10 gite di Ferragosto senza code

gite di Ferragosto senza code

Quali sono le mete per le gite di Ferragosto senza code? Che non siano troppo lontane da casa, che siamo poco conosciute e per questo – per quanto possibile – poco trafficate, che siano almeno un po’ esotiche rispetto ai posti che frequentiamo di solito, che prevedano almeno un po’ di fresco, che presuppongano una trattoria dove si possa mangiare bene e magari che ci permettano di fare un po’ di sport all’aria aperta. Ecco le nostre proposte per quest’anno, 10 itinerari per la gita di ferragosto senza code, una per ogni grande città italiana.

Da Milano al Passo dello Spluga (Sondrio)

Itinerario: superstrada fino a Colico, dritto fino a Chiavenna e ancora dritto verso nord
Distanza: 157 km
Tempo previsto: 2 h

Non è così facile per un milanese trovare una meta interessante per le gite di Ferragosto senza code: in genere le buone idee in zona sono tutte troppo affollate o lontane. Per una gita di un giorno, chi preferisce un’esperienza particolare può inserire nel navigatore le coordinate del Passo dello Spluga, al confine più settentrionale con la Svizzera. Il paesaggio che si vede allo Spluga è unico in tutta Italia, molto simile ad un altopiano himalayano, con pochissima vegetazione ma solo pascoli di alta montagna, pareti di roccia chiara e un laghetto alpino con colori fantastici. Il posto perfetto anche per chi vuole ‘testarsi’ nella corsa in altura: sperimenterete cosa significa correre 5 km intorno al lago a 2100 metri di altitudine.

Da Brescia alla Val Daone (Trento)

Itinerario: superstrada fino a Salò, poi a sinistra lungo tutta la Val Sabbia
Distanza: 90 km
Tempo previsto: 1 h 40′

Le Prealpi sopra Brescia custodiscono ancora valli intatte, villaggi autentici (Paspardo, Cimbergo…) e per questo interessanti, ben lontani da qualsiasi forma di turismo e perfette per le gite di Ferragosto senza code. Per andare sul sicuro però si può prendere la tangenziale fino a Salò (assolutamente da evitare al ritorno la sera!) e poi la statale seguendo le indicazioni per Madonna di Campiglio: la Val Daone, 50 km più in là, appena entrati in Trentino, è più frequentata d’inverno, quando qui si riuniscono gli appassionati di arrampicate su cascate di ghiaccio, che d’estate. Non ci sono grandi strutture, non ci sono impianti di risalita né grandi strade. Solo laghetti, prati e tranquillità nella natura lungo il Fiume Chiese ai piedi dell’Adamello. Ideale per un po’ di hiking (provate il Rifugio Val di Fumo a 1997 metri), ma occhio agli orsi!

Da Padova alla Val Comelico (Belluno)

Itinerario: A4 fino a Venezia, A27 fino a Belluno, SS51 fino a Pieve di Cadore
Distanza: 180 km
Tempo previsto: 2 h 30 minuti

Di solito, il turista medio risale il Veneto verso nord e si ferma a Cortina o a Falcade. Pochi infatti superano l’Ampezzano attraversando il Cadore fino al Comelico, una valle sperduta chiusa tra Alto Adige, Austria e Friuli. Qui gli impianti di risalita – il metro dello sviluppo turistico alpino – si contano sulle dita di una mano, in una valle fino a pochi anni fa legata all’industria dell’occhiale. Tutto è verde, i villaggi sono piccolissimi (due comuni su cinque contano meno di 500 abitanti) ma vivaci e regalano immagini di un tempo che fu. Fate terminare la vostra escursione nell’area che ospita le Terme delle Dolomiti, uno stabilimento in mezzo alla foresta con le piscine che danno su vetrate panoramiche. Indovinate? Erano già frequentate nell’Ottocento dalla Principessa Sissi che, nelle sue infinite peregrinazioni turistiche, passò anche di qui.

Da Bologna a Mantova

Itinerario: A1, bivio con A22 e uscita a Campogalliano, poi verso Mantova e Cerese
Distanza: 117 km
Tempo previsto: 1 h 20 minuti

Una meta “itinerante”. L’obiettivo di Mantova per l’uscita ferragostana non sta nella visita della città – che peraltro converrebbe in qualsiasi stagione – ma nel fatto che dai laghi a sud del capoluogo parte la ciclabile che costeggia il fiume Mincio fino a Peschiera del Garda, con numerosissime anse, tra canneti, colline e piccoli borghi medievali. Da sud verso nord sono 45 km e altrettanti per tornare, tutti pianeggianti come è naturale e tutti suggestivi. Basta avere un po’ di costanza e, a 15 km/h (una media buona anche per chi non è per nulla allenato), si chiude il cerchio. Molto meno faticoso di un’escursione a piedi in montagna. La ciclabile attraversa Volta Mantovana sulla sommità della collina, tra le mura del castello e le due torri intatte, Valeggio e il Parco dei Giardini Sigurtà, Monzambano, Ponti sul Mincio…

Da Genova a Favale di Malvaro (Genova)

Itinerario: SS45, SP 225 fino a Cicagna e SP 23 fino a Favale
Distanza: 42 km
Tempo previsto: 70 minuti

Genova è una città estrema, da un punto di vista urbanistico e perfino geografico. E anche uscire dalla città per Ferragosto deve allora essere un’esperienza estrema: attraversando l’entroterra del Tigullio, si arriva in fretta sulle alture dove principia l’Appennino, a una ventina di chilometri in linea d’aria da Rapallo. Qui il bagnante non arriva, se non per caso. Favale di Malvaro è un comune di 500 abitanti arroccato, è il caso di dirlo, a 350 metri sul livello del mare: la fittissima foresta garantisce un po’ di refrigerio (c’è anche una cascata di 70 metri che in inverno si ghiaccia e diventa una palestra per iceclimber) e permette di pedalare in MTB su uno dei tanti tracciati che rendono questa zona il paradiso degli appassionati.

