Modello Copenaghen: le contraddizioni delle città bike friendly

Per due anni consecutivi Copenaghen è stata eletta dal sito americano TreeHuggers.com come la mecca del trasporto a pedali. La capitale danese rappresenta infatti un modello a misura di ciclista grazie ad una rete di 350 chilometri di piste ciclabili separate dalla carreggiata che permettono a più di un terzo degli abitanti di Copenaghen di raggiungere il posto di lavoro in bicicletta percorrendo quotidianamente oltre 1,3 milioni di chilometri sulle due ruote.

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Ma nonostante urbanisti e appassionati della bicicletta di tutto il mondo sono concordi nell’indicare Copenaghen come la capitale delle due ruote, il continuo aumento di biciclette in città combinato ad una situazione inadeguata per i parcheggi sta creando parecchi malumori tra gli abitanti della città.

Secondo un recente sondaggio compiuto dal quotidiano MetroXpress il 95% dei ciclisti in città si reputa soddisfatto di fattori come sicurezza ed infrastrutture, ma solo il 29% è contento degli spazi conferiti al parcheggio delle biciclette. Per Mikael Colville-Andersen, del Copenhagenize Design Company “lo spazio riservato al parcheggio per le bici è l’ultimo grande baluardo che le città bike-friendly devono ancora superare affinché si crei un’armoniosa convivenza tra pedoni e ciclisti.”

La situazione non è tanto diversa a Londra dove sempre più zone della city richiedono interventi per la creazione di nuovi parcheggi. “Covent Garden, Piccadilly Circus, Carnaby Street e Soho sono alcuni dei punti più famosi in cui la pubblica amministrazione deve assolutamente intervenire” ha dichiarato Rosie Downes del London Cycling Campaign: “Abbiamo bisogno di misure più drastiche per risolvere la questione. Dobbiamo seguire il modello olandese dove, per esempio, la stazione ferroviaria di Groningen dispone di un parcheggio sotterraneo per 10.000 biciclette. Servono insomma strutture su più piani, e ritengo che sia il momento di introdurle che anche qui a LOndra.”

E in Italia? L’aumento dei ciclisti nelle nostre città è sempre più visibile ad occhio nudo. Secondo l’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori, nel 2014 sono state vendute in Italia oltre 2 milioni di biciclette, facendo registrare un aumento di +200 mila unità rispetto all’anno precedente. E il dato importante è che la maggior parte dei modelli in questione sono ‘city bike’, ovvero bici usate per lo più per spostarsi in città.

Il ritratto quindi che emerge è quello di un paese fortemente interessato alle due ruote a pedali, anche se rimane qualche perplessità sulle precauzioni usate per la sicurezza e soprattutto per le infrastrutture dedicate alle biciclette. Per esempio, in un recente sondaggio il 63% dei ciclisti urbani ha dichiarato di non usare il casco di sicurezza; e poi le piste ciclabili sono ferme, con situazioni come quella dell’Emilia Romagna la regione più virtuosa che ha ben 8 tra le prime 10 città per metri di piste ciclabili ogni 1000 abitanti e situazioni come quelle di grandi città come Roma e Milano in cui si contano circa 57 metri di piste ciclabili per 1000 abitanti.

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