A piedi tra i vigneti patrimonio UNESCO della Marca Trevigiana: il Cammino del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

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La Marca Trevigiana ha il problema dei posti belli: è difficile spiegarla a chi non l’ha vista. Non ha vette, non ha laghi, non ha un’unica attrazione che giustifichi da sola il viaggio.
Ha colline, vigne, borghi, abbazie, trincee, fiumi e un vino che il mondo intero consuma senza sapere com’è il territorio da cui viene. Il Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene (questo il nome per intero) è il modo più diretto per capire tutto questo insieme.

Un cammino, non una degustazione

Il nome può trarre in inganno. Qualcuno arriva pensando a una passeggiata tra le cantine con calice in mano. Il Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene (i più lo conoscono come ‘Cammino del Prosecco’) è un vero percorso escursionistico.
Parliamo di 51 chilometri, 2.265 metri di dislivello positivo, quattro tappe che richiedono gambe allenate e scarpe adatte. Si cammina sul crinale delle colline, non lungo le strade di fondovalle.cammino-prosecco-valdobbiadene-sentiero-piedi
I vigneti ci sono — tantissimi — ma ci sono anche boschi, dorsali esposte, tratti ripidi e paesaggi che cambiano ogni ora. Il Prosecco lo si incontra alla fine, nelle cantine dei borghi dove si pernotta. Tempo fa avevamo raccontato un altro percorso in zona, in bici e sempre a tema vino.

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Il paesaggio UNESCO e i ciglioni

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono state iscritte nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2019. Il riconoscimento non riguarda solo il vino — riguarda il paesaggio costruito dall’uomo nel corso di secoli. Il termine chiave è “ciglioni”: piccoli vigneti terrazzati con siepi erbose sui bordi, disposti sulle pendici delle colline come le strisce di una zebra verticale.cammino-prosecco-valdobbiadene-sentiero-colline

È un sistema agricolo secolare, sviluppato per lavorare terreni ripidi senza permettere all’erosione di distruggere il suolo. Visto dall’alto, il risultato è un mosaico di verde chiaro e verde scuro che cambia colore con le stagioni — giallo e arancione in autunno, verde brillante in primavera, quasi grigio d’inverno quando le viti sono spoglie. Chi percorre il cammino lo attraversa dall’interno, non lo fotografa da un punto panoramico.

Tappa 1: Vidor — Col San Martino (11,7 km, 4h30′)

La partenza è a Vidor, lungo il corso del Piave — il fiume sacro alla Patria, come lo chiamano ancora da queste parti. L’Abbazia di Santa Bona, fondata nell’XI secolo e ricostruita dopo i danni del primo conflitto mondiale, accoglie i camminatori all’inizio del percorso con la sua atmosfera di pietra e silenzio.
Il sentiero sale subito verso le colline, attraversa i vigneti di Colbertaldo e porta alle alture meridionali di Valdobbiadene.
Da qui si vede il Cartizze — un piccolo territorio di soli 107 ettari dove il suolo, originato da antichi sollevamenti marini, produce uno dei Prosecco DOCG più pregiati e costosi d’Italia. Non è grande. È anzi sorprendentemente piccolo, considerata la sua fama. Passarci accanto a piedi, tra i filari bassi e gli alberi da frutto sparsi tra le vigne, dà la misura di cosa si intende per paesaggio agricolo di valore.cammino-prosecco-valdobbiadene-conegliano-pieve

La tappa si conclude a Col San Martino, borgo di Farra di Soligo con una tradizione curiosa: le coppie in attesa di un figlio estraggono dall’urna di legno della chiesa un foglietto con un nome — quello che verrà dato al bambino. La chiesa di San Vigilio, con il suo ciclo di affreschi, vale una sosta.