Da Firenze a Badia Tebalda (Arezzo)

Itinerario: su strade provinciali passando da Pontassieve, Bibbiena e Pieve S. Stefano
Distanza: 117 km
Tempo previsto: 2 h 30

La strada non è lunga ma piuttosto lenta, tutta curve e tornanti che si arrampicano e si tuffano su e giù dai colli toscani. Oltre Valmarecchia, sopra quota 750 metri, le vigne non possono più crescere e i turisti non arrivano. Badia Tedalda è un antico borgo, geograficamente nelle Marche ma formalmente in Toscana, collegato con Sansepolcro attraverso il Passo di Viamaggio sulla strada che collega Arezzo a Rimini. Chi preferisce il trekking può seguire diversi itinerari nei boschi dell’Alpe della Luna, fino al Monte dei Frati (1453 m) e al Monte Maggiore (1384 m). Da provare l’itinerario a cavallo dalla Cascata del Presale fino al Poggio delle Giavattine a 1103 metri.

Da Roma al Lago Scandarello (Rieti)

Itinerario: A1 fino a Fiano Romano e SS Salaria fino a Rieti e Amatrice
Distanza: 141 km
Tempo previsto: 2 h 15 minuti

La meta è Amatrice, provincia di Rieti, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, dove – è palese – ha avuto origine la celeberrima ricetta dell’amatriciana. Per rilassarsi, si può fare un bel giro intorno al bacino artificiale del Lago Scanderello (qui è praticata la pesca al siluro: se n’è trovati anche di 50 kg!), un giretto in canoa o un’escursione fino ai 2500 metri dei Monti della Laga.

Da Napoli e Piedimonte Matese (Caserta)

Itinerario: A1 fino a Caianello e SS 372 fino a Dragoni
Distanza: 95 km
Tempo previsto: 1 h 20 minuti

La zona è quella del Sannio e una parte del territorio comunale è all’interno del Parco Regionale del Matese. Quello che però rende unico Piedimonte Matese è la vicinanza alla Riserva Naturale di Guardiaregia – Campochiaro, sul confine molisano: in questa zona l’ambiente tipicamente forestale appenninico (tra i 600 ed i 1823 metri di Monte Mutria) viene stravolto dalla presenza di spettacolari fenomeni carsici, come il canyon del torrente Quirino, la cascata di San Nicola che ha un salto totale di 100 metri e soprattutto le grotte di Pozzo della Neve e Cul di Bove, che scendono sotto terra rispettivamente per 1048 e 913 metri, il che li rende tra i più profondi abissi d’Europa. Qui il fresco è garantito.

Da Bari a Rionero in Vulture (Potenza)

Itinerario: A14 fino a Candela, poi a sud verso Melfi
Distanza: 156 km
Tempo previsto: 2 h

Rionero è conosciuta per le sue numerose fonti di acqua minerale. Al di là di quelle riservate all’imbottigliamento, ci sono diverse sorgenti nei boschi del paese che sorprendono l’escursionista per avere acque dai ‘sapori’ molto diversi pur essendo a pochi passi di distanza. Rionero è a 656 metri di altitudine; la ragione per venire fin qui sta soprattutto nei due laghi di Monticchio, due piccole perle nel verde intenso del Monte Vulture, nate nell’invaso di un antichissimo vulcano. Sono forse i due gioielli più preziosi della Lucania: qui cacciava Federico II di Svevia e qui c’è anche la stazione termale di Monticchio Bagni.

Da Torino a Champorcher (Aosta)

Itinerario: autostrada A5 per Aosta, uscita Pont St. Martin, poi prendere a ovest
Distanza: 86 km
Tempo previsto: 1 h 30′ minuti

La fortuna di chi vive a Torino è l’estrema vicinanza al verde, sia delle montagne che circondano la città che dei suoi numerosi parchi. È un’abitudine torinese raggiungere nel weekend la vicina Val di Susa piuttosto che Bardonecchia o l’Alto Canavese; per una meta diversa dal solito, ideale per le gite di Ferragosto senza code, si può scegliere la Valle di Champorcher, pochi chilometri dopo il confine regionale con la Valle d’Aosta. E’ una valle chiusa, tra il Parco Nazionale del Gran Paradiso e quello regionale di Mont Avic, che vive attorno all’omonimo paese, a Pont Boset e a Hone. Qui tutto è verdissimo, con un paio di castelli medievali e torri merlate che rendono il paesaggio ancor più gradevole; si può scegliere tra centinaia di chilometri di sentieri nelle foreste della zona per raggiungere rifugi in quota o per andare a caccia (fotografica) di stambecchi, da cercare dove finisce la strada, oltre la frazione di Chateau. Volendo, ci si può impegnare nella salita in bici dai 350 metri di quota di Pont fino ai 1400 abbondanti del paese.

Credits photo: FlickrCC Pietro Valocchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA