Save The Duck in vetta al K2 con Mingma Tenzi

Save The Duck in vetta al K2 con Mingma Tenzi

Anche Save The Duck in vetta al K2, con lo sherpa Mingma Tenzi, uno dei protagonisti della prima invernale dell’ultimo Ottomila ancora da salire nella stagione fredda. L’alpinista nepalese e il brand 100% animal free entrano nella storia dell’alpinismo e per Save The Duck è il secondo incredibile record a quota 8000 metri.
Grazie all’alpinista e sherpa Mingma Tenzi, il brand 100% animal free e cruelty free si conferma ancora una volta capace di cambiare le regole del gioco, rendendo possibile l’impossibile: arrivare sulla vetta del K2 con un piumino interamente sostenibile.
Dopo aver accompagnato nel 2019 Kuntal A. Joisher ed essere entrato con lui nella storia per aver raggiunto la cima dell’Everest con una tuta realizzata appositamente da Save The Duck, Mingma ha superato un nuovo confine che fino ad oggi sembrava irraggiungibile da valicare. Il K2, con i suoi 8609 metri, è la seconda vetta più alta del mondo subito dopo l’Everest, ed è conosciuta da tutti per la grande quantità di neve, il rischio valanghe e le temperature a – 60°, caratteristiche che la rendono una vera e propria “savage mountain”, selvaggia e terribilmente affascinante da scalare.

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Aver raggiunto la cima del K2 con una tuta vegan, 100% senza piuma d’oca, segna un nuovo record non solo per Mingma e per Save The Duck, che ha creduto dall’inizio in questo ambizioso progetto, ma per l’intero mondo dell’alpinismo. Il brand italiano ancora una volta insegna quanto la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo di tecnologie sostenibili siano una valida e concreta alternativa ai capi realizzati con derivati animali, dimostrando di poter cambiare gli schemi della moda e del mondo outdoor.
Scalare una montagna è una sfida che tutti gli alpinisti compiono sapendo di dover affrontare insidie, momenti delicati e più pericolosi di altri. Confrontarsi con la natura richiede un allenamento del corpo e della mente, volto a raggiungere uno stato di equilibrio che permetta la riuscita di un’impresa tanto imponente quanto quella di scalare il K2 in inverno. Quest’ultima spedizione è stata particolarmente impegnativa e complessa, ma si è rivelata anche gloriosa e indimenticabile, contornata da un paesaggio che prima di oggi in questa stagione avversa non era mai stato visto.

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