Sui colli della Brianza, nel comune di Olginate in provincia di Lecco, negli anni Sessanta, il conte Mario Bagno acquistò un borgo e decise di trasformarlo in una destinazione turistica di lusso: hotel, piscina, ristoranti, un minareto, un campo da golf. Si chiama Consonno e nel tempo è diventato un luogo di culto.
Gli diedero il soprannome di “Las Vegas della Brianza”, che suona insieme grandioso e assurdo nella giusta misura. Il progetto prese quota, attirò visitatori, sembrava funzionare. Poi declinò. Nel 1976 una frana tagliò la strada di accesso e sancì di fatto la fine. Il borgo fu abbandonato con tutto quello che c’era dentro: il minareto rimane ancora lì, tra la vegetazione, come un monumento involontario all’ottimismo degli anni del boom.
Ora ci si va a fare Haloween, ma c’è un problema.
La notizia: Halloween trasforma Consonno in una meta virale
Nelle ultime settimane alcune guide online — tra cui una piattaforma dedicata ai viaggi in camper — hanno inserito Consonno tra le destinazioni consigliate per trascorrere il 31 ottobre, in compagnia di altri borghi fantasma europei come Craco in Basilicata e Beelitz-Heilstätten in Germania. I social hanno amplificato il tutto, come di consueto.
Il sindaco di Olginate, Marco Passoni, ha risposto chiedendo l’intervento di Questura e Prefettura di Lecco. Il messaggio è diretto: l’area è proprietà privata, gli edifici sono pericolanti e interdetti all’accesso, la strada da Colle Brianza è chiusa da sbarre e recinzioni. Di giorno è già un accesso complicato; di notte, con la voglia di fare i cacciatori di fantasmi, lo è molto di più. «Chi entra potrebbe farsi seriamente male», ha dichiarato Passoni.
Fino a circa un anno e mezzo fa esisteva un punto di equilibrio: le associazioni Amici di Consonno e SbandaBrianza gestivano un piccolo bar ricavato dagli spazi concessi dagli eredi del conte Bagno, e organizzavano eventi stagionali da aprile a ottobre. Quell’accordo è terminato. Senza presidio, senza sorveglianza, senza un interlocutore che regoli i flussi, il borgo è tornato a essere semplicemente un posto abbandonato e chiuso.
Cosa c’è davvero a Consonno
La storia del luogo è abbastanza singolare da non aver bisogno di atmosfere notturne per essere interessante. Il minareto costruito dal conte Bagno — elemento decorativo, nessuna funzione religiosa — è rimasto in piedi tra la vegetazione ed è diventato l’immagine iconica del posto. Le strutture originali sono in vari stadi di degrado; il tempo, le stagioni e i visitatori meno rispettosi hanno fatto il resto.
Dal punto di vista paesaggistico, la collina su cui sorge Consonno offre una vista sulla Brianza e sul lago di Garlate che non delude. Il perimetro esterno, accessibile e percorribile, è già sufficiente per capire la scala dell’ambizione originaria del progetto. L’interno degli edifici è un’altra questione.
Cosa fare invece
Se il fascino del borgo abbandonato è quello che vi attira in zona, ci sono alternative percorribili. Il territorio di Olginate si presta a escursioni sui colli della Brianza con panorami sull’Adda e sui laghi. Per chi è interessato al dark tourism lombardo in formato sicuro, il tour di Halloween a Crespi d’Adda — villaggio operaio UNESCO a circa 25 chilometri — propone proprio in questi giorni un tour notturno su un omicidio reale mai risolto del 1928, con prenotazione e accompagnamento inclusi.
Consonno resta uno dei posti più singolari della Lombardia. Merita un sopralluogo con la luce del giorno, dal percorso esterno, possibilmente con qualcuno che ne conosce la storia. Non di notte, non scavalcando recinzioni, e non il 31 ottobre quando la Prefettura sarà già allertata.
Foto Crespi d’Adda, Pexels, Martino De Mori
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