Immaginate uno spettacolo teatrale che inizia all’aperto, in un borgo incastonato tra i Monti Sibillini, raggiungibile a piedi lungo un sentiero che il giorno prima vi ha portato attraverso boschi di faggio, calanchi grigi e sorgenti. Parliamo del Cammino Francescano della Marca, uno dei più belli d’Italia.
Il pubblico arriva sudato, con i bastoncini da trekking appoggiati al muro di un’abbazia medievale. Poi le luci si accendono — metaforicamente, perché siamo in piena luce estiva — e comincia lo spettacolo. Questa è l’idea di base del Festival in Cammino, la prima rassegna culturale itinerante sul Cammino Francescano della Marca, al via il 30 maggio 2026.
Il festival non ha una sede fissa. Si muove di tappa in tappa lungo i 166 chilometri che separano il Duomo di Sant’Emidio ad Ascoli Piceno dalla Basilica di San Francesco ad Assisi, portando teatro, musica, letture e incontri nei borghi attraversati dal percorso. L’occasione è precisa: il 2026 segna gli ottocento anni dalla morte del Poverello di Assisi, il santo patrono d’Italia che nel 1215 percorse queste stesse strade seminando un’idea di fratellanza con il Creato che ancora oggi, a distanza di otto secoli, riesce a sembrare radicale. L’evento è organizzato dall’Ufficio Ricostruzione Sisma 2016 e da Arte Nomade srl, in collaborazione con quindici comuni che il cammino attraversa da sud a nord: da Ascoli Piceno e Comunanza fino a Foligno, Spello e Assisi.
Un festival con quattro edizioni
Il programma si sviluppa su quattro sessioni, distribuite tra la primavera e l’autunno. Le edizioni complete del cammino, quella di fine maggio-inizio giugno (dal 30 maggio al 6 giugno) e quella di fine agosto-inizio settembre (dal 29 agosto al 5 settembre), includono il festival nella sua forma più immersiva: gli eventi culturali si svolgono alla fine di ogni tappa, quando i pellegrini raggiungono il borgo previsto dalla tabella di marcia. Ci sono poi due weekend più brevi, il 26-28 giugno e il 18-20 settembre, pensati come avvicinamento alla cultura dei cammini per chi non ha ancora le gambe — o i giorni di ferie — per l’intero percorso.
La capienza è volutamente limitata: 80 partecipanti per ogni edizione completa, divisi tra un’Opzione Comfort (pernottamenti in strutture convenzionate, cene, trasporto bagagli, massimo 20 posti) e un’Opzione Francescana (campeggio autorizzato con servizi, stand gastronomici, stesso servizio guide e trasporto, massimo 60 posti). Gli spettacoli sono gratuiti e raggiungibili anche in auto — ma il senso dell’iniziativa è un altro.
Il programma: da Francesco e Jacopa alle Lame Rosse
Il calendario degli eventi mescola teatro, musica e parola con coerenza tematica. Si apre il 30 maggio a Venarotta con lo spettacolo teatrale “Francesco e Jacopa” di Giorgio Felicetti, che ricostruisce lo scontro tra il pensiero del santo e le strutture sociali del suo tempo, sempre inclini ad addomesticare le rivoluzioni. Il giorno dopo, a Comunanza, l’aperitivo letterario con Maurizio Serafini — ideatore del cammino stesso — è dedicato al senso del camminare e alla genesi di un percorso nato dal basso, da un gruppo di volontari che nel 2009 cominciò a piazzare segnaletica sul territorio anche di notte, senza autorizzazioni formali.
Il 1° giugno a Sarnano va in scena la lezione-spettacolo “Tue so’ le Laudi” di Cesare Catà, un’indagine storica su Fra’ Pacifico, dietro cui si cela probabilmente Guglielmo Divini da Ascoli Piceno, considerato uno dei maggiori trovatori del XIII secolo. Il 3 giugno a Valfornace è il turno del monologo “Guardami, me ne vado” con Andrea Fazzari, sul processo che il padre di Francesco gli intentò per recuperare i soldi donati a un prete — una scena che nell’interpretazione contemporanea dice qualcosa di preciso sul conflitto tra appartenenza familiare e vocazione personale. Il 4 giugno a Serravalle di Chienti chiude la prima tranche il concerto dei Tranceltic, progetto che intreccia strumenti delle tradizioni popolari europee e asiatiche in una colonna sonora ideale per chi ha appena attraversato l’Altopiano di Colfiorito a ottocento metri di quota.
Nelle edizioni di settembre gli eventi si ripetono con alcune varianti: il Giardino delle Farfalle di Cessapalombo, struttura di accoglienza nata sulle macerie del sisma 2016 tra i boschi sopra Montalto, ospiterà la replica dell’aperitivo letterario in un contesto che da solo vale il viaggio.
Il territorio: Appennino post-sisma e spirito francescano
Capire il Festival in Cammino senza capire il territorio che attraversa è impossibile. Il Cammino Francescano della Marca è censito come numero 17 dei cammini riconosciuti in Italia dall’Atlante dei Cammini del 2016 — lo stesso anno del terremoto che ha devastato buona parte dell’area tra Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Il percorso attraversa proprio i comuni più colpiti: Caldarola, Valfornace, Muccia, Serravalle di Chienti, borghi incastellati dove la ricostruzione procede lentamente ma con una tenacia che il festival intende sostenere portando persone, attenzione e una piccola economia del passagggio.
Dal punto di vista naturalistico, il tracciato tocca quattro parchi: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Parco Regionale di Colfiorito, il Parco dell’Altolina e il Parco Regionale del Monte Subasio. Si sale fino a quasi 1.000 metri, si scende a fondovalle, si attraversano gole, altopiani, canyon di argilla grigia e formazioni rocciose come le Lame Rosse — pinnacoli color ruggine sopra le Gole del Fiastrone — che qualcuno paragona a una Cappadocia appenninica, il che dà l’idea sia dell’aspetto che dell’improbabilità geografica di trovarle in Macerata. Il 24% del percorso è su sentiero, il 36% su sterrato, il 40% su strade asfaltate quasi prive di traffico.
Pratiche: come partecipare
Le iscrizioni al Festival in Cammino sono aperte.
Per informazioni: camminofrancescano@gmail.com, whatsapp al 347 9924830
Sito ufficiale www.camminofrancescanodellamarca.it
Il cammino parte da Ascoli Piceno (Duomo di Sant’Emidio) e arriva ad Assisi (Basilica di San Francesco) in 8 tappe.
L’aeroporto più vicino al punto di partenza è Pescara (100 km) o Ancona-Falconara (110 km); per Assisi la stazione
ferroviaria di riferimento è Santa Maria degli Angeli, collegata con Roma, Perugia e Firenze.
La difficoltà escursionistica è classificata T/E — adatta a chi ha una preparazione fisica discreta e qualche giorno di allenamento preliminare. I weekend di avvicinamento (giugno e settembre) sono pensati invece per famiglie e neofiti, con percorsi ridotti tra Venarotta e Amandola e tra Serravalle di Chienti e Montalto di Cessapalombo, accompagnati da guide professioniste.
Foto Cfm, Canva
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