National Day of Unplugging: meno tecnologia per fare più sport è il sogno di 4 italiani su 10

Il 5 e il 6 marzo va in scena il National Day of Unplugging, che invita gli utenti digitali a prendere una pausa di 24 ore da smartphone, tablet e computer per riflettere su un uso più consapevole della tecnologia. In occasione di questa iniziativa MioDottore (piattaforma specializzata nella prenotazione online di visite mediche) ha condotto un’indagine tra gli italiani per sapere come la pandemia abbia influito non solo sul loro stile di vita, ma anche sul loro approccio nei confronti della tecnologia e la loro propensione a mettersi in modalità offline.

Al mattino prima le notifiche del caffè

Secondo quanto dichiarato dagli intervistati, per oltre la metà degli italiani (53%) guardare notifiche di email e social media è il primo gesto al risveglio e anche l’ultimo prima di addormentarsi. E sempre il 53% rimane online almeno 8 ore al giorno per lavoro, senza poi smettere di farlo anche nel tempo libero. Per fare cosa? Per mantenere i contatti con le persone care (42%), per leggere e tenersi informato (31%), per fare shopping da casa (25%), per guardare film e serie TV (21%), per curiosare tra app e giochi online (19%) e anche per praticare sport a casa (7%). Inoltre, quasi la totalità degli italiani (92%) non si allontana dal proprio smartphone nemmeno quando dorme, preferendo posizionarlo accanto a sé sul comodino.

Mettersi offline? Sì, però…

Malgrado le abitudini appena descritte, più della metà degli italiani (65%) ritiene che la propria routine giornaliera trarrebbe importanti benefici se si riuscisse a trascorrere meno tempo senza smartphone, pc e tablet. E tra le attività prioritarie a cui dedicarsi spiccano quelle focalizzate al miglioramento del proprio benessere psico-fisico, come il passare più tempo all’aria aperta (42%), praticare sport (40%), leggere (21%) e prendersi più cura di sé stessi (19%). In secondo piano invece gli incontri con gli amici (18%) e il dedicare maggior tempo ai familiari (15%). Malgrado questo, solo il 17% si dichiara disponibile a pianificare periodicamente intere giornate digital detox.
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