Che fascino l’Islanda! È abbastanza lontana ma anche vicina, e soprattutto è una terra plasmata dall’incontro tra ghiaccio e fuoco, piena di vulcani, distese laviche, ghiacciai e profondi canyon. Ed è proprio lontano dalle attrazioni più frequentate della costa meridionale, quindi nella sua parte orientale, che si nasconde una formazione geologica particolarmente affascinante. Si tratta del Canyon di Studlagil, una gola attraversata da un fiume dalle sfumature turchesi e racchiusa tra imponenti pareti di colonne basaltiche, talmente regolari da ricordare un’opera architettonica.
Il fatto più incredibile è che per lungo tempo gran parte delle sue formazioni rocciose è rimasta nascosta sotto le acque impetuose di un fiume glaciale. Soltanto negli ultimi decenni, infatti, il paesaggio ha assunto l’aspetto attuale, trasformandosi in una delle mete più fotografate dell’Islanda orientale.
Nascita e storia del canyon di Studlagil
Il Canyon di Studlagil è frutto dell’intensa attività vulcanica che, nel corso delle ere geologiche, ha modellato il territorio dell’isola. Le sue pareti sono costituite da basalto, una roccia vulcanica scura che deriva dal raffreddamento della lava. Sono frequentemente esagonali e possono svilupparsi sia in verticale sia presentare orientamenti differenti.
Raggiungono altezze di circa 20-30 metri e accompagnano il corso del fiume per un tratto di quasi 500 metri. Nel corso del tempo, l’azione erosiva del fiume Jökulsá á Dal ha contribuito a scavare la gola e a modellarne l’aspetto, ma la verità è che la trasformazione più sorprendente è legata a un intervento umano: tra il 2003 e il 2009 venne realizzato il complesso idroelettrico di Kárahnjúkar, un grande progetto destinato alla produzione di energia elettrica.
La costruzione della diga e la creazione del bacino artificiale di Hálslón modificarono profondamente il regime del Jökla. Una parte considerevole delle acque venne deviata attraverso un sistema di gallerie verso la centrale idroelettrica, provocando un abbassamento del livello del fiume nel tratto attraversato dal canyon.
Fu proprio questa riduzione della portata a rendere visibili le imponenti colonne basaltiche che, in precedenza, erano in gran parte sommerse.
Una visita che rimane impressa
Osservate dall’alto la “perfezione” geometrica di questo canyon è piuttosto emozionante. Le colonne formano infatti una sorta di corridoio naturale dalle proporzioni monumentali, mentre le acque sottostanti disegnano una striscia luminosa tra le rocce.Le superfici presentano fratture, spigoli e variazioni cromatiche che testimoniano l’origine vulcanica del materiale. La disposizione degli elementi rocciosi cambia lungo il percorso, alternando strutture verticali a sezioni inclinate e sovrapposte.
Il colore del Jökla contribuisce a rendere particolare lo scenario, ma merita una precisazione: l’acqua sfoggia tonalità turchesi soltanto in determinate condizioni. Durante lo scioglimento delle nevi o quando il bacino di Hálslón riversa acqua in eccesso, il fiume può assumere sfumature grigie o marroni a causa dei sedimenti trasportati.
Per apprezzare le formazioni basaltiche al meglio la scelta ricade generalmente sulla sponda orientale del canyon. L’itinerario parte dalla zona della fattoria di Klaustursel e consente di raggiungere il settore della gola più celebre nelle fotografie. Lungo il percorso il paesaggio conserva i caratteri tipici dell’Islanda rurale, con prati, terreni rocciosi e ampie vedute sulla valle.
Uno degli elementi più interessanti del tragitto è la cascata di Stuðlafoss, anch’essa incorniciata da caratteristiche formazioni basaltiche. Proseguendo verso Studlagil, le pareti si fanno più imponenti e il fiume appare incassato tra le grandi colonne scure. In alcuni punti è possibile raggiungere un livello vicino all’acqua, prestando particolare attenzione alle superfici rocciose che possono rivelarsi spesso scivolose.
La sponda occidentale è invece accessibile dalla zona della fattoria di Grund e rappresenta l’alternativa più rapida per ammirare il canyon. Qui è presente un sistema di percorsi, scale metalliche e piattaforme panoramiche grazia a cui posare lo sguardo dall’alto sulle imponenti pareti basaltiche e sul corso del Jökla.
Quando visitare il canyon di Studlagil
Il periodo generalmente più favorevole per visitare Studlagil coincide con l’estate islandese, soprattutto tra giugno e agosto. Le giornate sono molto lunghe, le temperature risultano meno rigide e i sentieri presentano condizioni solitamente migliori rispetto ai mesi invernali. Dalla tarda estate, tra le altre cose, il livello e la tonalità dell’acqua possono cambiare a causa degli eventuali sfioramenti del bacino artificiale situato a monte.
Durante l’autunno il paesaggio circostante assume tonalità più calde, mentre in inverno neve e ghiaccio modificano completamente l’aspetto delle pareti. In questa stagione, tuttavia, le condizioni meteorologiche e la presenza di superfici ghiacciate possono rendere difficoltoso l’accesso, specialmente lungo il sentiero orientale.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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