Arrampicare a Kalymnos, il paradiso delle falesie vista mare [blog]

Credits: Stefano Michelin

[slideshow post_id=”17230″]

Immaginate una piccola isola montagnosa circondata da un mare blu intenso. Immaginate piccoli paesini collegati da tortuose e panoramiche stradine percorribili rigorosamente in motorino. E infine immaginate pareti ovunque, la maggior parte elle quali “vista mare”, dove scalare prima di tuffarsi in acqua per il solito bagno di fine giornata. Così è Kalymnos, piccola isola del Dodecaneso, in pieno Egeo.

Famosa in tutto il mondo fino agli anni Sessanta per la pesca delle spugne, era caduta in seguito nell’oblio a causa dell’arrivo dei prodotti sintetici fino a quando, verso la fine degli anni Ottanta, Andrea Di Bari, noto e forte scalatore dell’epoca, durante un viaggio da queste parti non ne capì il potenziale ed iniziò ad attrezzare le prime falesie.

Da allora centinaia di climber hanno chiodato decine e decine di settori con gradi per tutti, dai principianti ai superbig, e infatti da anni ormai Kalymnos è diventata una meta gettonatissima in ogni mese dell’anno. Qui si può scalare sempre, in tutti i 12 mesi, ed ovviamente in quelli più caldi (che da queste parti vanno dalla primavera all’autunno) si può fare il bagno in un mare da sogno.

L’isola è facilmente raggiungibile dalla vicina Kos, che è servita da voli low cost, attraverso battelli che arrivano a Pothia, la città più importante. I paesi, raggiungibili da Pothia in taxi, sono pieni di affittacamere il più delle volte con uso cucina e i minimarket abbondano, così come chi noleggia scooter. Se  poi non volete darvi da fare in cucina anche durante le ferie, ci sono un’infinità di ristoranti che servono pesce pescato in giornata a poco prezzo e birra gelata a fiumi. Riservatevi anche mezza giornata per un giro sulla caratteristica Telendos, che svetta prepotente dalle acque di fronte a Massouri.

Cosa portare è semplice: attrezzatura, costume da bagno e macchina fotografica. Cosa non portare: stress e fretta cittadina, qui davvero non sapreste che farvene. Ho visitato l’isola due volte e di sicuro ce ne saranno molte altre!

©RIPRODUZIONE RISERVATA