Qui il safari si fa a piedi sulle tracce degli scimpanzé di Jane Goodall: Gombe, Tanzania

Gombe, Tanzania: il safari a piedi tra gli scimpanzé di Jane Goodall

Niente jeep, niente tettuccio apribile, niente binocolo puntato su una savana lontana. A Gombe il safari comincia su un sentiero che sale ripido dalla riva di un lago, dentro una foresta fitta e umida. Il ranger ascolta la radio, si ferma, cambia direzione. Poi arriva un suono che non si dimentica: una serie di richiami che cresce fino a diventare un urlo collettivo. Gli scimpanzé sono vicini.

È una delle esperienze africane che Lonely Planet ha inserito nel Best in Travel 2027. E non è un caso che sia proprio qui: questa foresta è il luogo in cui è nata la ricerca moderna sugli scimpanzé.

Dove tutto è cominciato

Nel luglio del 1960 una giovane inglese di 26 anni, senza una laurea ma con una pazienza fuori dal comune, arrivò sulle rive del lago Tanganica per osservare gli scimpanzé. Si chiamava Jane Goodall. A Gombe vide per la prima volta uno scimpanzé usare un rametto per pescare termiti: la scoperta che l’uomo non era l’unico animale capace di costruire e usare strumenti cambiò il modo di guardare al confine tra noi e le altre specie.

Gombe, Tanzania: il safari a piedi tra gli scimpanzé di Jane Goodall

Il programma di ricerca che avviò è ancora attivo ed è considerato lo studio più lungo al mondo su una popolazione di animali selvatici. Jane Goodall è scomparsa nel 2025, ma a Gombe gli scimpanzé discendono ancora da quelle famiglie che lei aveva imparato a riconoscere una per una.

Il parco nazionale è stato istituito nel 1968 ed è il più piccolo della Tanzania: poco più di 50 chilometri quadrati di foresta stretta tra le montagne e il lago, solcata da valli ripide. Non ci sono strade: si arriva solo in barca.

Come funziona il trekking

Si parte dalla sede del parco con un ranger e un gruppo piccolo. Gli scimpanzé non hanno orari né territori fissi: la ricerca può durare pochi minuti o diverse ore, e porta spesso fuori dai sentieri principali, su pendii ripidi e scivolosi. Quando il gruppo li trova, il tempo di osservazione è regolamentato, così come la distanza.

Gombe, Tanzania: il safari a piedi tra gli scimpanzé di Jane Goodall

Le regole sono severe e hanno una ragione precisa: gli scimpanzé sono molto vulnerabili alle malattie umane, anche a un semplice raffreddore. Si resta ad almeno 10 metri, si indossa la mascherina, non si mangia né si beve in loro presenza e chi non si sente bene non può partecipare. L’età minima per il trekking è 15 anni.

Non solo scimpanzé

La foresta di Gombe ospita anche babbuini, colobi rossi e diverse specie di scimmie, oltre a centinaia di specie di uccelli. Uno dei sentieri porta alla cascata di Kakombe, con vista sul parco e sul lago. E il lago Tanganica, uno dei più profondi del pianeta, ha acque limpide abitate da centinaia di specie di ciclidi, pesci colorati che si vedono bene anche facendo snorkeling vicino alla riva.

Quanto è impegnativo

Terreno: sentieri ripidi e spesso scivolosi, che salgono dalla riva del lago nelle valli della foresta

Durata: imprevedibile: da meno di un’ora a diverse ore, a seconda di dove si trovano gli scimpanzé

Difficoltà: moderata. Il problema non è la distanza ma le pendenze, il caldo umido e le discese su fondo fangoso

Età minima: 15 anni

Per chi: chi è abituato a escursioni con salite brevi ma ripide e ha ginocchia affidabili in discesa

Attrezzatura: scarpe da trekking con suola scolpita, pantaloni e maniche lunghe, giacca antipioggia leggera, acqua

Quando andare

Il periodo più indicato è la stagione secca, all’incirca da giugno a ottobre: i sentieri sono meno fangosi e ci sono meno insetti. Le piogge si concentrano tra novembre e dicembre e poi da febbraio a maggio, quando i trekking diventano più scivolosi.

Come arrivare e organizzarsi

Gombe si trova nell’estremo ovest della Tanzania. Si raggiunge Kigoma con un volo interno da Dar es Salaam o da Arusha, poi si prosegue in barca lungo il lago Tanganica, con una navigazione di un’ora e mezza o due. Si può dormire in lodge tendati all’interno del parco o a Kigoma. È una meta lontana dai circuiti classici dei safari, e questo si riflette su tempi e costi: conviene prevedere almeno due o tre notti.

Per la zona è consigliata la profilassi antimalarica: prima di partire è bene sentire il medico o un centro di medicina dei viaggi.

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Domande frequenti

Quanto ci si avvicina agli scimpanzé?

La distanza minima è di 10 metri, per proteggere gli animali dalle malattie umane.

Gli scimpanzé si vedono sempre?

Le probabilità sono alte, perché i gruppi di Gombe sono abituati alla presenza umana da decenni, ma l’avvistamento non è mai garantito.

Serve essere allenati?

Serve una buona abitudine a camminare su sentieri ripidi, anche per tempi imprevedibili. Non è un trekking tecnico.

C’è un’età minima?

Sì, per il trekking con gli scimpanzé bisogna avere almeno 15 anni.

Credits photo: fabulousfabs, CC BY 2.0, fabulousfabs, CC BY 2.0, Cethuyghe, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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