Il foliage in Toscana è al suo massimo splendore: 6 gite da fare prima dell’inverno

In Toscana l'autunno è lungo e mite, ma il picco dei colori non aspetta nessuno: un paio di giornate di libeccio e pioggia, e i boschi si spogliano. Sei gite, dalle Mura di Lucca alla spada nella roccia, ognuna pensata per un tipo di viaggiatore.

foliage in Toscana

La Toscana delle cartoline è fatta di cipressi, e i cipressi d’autunno restano verdi. Il foliage toscano bisogna andarlo a cercare altrove: nelle faggete dell’Appennino, nelle foreste di abeti dove i monaci tagliavano il legname per i palazzi di Firenze, nei vigneti che dopo la vendemmia diventano rossi e gialli, perfino sui bastioni di una città.

Il foliage in Toscana è al suo massimo splendore: 6 gite da fare prima dell’inverno

Il clima mite allunga la stagione, ma non va sopravvalutato: il momento migliore dura poco, e basta una mareggiata di libeccio per chiuderlo. Ecco dove andare adesso, e per chi è ogni gita.

1. Le Mura di Lucca, il foliage in città

PER CHI NON HA LA MACCHINA

Si scende dal treno, si attraversa la strada e si sale sulle mura. Lucca è circondata da un anello di bastioni cinquecenteschi e seicenteschi lungo circa 4,2 chilometri, che oggi è un parco sopraelevato: un viale piatto, largo, alberato con tigli, ippocastani, querce e faggi.

foliage in Toscana

In autunno le foglie cambiano colore e coprono il viale, e il giro diventa una delle passeggiate urbane più belle d’Italia. Si fa a piedi in un’ora abbondante o in bici in pochi minuti, con i tetti della città da una parte e le Apuane dall’altra. Vicino a Porta Elisa i bastioni confinano con l’Orto Botanico.

Da Firenze: circa 1 ora e 20 in treno

Difficoltà: facilissima, anche con il passeggino

Il consiglio: noleggia una bici e fai due giri: uno al mattino, uno con la luce del tardo pomeriggio

2. Orecchiella: lupi, cervi e faggete

PER LE FAMIGLIE CON BAMBINI

Nell’alta Garfagnana, tra San Romano, Piazza al Serchio, Sillano e Villa Collemandina, l’Orecchiella è una riserva naturale di faggi, castagni e abeti dove vivono lupi, cervi, mufloni e aquile reali. In autunno le faggete si accendono di rame e oro.

foliage in Toscana

Per i bambini è un posto speciale. Il Centro visitatori di San Romano ospita il Museo Naturalistico e il Museo dei Rapaci, e ci sono percorsi facilitati anche per i più piccoli. C’è il Sentiero degli Orsi, dove gli orsi bruni si osservano in un’area recintata, separati dai visitatori da una barriera robusta. Per chi ha più gambe, la Pania di Corfino, massiccio calcareo con un orto botanico di specie di montagna.

Da Firenze: circa 2 ore

Difficoltà: facile sui percorsi attrezzati, media verso la Pania

Da sapere: in autunno gli orari si riducono: verifica le aperture del Centro visitatori

3. Vallombrosa, dove crescono gli alberi più alti d’Italia

PER CHI VA A CACCIA DI RECORD

A un’ora da Firenze, sopra Reggello, la foresta di Vallombrosa si estende su quasi 1.300 ettari, tra i 450 e i 1.450 metri. I monaci vallombrosani arrivarono qui nell’XI secolo e per secoli governarono questi boschi: il legname degli abeti finiva a Firenze, nei cantieri dei palazzi.

Oggi la foresta è riserva naturale biogenetica e custodisce un record: i due alberi più alti d’Italia. Il primo è una douglasia di 62,45 metri, raggiungibile con un sentiero. In autunno il contrasto è spettacolare: i faggi diventano arancioni accanto al verde scuro degli abeti. Il celebre arboreto, con oltre 3.000 esemplari, è aperto ai visitatori solo d’estate, ma la foresta si cammina tutto l’anno.

