Funghi, borghi e crinali silenziosi: l’autunno dell’Appennino Reggiano ti rigenera

Tra faggete dorate, borghi di pietra e piatti che sanno di bosco, l'Appennino Reggiano in autunno rivela il suo volto più autentico. Più sorprendente di quanto ci si aspetti.

In ottobre qualcosa cambia nell’aria dell’Appennino Reggiano: le faggete virano verso il rame, i porcini spuntano silenziosi sotto le foglie bagnate, e i paesi del crinale, già quieti d’estate, si svuotano fino a raggiungere una solitudine quasi magnetica. È in questo momento che vale la pena arrivarci.laghi-appennino

L’Appennino reggiano è la sezione appenninica che occupa circa la metà della superficie della provincia di Reggio Emilia, incuneata tra la pianura padana a nord e la Toscana a sud.
Non è un luogo che si racconta con i superlativi, piuttosto è un luogo che si capisce camminandoci dentro, mangiandoci qualcosa, chiedendo a un vecchio di Ligonchio com’era il paese vent’anni fa.

Un territorio che pochi conoscono

I paesi dell’Appennino Reggiano si distribuiscono lungo le valli dei torrenti che scendono verso il Po. La Val d’Enza, la Val Tresinaro, la Val Secchia e la Val d’Asta sono i corridoi naturali che strutturano il territorio.
I centri principali sono Castelnovo ne’ Monti, il polo di servizi dell’alta montagna reggiana, e poi Busana, Ramiseto, Ligonchio, Canossa, Carpineti e Baiso, ciascuno con una storia e un carattere diverso.

Non è una catena di borghi-cartolina da visitare in sequenza: è un sistema di comunità che ancora funzionano, con i loro mercati, le loro feste, i loro sentieri.
Sul territorio sono tracciati oltre 47 itinerari escursionistici tra trekking, escursionismo e sci alpinismo, tra cui un pezzo del Sentiero Italia, il percorso più lungo d’Europa, che attraversa il comune di Ventasso.

La cima che segna il confine tra due mondi

Il monte più alto dell’Appennino Reggiano è il Monte Cusna, con i suoi 2.120 metri di quota. Sale deciso dal fondovalle della Val d’Asta e arriva a sfiorare il confine toscano con una cresta aperta, battuta dal vento anche in piena estate.
In autunno, salirci significa camminare tra nubi basse e lampi di sole che illuminano la valle come riflettori.

Panorama dalla vetta del Monte Cusna sul crinale appenninico in autunno

Non è una cima tecnica, ma richiede gambe allenate e attrezzatura adeguata, perché il dislivello è significativo e le condizioni meteo cambiano in fretta.
La ricompensa, però, è un panorama che spazia dal Po fino al Mar Tirreno nelle giornate terse — due mari separati da un solo crinale.

I borghi che resistono

Se si dovesse scegliere i borghi più belli dell’Appennino Reggiano, Canossa e Carpineti dominano qualsiasi lista.
Canossa porta un nome che ha cambiato la storia d’Europa — è qui che nel 1077 l’imperatore Enrico IV attese tre giorni nella neve per ottenere l’assoluzione da papa Gregorio VII — e i resti della rocca ancora segnano il profilo della collina con un’autorità silenziosa.

Carpineti è più compatto, medievale nel tessuto e nell’atmosfera: le sue strade in pietra portano verso una pieve romanica e affacciano su una valle che in ottobre diventa uno spettacolo di colore. Baiso e Ramiseto, invece, sono paesi quasi segreti, abitati da chi ha scelto di rimanerci — e lo si sente.parco-100-laghi-paesaggi
Per chi ama le escursioni, l’Appennino parmense confinante offre un sistema di laghi glaciali di rara bellezza: il Parco dei 100 Laghi sull’Appennino Parmense è una tappa naturale da abbinare al viaggio.

Il paese che ha fermato l’orologio

Tra i centri dell’Appennino Tosco-Emiliano, Ligonchio ha qualcosa di speciale. È un piccolo comune del comune di Ventasso, aggrappato a 900 metri di quota, con una storia industriale — la centrale idroelettrica costruita tra le due guerre — che coesiste con un paesaggio selvatico intatto. Il lago artificiale che alimentava la centrale riflette ancora le faggete come uno specchio scuro.

Il borgo di Ligonchio con il lago artificiale e le montagne autunnali

Negli anni Settanta era un posto vivace, con operai e forestali. Oggi è quieto, quasi immobile, e proprio per questo conserva un fascino che i borghi “rimessi a nuovo” hanno perso.
La vecchia Decauville, la ferrovia a scartamento ridotto usata per i cantieri idroelettrici, è diventata un sentiero escursionistico tra i più suggestivi della zona.

A tavola tra il bosco e la nebbia

L’autunno è la stagione giusta per sedersi a un tavolo di legno e chiedere quello che c’è. Nell’Appennino reggiano quello che c’è ha quasi sempre radici nel bosco: porcini trifolati, tortelli di zucca con burro e salvia, tagliatelle al ragù di cinghiale, crescentine fritte con lardo e squacquerone.Faggeta dorata in autunno sull'Appennino Reggiano
I funghi si raccolgono ancora a mano, nei boschi intorno a Busana e Ligonchio, e nei ristoranti di fondovalle li ritrovi nel piatto a distanza di poche ore.
Le sagre autunnali animano quasi ogni weekend da settembre a novembre.
La Sagra del Fungo a Castelnovo ne’ Monti è la più frequentata, ma i paesi più piccoli riservano sorprese gastronomiche meno scontate. Vale la pena controllare il calendario locale prima di partire.

2026 tra castelli e leggende

Per il 2026, l’Appennino Reggiano si candida a diventare una delle mete più originali per festeggiare Halloween. Il castello di Canossa, con la sua storia millenaria e il profilo spettrale nella nebbia autunnale, è già di suo un palcoscenico perfetto.

Alcune associazioni locali organizzano visite notturne, cacce alle leggende e cene a tema nei borghi del crinale tra fine ottobre e i primi di novembre.

Castello di Canossa avvolto dalla nebbia autunnale di notte

Non è il tipo di Halloween da parco divertimenti: è qualcosa di più sottile, dove la storia vera si mescola con l’atmosfera del posto in modo naturale.
L’effetto scenico della nebbia che sale dalla valle e avvolge i ruderi è qualcosa che nessun allestimento potrebbe replicare.

Info pratiche

Dove: Appennino Reggiano, provincia di Reggio Emilia, Emilia-Romagna. Centri principali: Castelnovo ne’ Monti, Ventasso, Canossa, Carpineti, Baiso.
Come arrivare: In auto dall’autostrada A1 (uscita Reggio Emilia), poi SS63 verso il crinale. Da Reggio Emilia ci sono autobus di linea per Castelnovo ne’ Monti, ma per i borghi più isolati l’auto è praticamente indispensabile.
Quando: L’autunno (settembre-novembre) è la stagione più ricca: funghi, colori, sagre e clima fresco. Per le escursioni in quota, meglio settembre e la prima metà di ottobre.
Da abbinare: Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano; il borgo di Barga in Garfagnana, raggiungibile scavalcando il crinale verso la Toscana.
Consiglio: Prenota il tavolo con almeno un giorno di anticipo nei ristoranti di Ligonchio e Busana nel weekend: in autunno si riempiono velocemente con i cercatori di funghi e i camminatori del Sentiero Italia.

Foto Canva, Pexels, 

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