Come trasportare la bicicletta in macchina

Come trasportare la bicicletta in macchina

Ora che abbiamo comprato tutti la bici nuova, si tratta di capire come trasportare la bicicletta in macchina. Perché va bene girare partendo da casa, ma non c’è niente di meglio che portarsi la bici con sé quando si parte per un weekend o per le vacanze vere e proprie. Per portare la bici in auto ci sono essenzialmente due possibilità: dentro l’abitacolo o fuori dall’abitacolo. E fuori dall’abitacolo significa avere un portabiciclette da auto, che può essere di 3 tipi: da tetto, da portellone posteriore, da gancio traino (qui il nostro approfondimento sui portabiciclette). L’uno o l’altro modo ha i suoi pro e contro, che non dipendono necessariamente dalle dimensioni della bicicletta (o delle biciclette, se ne trasportiamo più d’una) e/o dell’auto. Paradossalmente si potrebbe trasportare una mountain bike a pedalata assistita dentro l’abitacolo di una Mini, così come si potrebbe essere costretti a usare un portabici esterno per due biciclette da bambino con un SUV. Ma vediamo di capire bene, nel dettaglio, cosa è meglio per viaggiare con la bici in auto.

Come trasportare la bicicletta in macchina: dentro l’abitacolo

Il modo più veloce, pratico e sicuro per trasportare la bicicletta in macchina è metterla dentro l’abitacolo. Banalmente su un SUV o una station wagon, se si viaggia in due o anche in 3, una sola bicicletta ci può stare nel portabagagli. Esistono delle specie di rastrelliere da mettere sul pianale posteriore di SUV e station wagon a cui agganciare la bicicletta per farla viaggiare “in piedi” dopo averle levato le ruote (operazione semplice e veloce grazie alla leva di sgancio rapido che c’è sul mozzo): ovviamente è una soluzione sicura, che preserva la bicicletta anche da pioggia, grandine e detriti, ma che funziona se si ha spazio a disposizione e si viaggia da soli o in coppia con un’auto grande. Con un’auto piccola, come un’utilitaria, o con una berlina con bagagliaio, si può usare una borsa portabicicletta: si tolgono le ruote e soprattutto i pedali (qui spieghiamo come svitarli), si infila il tutto nel borsone e lo si mette nel baule oppure, se non ci sono passeggeri dietro, in piedi dietro ai sedili anteriori. In questo caso però è più complicato trasportare due biciclette, a meno di non metterne una nel baule e una al posto dei passeggeri posteriori. Ultima opzione, se si ha un SUV o una station wagon, si possono smontare ruote e pedali e appoggiare la bici sul pianale, magari avendo l’accortezza di stendere un telo cerato per non rovinare il pianale e soprattutto di non appoggiare il deragliatore dei cambi, lasciandolo rivolto verso l’alto (se si piega, poi son dolori veri sistemarlo).
Ovviamente trasportare la bici dentro l’abitacolo ha il vantaggio di non lasciarla esposta a intemperie o detriti, a potenziali furti, può essere più economico (un borsone o una rastrelliera costano meno di un portabici esterno), si hanno meno preoccupazioni riguardo la velocità massima in auto e anche più veloce.

Come portare la bici in auto: i portabici esterni

L’alternativa per portare la bici in auto sono i portabici esterni. Come detto ne esistono di 3 tipi (da tetto, da portellone posteriore, da gancio traino) ma comunque c’è un’unica normativa da rispettare. Sì, perché il codice della strada specifica nel dettaglio quanto le bici possono sporgere in altezza, in larghezza e in lunghezza rispetto alla sagoma della vettura, e le eventuali sanzioni, ed è un’informazione da avere ben presente.

L’articolo del codice della strada che riguarda il trasporto delle biciclette in auto è il 164:

1. Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; da non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; da non compromettere la stabilità del veicolo; da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio.

2. Il carico non deve superare i limiti di sagoma stabiliti dall’art. 61 e non può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore del veicolo; può sporgere longitudinalmente dalla parte posteriore, se costituito da cose indivisibili, fino ai 3/10 della lunghezza del veicolo stesso, purché nei limiti stabiliti dall’art. 61.

3. Fermi restando i limiti massimi di sagoma di cui all’art. 61, comma 1, possono essere trasportate cose che sporgono lateralmente fuori dalla sagoma del veicolo, purché la sporgenza di ciascuna parte non superi centimetri 30 di distanza dalle luci di posizione anteriori e posteriori. Pali, sbarre, lastre o carichi simili difficilmente percepibili, collocati orizzontalmente, non possono comunque sporgere lateralmente oltre la sagoma propria del veicolo.

4. Gli accessori mobili non devono sporgere nelle oscillazioni al di fuori della sagoma propria del veicolo e non devono strisciare sul terreno.

