Un posto che non ha bisogno di reinventarsi
Monschau non è mai stata abbandonata, non è mai stata ricostruita e non è mai diventata una città vera. È rimasta quello che era: un borgo compatto sul fondo di una valle stretta, con il fiume Rur che scorre tra le case, le colline boscose del Parco Nazionale dell’Eifel che la stringono da ogni lato e un centro storico dove le case a graticcio — legno e pietra, travi a vista, finestre piccole — si susseguono senza interruzioni per secoli.
Il nome ha una storia curiosa. Fondata attorno al 1195, si chiamò Mons loci in latino, poi Munioie, poi Montjoie durante l’occupazione francese napoleonica. Nel 1918, dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale e la conseguente ondata di germanizzazione dei toponomastici, divenne definitivamente Monschau. Il castello che domina il borgo dall’alto — oggi in parte in rovina — risale alla stessa epoca medievale e nei mesi estivi ospita concerti serali tra le mura.
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La storia tessile che ha costruito la città
Il motivo per cui Monschau è così ben conservata è economico prima che culturale. Nel XVIII secolo la città era uno dei centri europei più importanti della produzione tessile: i tessuti di lana prodotti qui venivano venduti alle corti del re di Francia e ai mercati del Mediterraneo orientale. La ricchezza generata da quel commercio si è depositata negli edifici — e non è mai stata spesa per demolirli e ricostruirli.
Il simbolo di quel periodo è il Rotes Haus — la Casa Rossa — una villa del 1756 appartenuta a Johann Heinrich Scheibler, uno dei più importanti mercanti tessili della città. La facciata è appunto rossa, inconfondibile tra le altre case del centro. L’interno è rimasto quasi intatto: scala a chiocciola aperta su tre piani, decorata con intagli in legno che raffigurano tutte le fasi della produzione della lana, arredi in stile Rococò, cucina e camere da letto del Settecento visitabili. È il museo più interessante della città — e uno dei più ben conservati della regione.
La senape, il castello e gli altri motivi per fermarsi
La Historische Senfmühle — il Museo del Mulino della Senape — è uno dei posti più inaspettati di Monschau. La senape è una specialità locale da secoli: l’antico mulino è ancora funzionante, la ricetta originale viene usata ancora oggi e la produzione si può osservare dal vivo. La senape di Monschau si vende in vasetti di ceramica ed è uno dei souvenir più acquistati della regione — con qualche ragione, dato che è effettivamente buona.
Il Castello di Monschau, sulla collina sopra il borgo, è medievale e parzialmente in rovina. La posizione è il suo punto di forza: dalla sommità la vista sulla città e sulla valle del Rur è una di quelle che si capiscono meglio dal vivo che dalle fotografie. D’estate diventa palcoscenico di concerti nell’ambito del Festival Internazionale della Musica di Monschau — uno degli eventi musicali estivi più consolidati della Renania.
La chiesa evangelica nel centro è un altro riferimento visivo del borgo — il campanile spunta tra i tetti delle case a graticcio e compare in quasi tutte le fotografie panoramiche scattate dal belvedere sul vicolo sopra il centro storico.
Il Parco Nazionale dell’Eifel e i sentieri intorno alla città
Monschau non è solo il borgo: è anche la porta di accesso a uno dei parchi nazionali più recenti della Germania. Il Nationalpark Eifel è stato istituito nel 2004 e si estende per circa 110 km² tra Renania e confine belga. Boschi di faggio, brughiere, laghi artificiali — la diga di Urft, con il suo muro di 266 metri di lunghezza e 59 di altezza, era all’epoca della costruzione la struttura più grande d’Europa — e sentieri ben segnalati per escursionisti e ciclisti.
La Vennbahn è un percorso ciclabile di oltre 125 km ricavato da un’ex linea ferroviaria dismessa nel 2013: parte da Aquisgrana, passa per Monschau e arriva in Lussemburgo attraverso il Parco Naturale dell’Alta Fagagna belga. È una delle ciclovie transfrontaliere più scenografiche d’Europa centrale, quasi completamente pianeggiante e percorribile in più tappe.
In estate la Rur è anche praticabile in canoa, con percorsi adatti a principianti e famiglie.
Quando andare
Monschau funziona in tutte le stagioni, ma le motivazioni cambiano radicalmente.
In estate — da maggio a settembre — il borgo si gode con calma, i sentieri dell’Eifel sono percorribili e le serate sono fresche per via dell’altitudine. Il Festival Internazionale della Musica si svolge tra luglio e agosto, con concerti al castello e in altri spazi storici della città. Qui ai mangia la tipica cucina tedesca.
In inverno Monschau diventa un’altra cosa: il Mercatino di Natale è tra i più rinomati della Germania, distribuito nella piazza del mercato e nei vicoli del centro con bancarelle artigianali, musica dal vivo e luci che dopo il tramonto trasformano il borgo in qualcosa che assomiglia molto a un’illustrazione di un libro per bambini. Prenota l’alloggio con largo anticipo: in quel periodo la città si riempie.
Info pratiche
Dove si trova Monschau, Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania
Come arrivare In auto: da Aquisgrana 33 km (~30 min); da Colonia 110 km (~90 min); da Liegi (Belgio) ~60 km. In autobus: linea AVV 66 da Aquisgrana Bushof, circa 70 minuti. Non esiste una stazione ferroviaria a Monschau
Parcheggio Disponibile all’ingresso del centro; il borgo si esplora a piedi
Da non perdere Rotes Haus, Senfmühle, Castello, belvedere sopra il centro storico
Ciclismo Vennbahn (Aquisgrana-Lussemburgo, 125 km)
Escursionismo Parco Nazionale dell’Eifel, sentieri segnalati da Monschau
Foto Canva
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