“Copriti che prendi freddo”, “Non uscire con i capelli umidi”, “Tirati su la sciarpa”. In Italia, queste raccomandazioni sono parte del nostro DNA culturale. Eppure, se chiedessimo a un virologo se il gelo è la causa diretta dell’influenza, la risposta sarebbe un secco: no.
Ma è davvero vero che l’influenza si prende per il freddo?
L’influenza è causata da virus, non dai gradi centigradi. Allora perché, puntualmente, ci ammaliamo proprio quando le temperature crollano? La risposta non sta nel termometro, ma nelle nostre abitudini.
1. Il vero colpevole: la vita al chiuso
Il motivo principale per cui l’inverno è la stagione dei virus è sociale. Quando fuori fa freddo, tendiamo a chiuderci in ambienti riscaldati, spesso poco ventilati e affollati: uffici, mezzi pubblici, centri commerciali o aule scolastiche.
In questi spazi, la distanza tra le persone si riduce e i virus hanno vita facile nel passare da un ospite all’altro tramite le “goccioline” che emettiamo parlando o tossendo. Durante i lockdown della pandemia abbiamo avuto la prova definitiva: con il distanziamento, molti virus influenzali erano quasi scomparsi, nonostante il freddo invernale fosse lo stesso di sempre.
2. L’aria secca e le nostre difese
Il freddo gioca però un ruolo indiretto “tecnico”. L’aria invernale (sia quella esterna che quella secca del riscaldamento in casa) può seccare le mucose del naso, che sono la nostra prima barriera difensiva. Un naso più secco è un naso che filtra meno efficacemente i patogeni. Inoltre, alcuni virus come il Rhinovirus (il re del raffreddore) sembrano replicarsi leggermente meglio quando le temperature nelle vie aeree superiori sono più basse.

3. La luce solare (che manca)
In estate, i raggi UV del sole agiscono come un disinfettante naturale, neutralizzando rapidamente i virus dispersi nell’aria. In inverno, con meno ore di luce e un sole più debole, questo “scudo” naturale svanisce. Inoltre, la minore esposizione solare riduce i nostri livelli di Vitamina D, fondamentale per mantenere il sistema immunitario pronto all’azione.
Perché uscire fa bene (anche se fa freddo)
Paradossalmente, per chi ama l’outdoor, stare all’aperto è spesso più sicuro che restare chiusi in un bar affollato. All’aria aperta, la dispersione dei virus è quasi istantanea. Una passeggiata in montagna o un giro in bici, se fatti con l’abbigliamento corretto per evitare uno stress termico eccessivo che affaticherebbe il corpo, aiutano a mantenere il sistema immunitario attivo e i polmoni ben ossigenati.
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Come difendersi davvero?
Se vogliamo evitare l’influenza in questo periodo di picco, ecco cosa conta davvero più della sciarpa:
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Lavarsi spesso le mani: il contagio avviene spesso toccando superfici contaminate e poi portando le mani al viso.
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Arieggiare le stanze: aprire le finestre anche solo 5 minuti ogni ora cambia l’aria e riduce la carica virale negli ambienti.
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Vaccinazione: resta lo strumento più efficace per prevenire le forme gravi e ridurre la circolazione del virus.
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Ascoltare il corpo: il freddo estremo non causa il virus, ma se il corpo è già esausto o iponutrito, sarà meno capace di combattere l’infezione.
In conclusione: non aver paura dell’aria frizzante. Copriti il giusto per sentirti a tuo agio, ma ricorda che il vero “freddo” che fa ammalare è quello delle stanze chiuse dove l’aria non gira mai.
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