6. Se il carico sporge oltre la sagoma propria del veicolo, devono essere adottate tutte le cautele idonee ad evitare pericolo agli altri utenti della strada. In ogni caso la sporgenza longitudinale deve essere segnalata mediante uno o due speciali pannelli quadrangolari, rivestiti di materiale retroriflettente, posti alle estremità della sporgenza in modo da risultare costantemente normali all’asse del veicolo.

8. Chiunque viola le disposizioni dei commi precedenti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 85 ad euro 338, a cui aggiungere la decurtazione di 3 punti dalla patente e l’impossibilità a proseguire il viaggio se il carico non è prima sistemato.

In pratica, per quanto riguarda le dimensioni, l’art. 61 del Codice della Strada dice che la larghezza massima non deve essere eccedente a 2,55 metri, l’altezza massima a 4 metri e la lunghezza totale non eccedente i 12 metri.

Avendo ben chiaro cosa dice il Codice della Strada relativamente ai carichi esterni, allora si può pensare a che tipo di portabici utilizzare, considerando che sul mercato si trovano quelli specifici per il marchio e modello dell’auto così come quelli universali, spesso anche di marchi specializzati in questo genere di prodotti.

Portabici da tetto

Il portabici da tetto è spesso il più economico, perché sostanzialmente si tratta di uno o più binari che si agganciano alle barre portatutto del tetto. A volte la bici si può caricare e fissare completa di ruote, altre la bici si fissa al mozzo, il che la rende più leggera da issare sopra il tetto ma è necessaria un’operazione in più. Il vantaggio del portabici da tetto, oltre al prezzo accessibile, è che si monta all’inizio del viaggio e si smonta alla fine (nel caso di una vacanza) oppure si lascia anche montato per tutta l’estate, se si amano i weekend fuori porta in bicicletta. C’è anche il vantaggio che non ostacola l’apertura del bagagliaio, o portellone posteriore, per esempio se si viaggi con un pet o si deve cercare qualcosa durante una sosta. Gli svantaggi però sono da tenere in considerazione: caricare una o più bici sul tetto di un’auto non è operazione agilissima, soprattutto se l’auto è alta o di grosse dimensioni; occorre fare attenzione a ponti e sottopassaggi, avendo misurato l’altezza complessiva con le biciclette; la velocità è meglio che sia contenuta, vuoi per le inevitabili turbolenze che per l’attrito aerodinamico e quindi il maggior consumo di carburante; nel caso di forti venti laterali, per esempio durante un temporale o una burrasca, la bici si potrebbe rovinare.

Il portabici da portellone posteriore

Il portabici da portellone posteriore è forse il modello più diffuso, perché si monta velocemente (ci sono dei ganci e dei tiranti, oltre che dei gommini per non rovinare carrozzeria e lunotto posteriore) e perché rende agevole caricare e scaricare le biciclette. Ce ne sono per il trasporto da 1 a massimo 3 biciclette, il costo è tutto sommato contenuto e richiede l’uso del cartello per i carichi sospesi. Tuttavia una volta caricate le bici è impossibile aprire il portellone e una volta giunti a destinazione è necessario smontarlo. Inoltre per le auto tipo SUV o fuoristrada con la ruota di scorta appesa sul portellone posteriore non è detto che si riesca a trovare il modello giusto, e quelli universali non vanno bene.

Il portabici da gancio traino

Il portabici da gancio traino è il più comodo ma anche il più costoso. Intanto, come prima cosa, necessita del gancio traino, con relativa omologazione sul libretto di circolazione. Fatto questo che non è scontato. Ma una volta soddisfatto questo prerequisito è sicuramente il sistema più comodo e più sicuro: il portabici si aggancia al gancio traino, le bici sono ad altezza uomo per cui è facile caricarle, il portabici ha il collegamento con le luci posteriori dell’auto e la targa, per cui soddisfa la normativa del codice della strada, non ostacola la visuale posteriore e con qualunque auto, comprese quelle con i portelloni posteriori a libro, si può accedere al vano bagagli. Ovviamente è da montare e smontare a ogni viaggio ma ha l’enorme vantaggio di poter trasportare fino a 4 biciclette.

Consigli per trasportare la bicicletta in macchina

Oltre a fissare con attenzione le bici al portabici (nel caso di uso di un portabici esterno) ci sono alcuni utili, semplici ma indispensabili consigli per trasportare la bicicletta in macchina. Ovviamente legarle bene non solo al portabici ma anche con un lucchetto o catena, meglio se tra di loro nel caso siano più d’una, per scongiurare furti in occasione delle soste. Poi è bene smontare tutti gli accessori, dalle borracce alle luci e anche le batterie nel caso di e-bike o le borse da viaggio o borse sottosella in cui si ripongono attrezzi per ripari al volo: perderli per strada è un danno per sé ma soprattutto un pericolo per gli altri automobilisti.

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