Premio Oscar: i migliori film sullo sport che l’hanno vinto

Il paradiso può attendere, regia di Warren Beatty

Discussa, chiacchierata, ambita o snobbata, di fatto la statuetta dell’Oscar è il momento più importante di ogni protagonista del mondo del cinema. Quest’anno ci riproverà ancora una volta Leonardo DiCaprio, candidato come Miglior attore protagonista per The Revenant- Redivivo (12 le candidature complessive per il film di Alejandro Iñárritu).

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E tra quanti son saliti su quel palco, impugnato il premio Oscar e fatto il proprio discorso alla platea di star e addetti ai lavori ci sono anche registi, attori, sceneggiatori, direttori della fotografia e autori di colonne sonore che hanno messo la firma su alcuni dei film sportivi più belli di ogni tempo.

The Fighter, regia di David O. Russell

Doppio premio Oscar nel 2011, come Miglior attore non protagonista a Christian Bale e Miglior attrice non protagonista a Melissa Leo. La storia è quella di “Irish” Micky Ward (impersonato da Mark Wahlberg) e del suo fratellastro Dickie Eklund (Christian Bale), entrambi pugili professionisti ma dalle carriere assai diverse.

Da vedere perché: anche quando si cade c’è un’occasione per rialzarsi.

Momenti di Gloria, regia di Hugh Hudson

Premio Oscar 1981 come miglior film, sceneggiatura originale, colonna sonora e costumi. 1924, Olimpiadi di Parigi: entrambi studenti a Cambridge, l’ebreo Harold Abrahams e il fervente cattolico Eric Liddell vincono rispettivamente i 100 e i 400 metri piani. E tra un allenamento e una gara riflettono sulla loro condizione di atleti e di uomini, in un’epoca in cui non esisteva il doping e la marcia in più si trovava solo nelle proprie motivazioni interiori. Una storia vera, e veramente vincente.

Da vedere perché: la colonna sonora di Vangelis, ormai consacrata a inno allo sport, può spingerti a ogni impresa.

Il paradiso può attendere, regia di Warren Beatty

Premio Oscar per la scenografia nel 1979. La storia di un campione di football americano (Warren Beatty) che per colpa di un angelo frettoloso giunge troppo presto in paradiso: per rimediare all’errore, viene fatto reincarnare nel corpo di un miliardario che sta per essere ucciso…

Da vedere perché: c’è sempre un’altra partita da giocare. E vincere.

Jerry Maguire, regia di Cameron Crowe

Oscar come attore non protagonista a Cuba Gooding Jr. nel 1997. La parabola di redenzione di uno spregiudicato procuratore sportivo (Jerry Maguire, appunto, interpretato da Tom Cruise) che decide di cambiare il modo di vivere lo sport professionistico, rendendolo più umano. Lo seguiranno solo la sua segretaria e un giocatore di football decisamente in difficoltà, ma la loro si rivelerà una squadra vincente.

Da vedere perché: i soldi non sono tutto nella vita, ma spesso ce ne dimentichiamo.

Million dollar baby, regia di Clint Eastwood

4 Premi Oscar 2005 per miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista (Hilary Swank), miglior attore non protagonista (Morgan Freeman). Un vecchio allenatore di boxe (Clint Eastwood), ormai impegnato più nello studio del gaelico che nell’allenare campioni, si vede arrivare in palestra una ragazza con il sogno di diventare un’atleta professionista. Per riuscirci sarà disposta a tutto, anche se il combattimento più difficile – per lei e per il suo trainer – è destinato a essere fuori dal ring…

Da vedere perché: anche per perdere bisogna saper combattere, come scrisse il francese Jean Claude Izzo.

Rocky (1976), di John G. Avildsen

3 premi Oscar (regia, miglior film e montaggio) per il primo, inimitabile Rocky: Stallone vivacchia a Philadelpia e combatte da dilettante prima di accettare di salire sul ring contro il campione mondiale per la borsa e per amore di Adriana. Ovviamente vincerà all’ultimo round.

Da vedere perché: l’impossibile non esiste. Almeno in America.

Toro scatenato (1980), regia di Martin Scorsese

Premio Oscar come miglior attore protagonista a Robert De Niro. La storia autobiografica di Jake La Motta, consacrato tra i più gradi pugili di ogni tempo (83 vittorie, 19 pareggi, 4 pareggi) e soprannominato il “Toro del Bronx” per le sue incredibili doti di picchiatore e incassatore.

Da vedere perché: è una vera storia di boxe. E secondo lo stesso De Niro anche il migliore film da lui interpretato.

Quando eravamo re (1996), regia di Leon Gast

Premio Oscar per il documentario di lungometraggio. Il racconto in presa diretta dello storico incontro per il titolo mondiale dei pesi massimi che il 30 ottobre 1974 vide sfidarsi a Kinshasa (Zaire) Mohammed Ali e George Foreman. In palio 10 milioni di dollari, ma anche molto, molto di più…

Da vedere perché: non eri tra i 100 mila spettatori di quella magica serata, ma puoi riviverne le stesse emozioni.

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