Tappa 2: Col San Martino — Follina (15,4 km, 5h30′)

La seconda tappa è la più lunga e la più panoramica. Il percorso imbocca il Sentiero delle Vedette — così chiamato perché durante la Prima Guerra Mondiale queste alture erano punti di osservazione strategici sulla linea del fronte del Piave. Ancora oggi, tra i filari di vite, si trovano trincee, gallerie scavate nella roccia e postazioni militari — silenziose, quasi invisibili se non si sa dove guardare.
Il crinale offre viste continue sui vigneti sottostanti e sulle Prealpi in lontananza. Si attraversa il borgo di Collagù con il suo santuario, si vedono le Torri di Credazzo dominare il paesaggio di Farra di Soligo, si scende verso la valle del fiume Soligo. La tappa finisce a Follina — inserita tra i Borghi più belli d’Italia.cammino-prosecco-valdobbiadene

L’Abbazia cistercense di Santa Maria è il cuore del paese: fondata da monaci benedettini nel XII secolo, passata poi ai cistercensi, è ancora integra e attiva. Il nome del borgo deriva dalla “follatura” — la tecnica di lavorazione della lana che i monaci insegnarono alla popolazione locale e che per secoli costituì la ricchezza del territorio. Il Palazzo Barberis Rusca, il Castelletto Brandolini, le strade lastricate del centro storico completano un paese che vale da solo una notte di sosta.

Tappa 3: Follina — Tarzo (13 km)

Dopo Follina il cammino sale verso le colline di Cison di Valmarino, dove si trova il Castelbrando — uno dei castelli più grandi d’Europa, con una storia che risale all’alto medioevo e oggi convertito in hotel e spa. Il percorso attraversa Zuel di Qua e Zuel di Là — due frazioni che sembrano nomi usciti da una fiaba locale. La vegetazione diventa più fitta, i vigneti lasciano spazio a boschi di faggio e castagno.cammino-prosecco-sentiero

Si raggiunge Arfanta con la sua antica chiesa campestre, poi Tarzo — porta dei laghi di Revine. Per chi preferisce un percorso più facile esiste la variante nord, che devia verso i Laghi di Revine attraverso Fratta e Colmaggiore, riducendo il dislivello e offrendo un paesaggio lacustre inaspettato in questo territorio prevalentemente collinare.

Tappa 4: Tarzo — Vittorio Veneto (10 km)

L’ultima tappa scende verso Nogarolo, attraversa Serravalle e arriva a Vittorio Veneto. La scelta di far terminare il cammino qui non è casuale. Vittorio Veneto è la città che dà il nome alla battaglia finale della Prima Guerra Mondiale — quella che nel 1918 portò alla resa dell’Austria-Ungheria. Tutto il cammino è stato attraversato dai segni di quella guerra — le vedette, le trincee, le gallerie — e Vittorio Veneto è la chiusura narrativa di quel filo.sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano

Il Museo della Battaglia raccoglie documenti, armi e materiali del conflitto. Serravalle, la parte medievale della città, ha un centro storico ben conservato con palazzi rinascimentali e una loggia veneziana.

Credenziale, attestato e info pratiche

Come il Cammino di Santiago, anche questo percorso ha la sua credenziale — un documento da far timbrare tappa dopo tappa nelle strutture lungo il percorso.
A Vittorio Veneto si riceve l’attestato finale. La credenziale si può richiedere prima della partenza sul sito ufficiale del cammino.cammino-prosecco-sentiero-vigneti

Percorso: Vidor → Col San Martino → Follina → Tarzo → Vittorio Veneto
Lunghezza totale: 51 km in 4 tappe
Dislivello positivo: 2.265 m
Difficoltà: escursionistica media — richiede allenamento e scarpe da trekking
Anche in bici: il percorso è percorribile su sterrato con gravel o mountain bike
Tappa 1: Vidor → Col San Martino, 11,7 km, 4h30′
Tappa 2: Col San Martino → Follina, 15,4 km, 5h30′
Tappa 3: Follina → Tarzo, ~13 km
Tappa 4: Tarzo → Vittorio Veneto, circa 10 km, 4h30′ (variante 4A impegnativa, 4B più facile)
Variante nord: da Tarzo attraverso Fratta, Colmaggiore e laghi di Revine — più facile
Segnaletica: cartelli verticali + vernice gialla e rossa orizzontale
Credenziale e attestato: collineconeglianovaldobbiadene.it
Periodo consigliato: aprile-maggio-giugno per i fiori; settembre-ottobre per la vendemmia
Come arrivare a Vidor: treno da Treviso fino a Montebelluna, poi bus per Vidor; in auto dall’A27, uscita Treviso Nord
Come tornare da Vittorio Veneto: treno diretto per Treviso e Veneziacammino-prosecco-valdobbiadene-conegliano-panorama-lago

Foto concesse dall’Associazione per il patrimonio delle Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Giuliano Vantaggi,

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