Aprile è arrivato, i sentieri si riempiono di nuovo, e con essi tornano anche le zecche. Non è un motivo per smettere di uscire, è un motivo per uscire preparati.
Le zecche sono artropodi parassiti che si nutrono di sangue e possono trasmettere alcune malattie, tra cui la Malattia di Lyme e l’Encefalite da Zecche (TBE). Sono attive principalmente tra aprile e ottobre, con picchi a maggio-giugno e poi a settembre. La primavera è quindi il momento in cui il rischio aumenta progressivamente, proprio quando chi pratica sport outdoor riprende a frequentare boschi e aree naturali con più assiduità.
Il rischio lungo i sentieri: i dati italiani
Uno studio pubblicato su Veterinary Sciences nell’ottobre 2024 dall’Università di Torino ha esaminato specificamente l’abbondanza di zecche nelle aree intorno ai sentieri di un parco naturale del nordovest italiano. I risultati mostrano chiaramente che i sentieri escursionistici agiscono come zone di interfaccia tra fauna selvatica e persone, aumentando il rischio di esposizione: le zecche lasciate cadere dalla fauna selvatica possono facilmente agganciarsi a chi cammina nelle vicinanze.
Un dato che emerge da più ricerche italiane riguarda la percezione del rischio: indagini condotte in aree del nord Italia dove le zecche sono presenti documentano livelli preoccupantemente bassi di consapevolezza, nonostante l’espansione del range geografico di queste specie negli ultimi anni. La buona notizia è che la prevenzione è efficace e accessibile a chiunque.
Sul fronte delle malattie trasmesse, la situazione europea è in crescita: l’Organizzazione Mondiale della Sanità documenta che i casi di Malattia di Lyme in Europa sono aumentati costantemente negli ultimi due decenni, con oltre 360.000 casi segnalati nell’arco di vent’anni. L’Italia è tra le aree ad alto rischio di espansione futura della colonizzazione da parte delle zecche.
Le specie che ci riguardano
In Italia, la specie di zecca più rilevante per la salute umana è Ixodes ricinus, il vettore principale sia della Borrelia burgdorferi (Malattia di Lyme) che del virus della TBE. È presente in tutta la penisola, con densità maggiori nelle regioni alpine, prealpine e appenniniche.
Le ninfe — la forma giovanile della zecca — sono quelle più pericolose: piccole come un seme di papavero (circa 1-2 mm), quasi invisibili, responsabili della maggior parte delle trasmissioni perché passano inosservate a lungo. Le zecche adulte sono più grandi (3-4 mm prima del pasto, fino a 1 cm dopo) e più facili da individuare.
Come si trasmettono le malattie: la finestra temporale
Non ogni morso di zecca trasmette malattie. La trasmissione del patogeno richiede tempo: per la Malattia di Lyme, la Borrelia inizia a essere trasmessa generalmente dopo 24-48 ore di attacco della zecca. Questo significa che rimuovere la zecca entro le prime ore riduce significativamente il rischio.

Per la TBE, la trasmissione può avvenire più rapidamente (anche nelle prime ore), ma non tutte le zecche sono infette: la percentuale di zecche infette da Borrelia varia tra il 5% e il 35% a seconda della zona geografica, mentre quelle infette da virus TBE sono una proporzione ancora minore.
Prevenzione: cosa funziona davvero
Abbigliamento adeguato. Calzini lunghi infilati nei pantaloni, pantaloni lunghi chiari (le zecche sono più visibili su tessuti chiari), maniche lunghe. Non è un rimedio al 100%, ma riduce drasticamente la superficie corporea esposta.
Repellenti. I prodotti contenenti DEET (al 20-30%) o icaridina sono efficaci contro le zecche. Applicarli su cute e abbigliamento nelle aree esposte. Un prodotto al 20% DEET copre 3-4 ore, uno al 30% fino a 6 ore.
Rimanere al centro del sentiero. Le zecche non cadono dagli alberi — questa è una credenza errata. Si “appoggiano” sulla vegetazione bassa (erba alta, cespugli, felci) aspettando un ospite. Camminare al centro del sentiero, lontano dalla vegetazione ai bordi, riduce significativamente il contatto.
Ispezione del corpo al rientro. Questa è la misura più importante. Fare un’ispezione accurata entro 2-3 ore dal rientro: collo, ascelle, caviglie, retro delle ginocchia, inguine, cuoio capelluto. Le zecche cercano zone calde e nascoste. Controllare anche bambini e animali domestici.
Se trovi una zecca attaccata: cosa fare esattamente
Punto primo: non andare nel panico. Una zecca attaccata non equivale a malattia.
Come rimuoverla correttamente: Usare una pinzetta a punta fine o uno specifico tira-zecche (in farmacia). Afferrare la zecca il più vicino possibile alla cute, senza stringere l’addome. Tirare con una trazione costante, perpendicolare alla pelle — non ruotare, non strappare, non schiacciare.
Cosa NON fare: Non applicare olio, grasso, alcol o calore prima di rimuovere la zecca. Questi metodi possono aumentare il rischio di trasmissione stimolando la zecca a rigurgitare nel sito di morso.
Dopo la rimozione: Disinfettare la zona. Segnare la data. Osservare l’area nei giorni successivi.
Quando consultare un medico: Se nei 3-30 giorni successivi compare un eritema migrante (chiazza rossa rotondeggiante che si espande, tipicamente > 5 cm), febbre o sintomi simil-influenzali in estate, consultare un medico riferendo la puntura di zecca. L’eritema migrante è il segnale diagnostico principale della Malattia di Lyme e risponde bene agli antibiotici se trattato precocemente.
La vaccinazione contro la TBE
Per chi frequenta abitualmente zone ad alto rischio — Alto Adige, Trentino, Friuli Venezia Giulia, alcune aree alpine del Veneto — esiste un vaccino efficace contro l’encefalite da zecche. Il ciclo base è di 3 dosi; informarsi presso il proprio medico o i centri vaccinali dell’Asl.
Punture di altri insetti: la guida rapida
Api e vespe. Rimuovere il pungiglione con un movimento di raschiamento orizzontale. Applicare ghiaccio. Osservare per reazioni allergiche sistemiche (difficoltà respiratorie, gonfiore esteso, tachicardia) — in quel caso, chiamare il 118.
Zanzare. Nelle aree italiane non tropicali il rischio di malattia è basso. I repellenti con DEET funzionano anche contro di loro. Abbigliamento coprente nelle ore serali riduce le punture.
Tafani. Punture dolorose ma raramente pericolose. Disinfettare, applicare ghiaccio. Sono attivi nelle ore calde, vicino ad acqua e animali.
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