Una chiesa incastrata nella roccia, un ponte sul burrone e mille anni di storia: l’Eremo di San Marco

A trenta minuti a piedi dal centro di Ascoli Piceno esiste una chiesa romanica incastrata nella roccia che quasi nessuno conosce fuori dalla provincia. Si raggiunge attraversando un ponte costruito sopra un burrone, seguendo una scalinata in travertino che porta dritto su una parete calcarea. Dentro ci sono affreschi del Mille, una tomba nobiliare e mille anni di storia compressa in pochi metri quadri.

eremo-san-marco-marche

Ascoli Piceno è una delle città in travertino più belle d’Italia e lo sa bene. Piazza del Popolo, il ponte romano di Solestà, le olive ascolane: il centro storico funziona, attira turisti, viene fotografato. Ma a meno di trenta minuti a piedi dalla città, sul Colle San Marco, esiste un luogo che compare raramente nelle guide e che il FAI ha inserito nella campagna “I Luoghi del Cuore” sette volte consecutive tra il 2010 e il 2022. Sette edizioni. Il che significa che c’è un attaccamento locale fortissimo a qualcosa che il turismo di passaggio non ha ancora trovato.eremo-san-marco-marche-bosco
L’Eremo di San Marco è una chiesa rupestre romanica addossata a una parete calcarea, raggiungibile solo attraversando un ponte ardito costruito sopra un precipizio, seguito da una scalinata in travertino. L’accesso fisico è già una piccola impresa. Quello che si trova dall’altra parte vale ogni passo.

Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:
👉 Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite

Mille anni di storia in una grotta

Le origini risalgono intorno all’anno Mille. Monaci cistercensi trasformarono una cavità naturale nella roccia in un cenobio, seguendo la regola benedettina. Non era solo un luogo di preghiera: il complesso comprendeva cucina, refettorio e dormitorio, e i monaci producevano calce e farina di castagne, materie prime locali che garantivano autonomia economica alla comunità.

eremo-san-marco-marche-bosco-grotta

Nel 1289 papa Niccolò IV emise una bolla con cui concedeva l’indulgenza plenaria a chiunque raggiungesse l’eremo il 25 aprile, giorno della festa di San Marco. Il fatto che un papa del Duecento si preoccupasse di questo posto piccolo e arroccato dà un’idea di quale fosse il suo peso spirituale nel territorio. Il pellegrinaggio lungo quel sentiero continuò per secoli.
In seguito il complesso passò alle famiglie nobili ascolane, prima i Tibaldeschi poi gli Sgariglia, che lo trasformarono in un luogo di culto più strutturato: aggiunsero il campanile, un altare e una rampa d’accesso. All’interno, una tomba ad arcosolio con lo stemma dei Tibaldeschi testimonia ancora oggi quell’epoca. Il declino iniziò nel 1474, quando fu costruita la chiesa di San Bartolomeo nelle vicinanze, spostando altrove il centro della vita religiosa locale. L’eremo restò in piedi, ma gradualmente abbandonato.

Cosa si vede oggi

La facciata è in conci di travertino con due ordini di bifore e un campanile, stile romanico pulito, nessun ornamento superfluo. La struttura si sviluppa su due piani sovrapposti, collegati da una scala interna ricavata direttamente nella roccia. Sulle pareti interne restano tracce di affreschi primitivi, consumati dal tempo ma ancora leggibili in alcuni punti. Il restauro più recente risale agli anni Duemila, quando il Comune di Ascoli Piceno (proprietario dell’edificio) ha consolidato la struttura.eremo-san-marco-marche-bosco-grotta-visita

 

Oggi le visite sono organizzate dall’Associazione Templari Oggi APS, che gestisce l’apertura nei fine settimana e nelle festività da marzo a ottobre. Non è visitabile liberamente: bisogna coincidere con questi orari o contattare l’associazione in anticipo.

Come arrivare

Il punto di partenza è la frazione di Piagge, a sud di Ascoli Piceno. Da lì un sentiero nel bosco porta all’eremo in circa trenta minuti di cammino, con vegetazione fitta e terreno non difficile. Dal colle si vede la città in basso, la valle del Tronto e, nelle giornate limpide, una striscia di mare Adriatico all’orizzonte. È una di quelle passeggiate che rendono giustizia alla montagna marchigiana, spesso ignorata a favore della costa.eremo-san-marco-marche-bosco-grotta-panorama

Il consiglio è di abbinare la visita a una mattina nel centro storico di Ascoli: il ponte romano di Solestà e piazza del Popolo sono a dieci minuti dal punto di partenza del sentiero. In autunno e in primavera il percorso è particolarmente bello, con i colori del bosco e temperature che rendono il cammino piacevole senza fatica.

Foto Di Antmaury di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42861364, Di Antmaury di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42861320, Di Antmaury di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42861319, Di Antmaury di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42861359, Di Antmaury di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42861324

Leggi anche

La Cappella Sistina d’Abruzzo: il miracolo di Bominaco e i colori che sfidano il tempo

Le mura misteriose e la città perduta, questo eremo sulle montagne umbre è fra i più belli d’Italia: benvenuti a Sant’Erasmo

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...