Da Firenze: circa 1 ora

Difficoltà: facile

Il consiglio: abbina la camminata a una visita all’abbazia di Vallombrosa

4. Bagni San Filippo, le terme nel bosco

PER LE COPPIE

Immagina un torrente di acqua calda che scorre in un bosco d’autunno. A Bagni San Filippo, frazione di Castiglione d’Orcia ai piedi dell’Amiata, il Fosso Bianco si raggiunge con un breve sentiero tra gli alberi. L’acqua sgorga a circa 52 gradi e si raffredda in una serie di vasche naturali, calde abbastanza per fare il bagno tutto l’anno.

Bagni San Filippo

Il simbolo è la Balena Bianca, una grande cascata calcarea che deve il nome alla sua forma. In autunno il bianco delle concrezioni si mescola al giallo e al rosso del bosco: è uno degli scenari più romantici della Toscana. Niente spogliatoi, bar o bagni: si porta tutto da casa, rifiuti compresi.

Da Firenze: circa 2 ore (a circa 2 km dalla Cassia)

Difficoltà: facile, breve sentiero nel bosco

Da sapere: l’accesso prevede un piccolo contributo con braccialetto: controlla le regole prima di partire

5. San Galgano: l’abbazia senza tetto e la spada nella roccia

PER CHI AMA L’ARTE E LE LEGGENDE

Nelle colline senesi, vicino a Chiusdino, c’è un’abbazia gotico-cistercense che nel Settecento ha perso il tetto: oggi la volta è il cielo. D’autunno, con i boschi intorno che cambiano colore e il cielo basso, la navata vuota ha qualcosa di irreale.

foliage in Toscana

Sulla collina sopra l’abbazia si sale all’Eremo di Montesiepi, una cappella circolare con la cupola a cerchi concentrici in cotto e travertino. Al centro, conficcata in una roccia, c’è una spada datata intorno al 1170. La leggenda dice che fu Galgano Guidotti, nobile di Chiusdino, a piantarla dopo una visione dell’arcangelo Michele, rinunciando alle armi. Altro che re Artù.

Da Firenze: circa 1 ora e 30

Difficoltà: facile

Il consiglio: vai nel tardo pomeriggio, quando la luce entra dalle finestre senza vetri dell’abbazia

6. Bolgheri e il viale dei cipressi

PER CHI AMA LA POESIA (E IL VINO)

“I cipressi che a Bólgheri alti e schietti…”: in Italia l’abbiamo imparata tutti a scuola. Il viale reso celebre da Carducci con “Davanti San Guido” esiste davvero: circa 5 chilometri e 2.540 cipressi in doppia fila, dall’Oratorio di San Guido fino al borgo di Bolgheri, nel comune di Castagneto Carducci.

Ecco il paradosso: i cipressi restano verdi. A cambiare colore, qui, sono i vigneti che circondano il viale, che dopo la vendemmia diventano gialli e rossi. Il risultato è un quadro che in estate non esiste: due file verde scuro dentro un mare di colori caldi. In fondo, il borgo, le enoteche e il mare a pochi chilometri.

Da Firenze: circa 1 ora e 45

Difficoltà: facilissima: il viale si percorre a piedi o in bici

Il consiglio: cerca il piccolo obelisco dedicato a Carducci, voluto nel 1908

Quando andare: la finestra del foliage toscano

  • Faggete e foreste appenniniche (Orecchiella, Vallombrosa): il picco cade di solito tra la fine di ottobre e i primi di novembre.
  • Colline, vigneti e città: grazie al clima mite i colori possono durare fino a metà novembre.
  • Il nemico è il libeccio: un paio di giornate di vento e pioggia bastano a spogliare i rami. Alla prima finestra di sole, parti.

Cerchi altre idee? Ecco le gite d’ottobre in Toscana tra castagne e foliage e le gite per le castagne più buone della regione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...