Mauro Prosperi: come prepararti il kit di sopravvivenza ideale

Mauro Prosperi è un sopravvissuto. Sopravvissuto a nove giorni di Sahara, disperso e senza rifornimento mentre stava correndo la Marathon des Sables nel 1994, sopravvissuto alla propria disperazione, sopravvissuto a tutto quello che può sconvolgere un uomo in quelle condizioni.

I fatti andarono così: stava correndo il quarto giorno di gara quando fu sorpreso da una tempesta di sabbia che lo disorientò facendolo dirigere verso l’Algeria. Abbandonato a se stesso, disidratato e senza cibo, prima tentò il suicidio, poi si nutrì di pipistrelli, topi e serpenti e bevve la propria urina fino a che, dopo nove giorni, si imbatté in una famiglia di pastori nomadi che lo nutrì e lo portò in un ospedale. Aveva percorso a piedi 299 km di deserto nella direzione sbagliata. (Dalla sua esperienza sono stati tratti il documentario Expeditions To The Edge: Sahara Nightmare del National Geographic Channel e il programma Escape from Hell di Bear Grylls, da cui è tratto il fotogramma in apertura.)

Lo abbiamo incontrato in occasione del lancio italiano di Gerber, l’azienda di attrezzatura per l’outdoor (qui abbiamo testato il Fire Starter e qui vi abbiamo parlato della linea survival firmata Bear Gryll). Ci ha raccontato dei suoi nove giorni nel deserto e ci ha raccontato che si sta preparando a tornare nel Sahara, per attraversarlo da ovest a est in compagnia di Patrizio Fiorini: “Sono circa 800 km, noi ne faremo dai 50 ai 70 al giorno, camminando e correndo con un carretto di un centinaio di chili di viveri e attrezzatura”. E ci ha parlato della sua nuova avventura: 10 giorni di circumnavigazione delle isole Eolie con un kayak, in totale autonomia (anche per l’acqua da bere). Mauro Prosperi e Francesco Chinaglia, AD di Friskar Italia distributore di Gerber, sono partiti domenica 28 giugno e l’avventura si può seguire sulla pagina Facebook di Mauro)

Come ci si difende caldo micidiale del Sahara?
Ci si muove al mattino presto, dalle 4 alle 11, e nel tardo pomeriggio fino a mezzanotte circa, per sfruttare le ore meno calde.

Cosa ti ha insegnato il deserto circa le tecniche di sopravvivenza?
Prima di tutto di stare attento al cammino. Se ti coglie una crisi e devi cercare un posto in cui ripararti, è meglio tornare eventualmente indietro verso un riparo che abbiamo visto piuttosto che proseguire alla cieca con il rischio di collassare: con quelle temperature bastano poche ore per perdere la vita. E poi una lezione dei tuareg, che quell’ambiente lo conoscono bene: all’alba e al tramonto, guardando l’orizzonte, si possono intravvedere delle nubi in cielo. Significa che in quella zona si sono vegetazione, acqua, vita, ed è lì che eventualmente bisogna recarsi per sopravvivere.

Survival-Kit-Gerber

Puoi darci il tuo decalogo per mettere insieme il kit di sopravvivenza ideale?

1. Prima di tutto pensa alle tue esigenze di ogni giorno: da questa analisi uscirà tutto ciò di cui hai bisogno.
2. Il fuoco è un bisogno primario, per scaldarti e difenderti: porta sempre con te accendino, fiammiferi o un vero fire starter.
3. Abiti strappati o ferite fa poca differenza, c’è sempre bisogno di cucire o tenere insieme: spille da balia, ago e filo per cucire non devono mai mancare. Meglio se hai anche un kit di sutura.
4. Anche l’acqua è un bisogno primario: certo la borraccia, certo una bottiglia, ma anche disinfettante e un pentolino, per far bollire l’acqua che potresti trovare.
5. Altro bisogno primario è quello di un riparo contro il freddo, la pioggia o più banalmente la notte con le sue insidie: se non puoi portarti una tenda, portati una tovaglia di plastica cerata: con una corda potrai costruirti un riparo d’emergenza. E se sei in una zona di saliscendi, mettiti in cima ai declivi, altrimenti se piove l’acqua filtrerà nel tuo giaciglio.
6. Se vai nel deserto porta sempre occhiali da sole, insieme a un cappello con visiera e a uno di lana: anche se fuori la temperatura è micidiale, la lana termoregola.
7. Porta sempre un coltello multiuso, che vale anche come arma oltre che strumento, e sempre una corda, o un braccialetto survival.
8. Non dimenticare mai un fischietto: se devi chiamare i soccorritori e non hai quasi più forze, il fischietto si sente anche a lunga distanza con poco fiato.
9. Considera sempre kit e sieri antiveleno contro gli animali che potresti trovare nell’area in cui ti rechi (tipicamente vipere, ma non solo).
10. I liofilizzati sono il miglior cibo d’emergenza che ti puoi portare appresso: leggeri e nutrienti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA