Un insetto verde e immobile sul muro del balcone, grande quanto un dito. In molti lo fotografano, lo mostrano ai figli, lo lasciano stare. È una mantide religiosa, pensano tutti. Quasi certamente non lo è. A partire dal 2015, nel Nord Italia hanno iniziato a comparire e diffondersi due specie di mantide asiatica gigante: Hierodula tenuidentata e Hierodula patellifera.
Le prime segnalazioni erano concentrate nei centri urbani di Padova, Milano, Verona e Vicenza. Nel giro di dieci anni hanno raggiunto i fondovalle alpini, superato l’arco alpino, e sono ora accertate in Svizzera, Austria, Germania e Spagna. A luglio 2026, uno studio pubblicato sul Journal of Orthoptera Research le ha classificate ufficialmente come specie aliene invasive in Europa, il grado più alto di allerta nella classificazione IUCN.
Come si riconoscono
La differenza con la mantide religiosa autoctona esiste, ma è sottile. Hierodula tenuidentata può arrivare a 8-9 centimetri ed è visibilmente più massiccia, con arti anteriori più robusti. Hierodula patellifera è più piccola e assomiglia molto alla nostra specie.
Il modo più rapido per distinguerle: le mantidi asiatiche hanno una piccola macchia bianca sulle ali anteriori, assente nella mantide religiosa europea. La mantide italiana invece ha due macchie tonde simili a occhi sulle zampe anteriori, visibili quando apre le braccia in postura difensiva.
Il fatto che quasi nessuno le distingua non è un dettaglio secondario: significa che la loro espansione avviene sotto i nostri occhi senza che ce ne accorgiamo.
Come sono arrivate e perché restano
La sua ipotesi sull’origine è che siano arrivate con le piante ornamentali”. Le ooteche, cioè i bozzoli spugnosi che contengono le uova, sono praticamente invisibili sul fusto di una pianta in vaso importata dall’Asia. Vengono portate a casa da vivai e garden center, si schiudono in primavera, e il ciclo riparte.
Il motivo per cui restano è climatico. Fino a qualche anno fa gli inverni italiani erano sufficientemente freddi da decimare le popolazioni prima della riproduzione.
Le isole di calore urbane e gli inverni sempre più miti hanno cambiato l’equazione. Le Hierodula sopravvivono, si riproducono e si espandono verso nord a una velocità che i ricercatori non si aspettavano così rapida.
La loro capacità riproduttiva è superiore a quella della specie autoctona: ogni ooteca contiene circa 200 ninfe, quasi il doppio di quelle della mantide religiosa. E le giovani asiatiche sono meno cannibalistiche tra loro, il che significa che una percentuale molto più alta sopravvive fino all’età adulta.
La trappola sessuale che sta eliminando la mantide europea
Il meccanismo più inquietante di questa invasione non è la predazione diretta: è qualcosa di più subdolo. Le femmine delle due specie producono feromoni sessuali praticamente identici a quelli della mantide religiosa europea. I maschi autoctoni, attratti dai feromoni, si avvicinano alle femmine asiatiche tentando di accoppiarsi. Ma poiché le specie sono diverse, la fecondazione è impossibile. Quello che succede è che il maschio viene predato. Battiston è diretto.
Nelle aree dove le due specie convivono, gli esperti documentano un forte calo delle popolazioni di mantide religiosa autoctona, attribuito in parte a questa trappola e in parte alla competizione per le stesse prede. La mantide religiosa europea non ha difese evolutive contro questo meccanismo, perché non lo ha mai incontrato prima.
Cosa mangia e cosa rischia di scomparire
Le Hierodula sono predatori generalisti: cacciano qualunque insetto di dimensioni adeguate. Nella loro dieta rientrano api, vespe, farfalle e altri impollinatori, con effetti potenzialmente rilevanti sulle comunità di insetti floricoli. Cacciano anche lucertole e anfibi, alcuni dei quali protetti dalla Direttiva Habitat europea. Un dato paradossale segnalato dalla ricerca: il principale predatore documentato delle mantidi asiatiche in Europa sono i gatti domestici, responsabili del 45% degli eventi di predazione registrati.
La preoccupazione maggiore riguarda le isole mediterranee, dove alcune specie endemiche di piccoli vertebrati e insetti esistono solo in popolazioni molto ridotte. CPerdere anche pochi individui in quei contesti può avere conseguenze sproporzionate sulla biodiversità locale.
Cosa fare se ne vedi una
Il progetto “Mantidi Aliene” raccoglie segnalazioni dei cittadini per mappare la distribuzione delle specie asiatiche in Italia. Se si trova un esemplare e si è incerti sulla specie, è utile fotografarlo (preferibilmente da più angolazioni, con le ali e le zampe anteriori ben visibili) e inviarlo alla rete di monitoraggio.
Non va ucciso né spostato: le osservazioni in loco hanno valore scientifico preciso.
La mantide che hai visto sul balcone probabilmente non ti farebbe del male. Ma alla mantide religiosa italiana, che ci accompagna da secoli, sta già facendone parecchio.
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