Fitness network: l’impatto eco-acustico sul Cliente club

Fitness network: l'impatto eco-acustico sul Cliente club

Spazio, suono e socialità. Il primo e il terzo fattore s’innestano inevitabilmente nel secondo, perchè un singolo club, come un network di palestre, vanno ad annoverarsi nell’hospitality. Nel panorama dei centri fitness, la necessità di realizzare o riconfigurare strutture secondo i concetti dello “Smart&Green Building” è vitale e il tema acustico è cruciale. Una cosa è il rumore, nonché le vibrazioni prodotte da una famiglia che si muove in un appartamento soprastante, ben altra è passare una giornata intera (l’operatore fitness) o anche solo un paio d’ore (il cliente club) col bilanciere a fianco sbattuto incessantemente a terra negli stacchi.

Fitness network: l’impatto eco-acustico sul Cliente club

Vero che certa utenza “gode” nel rumore dei manubri che bocciano o delle piastre pesi che sobbalzano ma se i club vogliono ergersi a paladini del benessere, quel benessere, così, si azzera. Che poi si voglia sparare a tutta la playlist in privato, questa è un’altra cosa. La prima considerazione da fare, perciò, è che una palestra, anche se strutturalmente impeccabile, viene penalizzata dalla molteplicità di suoni incontrollati e riprodotti ininterrottamente che incidono sulla qualità delle interazioni struttura-cliente ed utente-utente.

Come premesso, qualsiasi club fitness è nell’alveo dell’accoglienza e nell’accoglienza, al primo posto, va la possibilità di ascoltarsi. Questa decodificazione comunicazionale è talmente determinante nel tour d’ingresso, quando stiamo per conoscere e acquistare quel club nell’erogazione dei suoi servizi, che può portare al fallimento o al successo. Una prima impressione negativa sul centro è sempre irribaltabile.

Nell’erogazione fitness, odori, colori e soprattutto suoni fanno la differenza.

Ma facciamo una piccola ricognizione sulle strategie di digitalizzazione che sottendono questo processo. Mentre la qualità del rumore gestito (prerogativa fisicamente percettibile) rappresenta per il club la componente “green e benessere”, che è la necessità dei centri fitness di disimpattare ambientalmente riducendo o eliminando l’inquinamento acustico interno/esterno, la seconda qualità (invisibile all’occhio utente) è la componente “smart e security”. Lo smart & security system resta sul fronte della fitness-club-digitalization, mentre il green & wellness system è esattamente sul versante del chiasso palestra.

Fitness network: l'impatto eco-acustico sul Cliente club

Precisazione. Molti club sono avvantaggiati dalla posizione: se il capannone è isolato, con grande parcheggio, senza “interazioni” con strutture attigue, i problemi restano circoscritti all’inquinamento acustico interno. E se poi c’è qualcuno che fa cadere a terra il bilanciere anche se sta sollevando pesi piuma, il problema è circoscrivibile alla tiratura d’orecchie del fitness manager. Il problema è grosso e in casi che abbiamo vissuto personalmente disastroso e irrisolvibile, laddove i rumori del bilanciere sbattuto per terra, la musica corsi e le forti vibrazioni che si trasmettono nella pilastratura condominiale, iniziano a creare le condizioni per la “guerra al Club”.

Per esperienza non si tratta di casi isolati e salvo non sia stato fatto realmente il possibile sul fronte del green&benessere clienti, la guerra è assicurata. Sul fronte della tecnologia digitale, che va dalla cybersecurity agli accessi, tale componente è anch’essa dirimente, viste le aggressioni ai database di grandi gruppi: il pacchetto digitale è abilitatore nella gestione del coefficiente sonoro e del disimpatto ambientale. Due sale d’attività attigue saranno comandate algoritmicamente secondo caratteristiche d’uso (giorni di erogazione del servizio die) e d’intensità d’utilizzo (quanti sono presenti alla lezione di Zumba).

E c’è di più e qui occorre un altro esempio. Un’ulteriore variazione percentile potrà esserci se la lezione di Zumba del mattino, pur avendo un’analoga presenza di trenta persone, vedrà valori di temperatura, umidità e luce variare secondo l’orario di erogazione di quello stesso servizio. Persino “il grado di percezione” del caldo, umidità e dello stesso rumore, saranno diversi per un utente rispetto all’altro. E qui benvenuti gli algoritmi e le AI, che dovranno fare il loro “sporco lavoro” sotto l’egida di un PLAYER SERIO (Multimedia & Workspaces by VAR GROUP) che conosca a fondo le dinamiche di strutture sportive complesse.

Se così non è, e spesso non è, le distorsioni si trasformeranno in colli di bottiglia da cui non passerà più quella qualità del servizio fitness che crediamo di produrre, e nel rumore, cliente e fatturato se ne andranno in silenzio. Tragico ossimoro per il bilancio di un fitness network che deve stare in focus su ogni dettaglio.

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