FAQ Ebike: 10 risposte a 10 domande sulla bici elettrica a pedalata assistita

FAQ Ebike: 10 risposte a 10 domanda sulla bici a pedalata assistita

Ecco le FAQ sulla Ebike: 10 risposte a 10 domande sulla bici elettrica a pedalata assistita.
Il mondo delle ebike non è mai stato così ricco, con numerosissime tipologie di mezzi disponibili sul mercato: urban, trekking, mtb, cargo, road e molto altro. Diverse tipologie di bici, diverse destinazioni e diverse tipologie di motore, il “muscolo” che esercita la spinta. I motori si suddividono in due tipologie: motore a spazzole (in inglese detto brushed, ormai poco diffuso) e motore a induzione (detto brushless). I motori a spazzole hanno un’efficienza minore perché la corrente passa attraverso delle spazzole che, sfregando contro un collettore, dissipano una parte di energia in calore.

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FAQ Ebike: 10 risposte a 10 domande sulla bici elettrica a pedalata assistita

Nei brushless invece l’energia viene trasmessa per induzione e non per contatto ed è la scelta migliore per maggiore longevità ed efficienza. E poi le batterie, ormai tutte al litio, integrate sul telaio oppure “esterne”, ovvero posizionate sul portapacchi, sotto la sella o nel porta borraccia per le e-road. Una tal gamma di destinazione che rende indispensabili una serie di FAQ Ebike che vi mostriamo qui.

1. Quanto può andare veloce una bici elettrica?

Una delle domande più frequenti sulle e-bike è la loro velocità. La prima cosa da ricordare è che anche se le E-bike hanno un motore, sono biciclette. Per la legislazione europea, una bici elettrica deve avere un motore con una potenza massima di 250 W, che assiste la bici elettrica fino a una velocità massima di 25 km/h oltre i quali il motore si ferma. Se il supporto del pedale permette di andare oltre questi limiti, la bici diventa una cosiddetta “speed pedelec” che sono categoria a parte e hanno bisogno di una omologazione a parte.

2. In che modo viene misurata la potenza del motore per una bike?

L’abbiamo detto sopra, per l’Articolo 50 del Codice della Strada italiano la potenza massima (nominale) che può esprimere il motore elettrico su strade pubbliche è di 250 Watt. Per nominale si intende “media”. Può capitare infatti che nelle partenze e in particolari situazioni di stress del motore esso generi potenze di picco superiori ai 250 watt. Tra le caratteristiche tecniche del motore c’è la coppia motrice, che esprime la forza di rotazione del motore e si misura in Nm (quanti Newton a un metro dal centro dell’asse motore). Nel caso di un motore al mozzo la coppia è costante perché dipende dalla dimensione della ruota e dalla forza rotativa del motore stesso. Invece in un motore centrale, che sfrutta le marce del cambio, la coppia trasmessa al suolo è variabile proprio come la velocità, perché dipende dal rapporto scelto.

3. Con una bicicletta elettrica si fatica o no?

Sfatiamo subito la falsa credenza per cui “con una eBike non si fa fatica”, perché non è assolutamente vero. Dal motore riceviamo sì dell’assistenza ma che non sostituisce mai al 100% il nostro sforzo. Certo con la bicicletta elettrica si fa meno fatica che con una muscolare a parità di distanza, ma se raddoppiamo la distanza otteniamo lo stesso sforzo fisico della bici muscolare. Anzi, con una bici elettrica il movimento del pedale è più costante, ci sono meno strappi, risultando meno traumatico.

4. Quanti livelli di assistenza ha una ebike?

Da un minimo di 3 ad un massimo di 5 i livelli di assistenza possono essere molteplici e nelle centraline più evolute, attraverso App dedicate, anche programmabili e personalizzate, aggiungendo livelli a proprio piacimento, più lineari o progressivi a seconda delle esigenze.

