La Liguria in ottobre torna a essere quella dei liguri. Non quella da cartolina di agosto — con le spiagge affollate, i caruggi intasati, i lungomari percorribili solo di primo mattino — ma quella vera: il mare ancora caldo abbastanza per un bagno dopo una pedalata, i borghi che riprendono il loro ritmo lento, le strade costiere che si svuotano e tornano percorribili a qualsiasi ora del giorno. E poi c’è l’entroterra, che in ottobre entra nel suo momento migliore: i vigneti dello Sciacchetrà nelle Cinque Terre sono in vendemmia tardiva, i boschi dell’Appennino ligure cambiano colore, i sentieri di Finale Ligure — la capitale europea del mountain bike — sono asciutti, compatti e quasi deserti.
In bici in Liguria in ottobre: gli itinerari più belli dell’autunno
È una regione che molti conoscono solo dalla costa e che in bici rivela un’altra faccia: più verde, più silenziosa, più verticale. La Liguria sale ripida dall’acqua verso i crinali in pochi chilometri, e ogni valle che si apre verso l’interno è un mondo a parte — con la sua pietra, la sua cucina, il suo dialetto. In ottobre tutto questo è accessibile senza il caldo che d’estate rende le salite un sacrificio. Qui trovi sei itinerari per altrettante Ligurie: quella del mare, quella del gravel, quella dell’entroterra sconosciuto.
Cycling Riviera: Ospedaletti → Imperia
📍 33 km | Ospedaletti → Imperia | Riviera dei Fiori, ex ferrovia costiera
È il percorso ciclistico più premiato d’Italia — Oscar del Cicloturismo 2025 e terza classificata già nel 2015 — e ottobre è il momento in cui dà il meglio di sé. La Cycling Riviera corre quasi interamente a vista mare su una ex ferrovia costiera trasformata in ciclovia: larga, sicura, con doppio senso di marcia e una corsia dedicata ai pedoni, punteggiata di punti ristoro e noleggio. D’estate è frequentatissima; in ottobre è quella cosa rara che quasi non esiste più — un percorso bellissimo quasi per sé soli.
Il mare della Riviera dei Fiori in ottobre è ancora di un blu intenso, la luce del pomeriggio sulle scogliere ha quella qualità dorata che d’estate non esiste, e i 33 km si percorrono in una mattinata con il tempo di fermarsi ogni volta che la vista sul mare lo richiede — il che succede spesso. Si può fare avanti e indietro, oppure prendere il treno per il ritorno e pedalare solo in un senso. In entrambi i casi, è una di quelle esperienze che rimettono in pace con il cicloturismo italiano.
➡️ Questa ciclovia è stata votata la più bella d’Italia
Finale Ligure: gravel e single track nell’entroterra finalese
📍 Finale Ligure, entroterra savonese | Gravel, MTB, single track, sentieri
Finale Ligure è la capitale europea del mountain bike e del gravel, e in ottobre è probabilmente nel suo momento migliore dell’anno. I sentieri dell’entroterra finalese — una rete densa di single track, strade bianche e piste forestali che si arrampicano dal mare verso l’Appennino attraverso macchia mediterranea, pinete e boschi di latifoglie — sono asciutti e compatti, le prime foglie cadute tappezzano i tracciati senza renderli scivolosi, e le viste sul mare Ligure dall’alto dei crinali hanno quella chiarezza autunnale che d’estate è coperta dalla foschia.

