Quante volte vi siete trovati a sognare il Giappone sfogliando un libro illustrato, senza mai immaginare che quella stessa fascinazione fosse già radicata da secoli nelle residenze sabaude del Piemonte?
Dal 13 settembre al 1 novembre 2026, il Castello di Racconigi, tra i gioielli UNESCO delle Residenze Reali, diventa il palcoscenico di Specchi del Giappone, una mostra straordinaria dedicata all’artista e orientalista Stefano Faravelli e al suo lungo dialogo con il Paese del Sol Levante.
Un’occasione rara — e decisamente sorprendente — per vivere in prima persona la mostra Giappone in Piemonte a Racconigi, senza prendere un aereo.
Il filo invisibile tra le Langhe e il Sol Levante
Il legame tra Piemonte e Giappone è più antico di quanto si pensi.
Nella seconda metà dell’Ottocento fu proprio la seta a tessere il primo filo diplomatico tra i due Paesi.
Commercianti piemontesi e lombardi animarono scambi che condussero, nel 1866, alla firma del primo Trattato di Amicizia e Commercio tra Italia e Giappone. Un capitolo storico che il Castello di Racconigi porta ancora impressa nelle sue stanze.
La mostra Specchi del Giappone si inserisce in questa tradizione, aggiornandola con uno sguardo contemporaneo.
Curata da Alessandra Giovannini Luca e Laura Gallo, in collaborazione con EDT e con la partecipazione del Gruppo di Lettura di Carmagnola, l’esposizione è realizzata con il contributo della Fondazione CRC e si affianca agli appuntamenti della rassegna culturale EFFIMERA. Vivere il Parco del Castello di Racconigi.
Stefano Faravelli e il mondo fluttuante disegnato a mano
Al centro di tutto c’è lui: Stefano Faravelli, nato a Torino nel 1959, pittore, scrittore e orientalista tra i principali autori italiani del genere carnet de voyage.
Per la prima volta, i suoi taccuini originali, gli album, le tavole sciolte e gli strumenti di viaggio sono riuniti in un’unica esposizione, aprendo al pubblico il laboratorio creativo da cui è nato Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante (EDT, 2026).
Faravelli disegna dal vivo, con il passo lento di chi osserva e raccoglie ogni vibrazione, sottraendosi agli stereotipi per cercare una comprensione più intima dei luoghi e delle persone.
Ogni tavola diventa così una soglia verso l’ukiyō, il “mondo fluttuante” della cultura giapponese — quell’universo mutevole delle cose che passano, ritratto attraverso foreste di bambù, il profilo del monte Fuji, templi, santuari, figure umane costruite con sottili linee calligrafiche.
Il legame tra Faravelli e il Giappone affonda anche nella sua storia familiare. Negli archivi di famiglia ha ritrovato le fotografie della prozia Irma, ritratta a inizio Novecento in posa e abbigliamento da geisha, forse ispirata a Sada Yakko, la cui tournée nel 1902 toccò anche Torino. Un dettaglio che trasforma la mostra in qualcosa di più intimo di una semplice esposizione d’arte.
I suoi taccuini sono stati esposti a Londra, Parigi, New York, Istanbul e Gerusalemme. L’edizione francese di *Verde Stupore.
Madagascar ha ricevuto nel 2017 il Grand Prix* al Festival International di Carnet de Voyage de Clermont-Ferrand, tra i riconoscimenti più prestigiosi del settore.
L’Appartamento Giapponese: dove il sogno orientale diventa storia
La scelta del Castello di Racconigi come sede non è casuale. I rapporto tra questa residenza sabauda e l’Oriente ha radici profonde.
Già dai primi anni del Novecento, in pieno clima di japonisme, alcune stanze del castello vennero ribattezzate “Appartamento Giapponese” e rinnovate negli arredi, realizzati dal laboratorio di Michele Dellera o acquistati presso la torinese Tognacca & Giglio Tos, specializzata in mobili e oggetti orientali.
Nel 1909, proprio queste stanze furono scelte per ospitare lo zar Nicola II durante il suo soggiorno a Racconigi. Oggi accolgono le opere di Faravelli in un ambiente settecentesco caratterizzato da antiche carte dipinte provenienti dalla Cina, espressione di quel gusto per l’Oriente diffuso nelle residenze europee.
È in questo intreccio tra storia, immaginario e osservazione dal vivo che Specchi del Giappone trova la sua dimensione più suggestiva.
Lacche maki-e e taccuini: il dialogo tra Oriente e Piemonte nella mostra Giappone in Piemonte a Racconigi
Accanto ai taccuini di Faravelli, il percorso espositivo presenta tre manufatti giapponesi in lacca maki-e appartenenti alle collezioni storiche del Castello. Sono testimonianze tra le più raffinate della tradizione artistica giapponese a partire dal X secolo.
La tecnica si basa sull’impiego della lacca urushi ricavata dall’omonimo albero, che protegge il legno arricchendolo con decorazioni dalla lucentezza inconfondibile.
Gli oggetti esposti comprendono una scatoletta decorata con un volo di gru, un elegante sagejubako — set da picnic da viaggio con bicchierino da sake e recipienti portavivande decorati con fiori di ciliegio — e una scatola portadocumenti con motivi di pini e fiori di camelia, il cui interno presenta la raffinata tecnica nashiji, detta “a buccia di pera”.
I dialogo tra Piemonte e Giappone ha sempre avuto questa doppia natura — commerciale e artistica, pragmatica e profondamente affascinata dall’altro.
La presenza delle lacche rafforza il dialogo tra la mostra e la storia dell’Appartamento. In stanze dove l’Estremo Oriente è stato per secoli oggetto di fascinazione e reinvenzione, il Giappone torna oggi a farsi vedere con occhi nuovi. Sono gli occhi di un artista che lo ha attraversato, disegnato e abitato con dedizione autentica.
Come visitare la mostra Giappone in Piemonte a Racconigi: date, attività e informazioni pratiche
Specchi del Giappone è visitabile dal 13 settembre al 1 novembre 2026 presso il Castello di Racconigi, in via Francesco Morosini 3, Racconigi (CN). I biglietti sono acquistabili online su Musei Italiani e tramite l’app Musei Italiani. Per informazioni: drm-pie.racconigi@cultura.gov.it.
La mostra prevede anche due laboratori per famiglie: il 3 ottobre (Il mio viaggio in Giappone, per bambini dai 3 ai 6 anni) e il 24 ottobre (I segreti della lacca giapponese, per bambini dai 6 ai 12 anni, guidati dalla restauratrice Roberta Bianchi).
Entrambi richiedono prenotazione obbligatoria sul sito Musei Italiani e sono inclusi nel biglietto ordinario.
Il Castello di Racconigi fa parte del sito UNESCO delle Residenze Reali Sabaude, gestito dalla Direzione regionale Musei nazionali Piemonte.
Il parco storico di circa 180 ettari che lo circonda è esso stesso un viaggio: modellato nei secoli da principi, architetti e giardinieri, è oggi un laboratorio a cielo aperto tra biodiversità e memoria storica.
In fondo, portare il Giappone in Piemonte non è un’impresa impossibile: basta attraversare le porte di un castello sabaudo e lasciarsi guidare da un pennello, da un taccuino e da secoli di meravigliosa curiosità umana.
Foto Stefano Faravelli, Castello Racconigi
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