La notizia è che la volpe artica non è – come probabilmente molti di noi hanno sempre pensato – solo un peluche per bambini. Questo batuffolo di pelo bianco e morbido – scientificamente detto Alopex Lagopus – esiste davvero, anche se alle nostre latitudini è davvero poco conosciuto. La sua grandezza si aggira intorno ai 55 cm e ai 4 kg di peso, è carnivoro e si ciba soprattutto di lemming (un piccolo roditore artico), ha orecchie arrotondate ed è ben più piccolo delle altre volpi. Vive in tane che dove può sopportare temperature anche di ‐40°.

La volpe artica è discretamente diffusa in Alaska, in Canada, in Russia, nelle Svalbard, in Groenlandia e in genere oltre il limite della vegetazione, ma è virtualmente estinta (ne rimangono solo 300 esemplari) in tutta la penisola scandinava, dove viene attentamente monitorata dall’Università di Stoccolma, finanziata dall’azienda di abbigliamento outdoor Fjällräven (che in svedese significa appunto “volpe artica”).
“Le minacce principali sono l’accessibilità al cibo e il fatto che il suo territorio sia sempre più limitato dall’espansione della volpe rossa”, sostiene Anders Angerbjörn, zoologo e membro di ‘Save the Arctic Fox’. Come si salva la volpe artica? “È necessario provvedere al suo sostentamento e tenere a bada la volpe rossa attraverso la caccia selettiva. Oltre a ciò, è anche necessario spostare i cuccioli da un branco all’altro durante le annate buone per prevenire l’endogamia”.
Credit: Fjallraven
Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall’inizio.
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