Non è un itinerario per chi cerca il cicloturismo rilassato: Finale Ligure richiede gambe, tecnica e una bici adatta allo sterrato. Ma per chi ha tutto questo, l’entroterra finalese in ottobre è uno dei posti migliori d’Europa per pedalare: sentieri che scendono verso il mare tra le rocce calcaree, single track nel bosco, strade bianche panoramiche con la Liguria di ponente da un lato e le Alpi Marittime dall’altro. Il paese di Finalborgo — borgo medievale nel fondovalle con le sue mura intatte — è la base naturale, con ristoranti e ospitalità che vivono tutto l’anno grazie alla comunità ciclistica internazionale che qui è di casa.
Via dell’Ardesia: entroterra genovese, la Liguria che non ti aspetti
📍 Val Fontanabuona, entroterra genovese | Borghi, mulini, pietra nera, strade secondarie
La Val Fontanabuona è la valle dell’ardesia — quella pietra nera che copre i tetti di tutti i borghi liguri e che qui viene estratta da secoli — e in bici è uno degli itinerari dell’entroterra ligure più autentici e meno frequentati. Quasi nessuno la conosce come destinazione ciclistica, il che è esattamente il suo punto di forza: le strade secondarie sono quasi deserte, i borghi hanno quella vita propria che non dipende dal turismo, e il paesaggio — verde scuro di castagni e querce, punteggiato dalla pietra nera delle case e dei muri a secco — in ottobre ha colori che non assomigliano a niente di quello che si vede sulla costa.
Il percorso sale da Chiavari verso l’interno attraverso la valle, toccando borghi come Neirone, Lorsica e Orero, con i mulini storici lungo il torrente Lavagna e le cave di ardesia che punteggiano le alture. In ottobre la vendemmia del Bianchetta Genovese — il vitigno locale quasi sconosciuto fuori dalla regione — è appena terminata e ogni cantina del fondovalle ha qualcosa di nuovo da far assaggiare. È il tipo di itinerario che si trova per caso e che poi si consiglia sottovoce, come se condividerlo troppo rischiasse di rovinarlo.
Ciclovia della Val Bormida: tra Liguria e Piemonte
📍 Savona → entroterra | Val Bormida, castelli, Dolcetto, Ormeasco
La Val Bormida è la valle di confine tra Liguria e Piemonte, e in bici attraversa un territorio che non appartiene completamente né all’una né all’altra regione: ha il carattere ligure nella pietra e nell’architettura dei borghi, il carattere piemontese nella qualità del vino e nella cucina. I castelli medievali che dominano le alture — Millesimo, Dego, Cairo Montenotte — raccontano secoli di storia di frontiera, e le strade secondarie che salgono dai fondovalle verso i crinali in ottobre sono quasi deserte e nel pieno dei colori autunnali.
La vendemmia del Dolcetto di Ovada e dell’Ormeasco — il Dolcetto ligure, uno dei vini rossi più sottovalutati del Nord Italia — è appena terminata in ottobre, e ogni agriturismo della valle ha le botti nuove in cantina e qualcosa da mettere in tavola che sembra fatto apposta per chi arriva in bici dopo una giornata di salite. È il tipo di itinerario che si fa una volta quasi per caso e che poi diventa un appuntamento fisso di ogni autunno.
Portofino e il Golfo del Tigullio: il classico ligure in versione autunnale
📍 Rapallo, Santa Margherita Ligure, Portofino | Promontorio, borghi, mare
Il promontorio di Portofino è uno dei luoghi più fotografati d’Italia e in ottobre è finalmente fotografabile senza una folla di turisti nell’inquadratura. Santa Margherita Ligure, Rapallo e Camogli in ottobre tornano a essere quello che sono sempre state prima del turismo di massa: borghi marinari con le loro barche, i loro pescatori e i loro ristoranti che cucinano il pesce del giorno senza dover gestire prenotazioni con sei mesi di anticipo.

Il giro del promontorio in bici — con le strade che salgono verso San Fruttuoso e scendono verso Camogli attraverso il bosco del Parco Naturale Regionale di Portofino — richiede un po’ di tecnica nelle discese più ripide ma regala viste sul mare che in ottobre, con quella luce bassa e quel blu profondo dell’Adriatico ligure, sono tra le più belle della regione. Il porticciolo di Portofino come traguardo — con le sue case colorate che si specchiano nell’acqua e i pochi bar ancora aperti fuori stagione — è uno di quei finali di percorso che fanno dimenticare la fatica della salita.
Cinque Terre dall’entroterra: vigneti, Sciacchetrà e sentieri dimenticati
📍 Levanto, La Spezia, entroterra delle Cinque Terre | Vigneti, borghi, sentieri storici
Le Cinque Terre in ottobre sono ancora affollate sui sentieri costieri — ormai frequentati tutto l’anno da turisti di ogni nazionalità — ma completamente deserte nell’entroterra, dove si trova la cosa più interessante: i vigneti dello Sciacchetrà, il passito delle Cinque Terre prodotto su terrazzamenti a picco sul mare che sono un’opera di ingegneria agricola millenaria. La vendemmia tardiva dello Sciacchetrà avviene proprio in ottobre, quando i grappoli di Bosco, Albarola e Vermentino vengono raccolti a mano su pendii che non permettono nessun tipo di meccanizzazione.

Da Levanto — il borgo meno conosciuto delle Cinque Terre, raggiungibile in treno da La Spezia e ottima base per esplorare l’entroterra — partono strade secondarie e mulattiere che salgono verso Monterosso, Vernazza e Corniglia attraverso i terrazzamenti dei vigneti. In ottobre questi sentieri sono quasi deserti, i colori delle vigne sono al massimo e le viste sul mare — che si apre improvvisamente a ogni tornante — hanno quella qualità autunnale che nessuna fotografia riesce a catturare completamente. Un itinerario per chi conosce già le Cinque Terre dal basso e vuole scoprirle dall’alto.
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