5. Quanta autonomia hanno le batterie di una ebike?

Detta diversamente, quanta strada (km) possiamo percorrere prima che la batteria si scarichi del tutto? Il valore dichiarato all’acquisto è indicativo perché dipende da molti fattori. L’autonomia in primo luogo è determinata dalla quantità di energia che la batteria contiene (una batteria di 500 nm sarà più capiente rispetto ad una da 250nm e permetterà di fare più chilometri). Ma l’autonomia dipende anche da molti altri fattori. L’attrito dei copertoni sul terreno e l’impatto con l’aria. Pensate che con una city eBike in assenza di vento, a 25 km/h, più del 50% della forza motrice serve per vincere l’attrito dinamico con l’aria stessa.
Un peso maggiore sulla bicicletta elettrica contribuisce a diminuire l’autonomia perché aumenta l’attrito volvente. E poi il livello di assistenza scelto influenza profondamente l’autonomia residua della bicicletta elettrica. Altro fattore è la pendenza del percorso, un’altra condizione che influenza l’autonomia. Il percorso in salita consuma molta più energia di un percorso pianeggiante.

6. La batteria si ricarica quando vado o quando freno?

Nei motori attuali assolutamente no. La batteria si scarica e non si carica se non con l’energia elettrica. Anche se ci sono delle eccezioni. L’italiana Zehus ha un motore che si ricarica (parzialmente) quando non si pedala, proprio come avviene con le auto con motore ibrido. Ha il motore al mozzo ed è equipaggiata su alcune urbane bike. Per maggiori info potete leggere qui.

7. Se piove o se lavo l’e-bike cosa succede?

Assolutamente nulla. Le moderne ebike dei motori più blasonati sono impermeabili all’acqua e sono resistenti anche al lavaggio in alta pressione dei car wash. Prima però di lavarle con getto ad alta pressione leggete le specifiche, ci possono essere eccezioni nei motori più economici.

8. Come si ricaricano le ebike?

Con una normale presa di corrente. La velocità di ricarica dipende da vari fattori: tipologia della batteria e soprattutto la sua capacità. Una batteria da 250W si ricaricherà molto più velocemente di una da 500.

9. Perché una e-bike costa 500 euro e un’altra 5000 euro

Il costo di una bici elettrica a pedalata assistita può variare moltissimo. Si può partire da poco meno di 1.000 euro per un modello molto basilare da città sino ad arrivare a cifre da vera moto con i modelli più sofisticati, che possono raggiungere e superare i 10.000 euro con telaio in carbonio e componenti d’alta gamma. Non faremo qui una disquisizione sui montaggi e i materiali, la cui differenza di prezzo tra il minimo e il massimo costituisce un abisso. Se l’obiettivo è una buona bici per la montagna l’investimento non sarà certamente basso ma va detto che sono modelli molto sofisticati anche a livello di telaio, sospensioni, freni e cambio. I modelli da città sono ovviamente più economici.

10. Quanto dura una ebike?

Buona notizia: i motori elettrici non hanno bisogno di controlli e manutenzione periodica. Va solo prestata attenzione a controllare il serraggio dei bulloni del telaio visto che su queste bici è maggiore lo stress su telaio e componenti, a causa del peso superiore. È sulla batteria che arrivano le note dolenti, dato che non sono eterne e con il tempo tendono ad esaurirsi, come tutti gli accumulatori. I produttori dichiarano un rendimento per un certo numeri di cicli di ricarica e vengono date funzionali per 500/700 cicli di ricarica. Nel caso l’accumulatore dovesse usurarsi si può tranquillamente cambiare a patto che sia lo stesso modello. Purtroppo in tal senso i costi non sono contenuti, dato che una batteria può costare diverse centinaia di euro, e in seconda analisi può risultare difficile reperirle a causa delle complicazioni dovute alla molteplicità di attacchi presenti su diverse bici e il fatto che ogni anno i produttori sfornano modelli sempre diversi e più performanti. Purtroppo non è il caso neanche di dotarsi di una seconda batteria al momento dell’acquisto, dato che il tempo le può usurare ugualmente anche se usate poco. Diverso il discorso quando una seconda batteria è acquista per poter disporre durante le escursioni di una maggiore autonomia.

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