eclissi totale così lunga visibile da terre facilmente raggiungibili non tornerà prima del 2114.

Quando andare

Per l’eclissi non c’è scelta: 2 agosto, sapendo che sarà il periodo più caldo e, per una volta, anche il più affollato e caro dell’anno. Prenotare il prima possibile non è un modo di dire: alberghi e crociere sul Nilo stanno già vendendo pacchetti dedicati. Per tutto il resto, la stagione migliore va da ottobre ad aprile, con giornate tiepide e serate fresche, ideali per bici e sentieri. In estate si esce all’alba e si rientra entro metà mattina.

Come arrivare dall’Italia

Ci sono voli diretti stagionali dall’Italia a Luxor, in circa quattro ore e mezza (li hanno operati negli ultimi anni compagnie come Neos e Air Cairo, anche da Milano). In alternativa si vola al Cairo, con collegamenti diretti da Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Venezia, e da lì si prosegue con un volo interno di un’ora o con il treno, circa dieci ore. Per il periodo dell’eclissi conviene controllare con largo anticipo i voli speciali dei tour operator.

Domande frequenti

Quanto dura l’eclissi del 2 agosto 2027 a Luxor?

Circa 6 minuti e 22 secondi di totalità. Il massimo assoluto, 6 minuti e 23 secondi, si registra nel deserto a una sessantina di chilometri a sud-est della città.

A che ora sarà la totalità?

Intorno alle 13.02-13.08 ora locale egiziana, cioè tra le 12.02 e le 12.08 in Italia. Gli orari precisi variano di qualche secondo a seconda del punto di osservazione.

Si vedrà anche dall’Italia?

Solo come eclissi parziale, più profonda al Sud e nelle isole. Per la totalità bisogna spostarsi lungo la fascia che attraversa Spagna meridionale, Nord Africa, Egitto e Penisola Arabica.

Ad agosto fa troppo caldo per muoversi a Luxor?

È caldo vero, spesso oltre i 40 gradi. Si può fare tutto, ma all’alba e al tramonto: mongolfiera e bici al mattino presto, templi illuminati la sera, le ore centrali al riparo.

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