Nel cuore pulsante della provincia del Lussemburgo, incastonata tra i boschi fitti che caratterizzano il sud del Belgio, sorge quella che viene definita “la città più piccola del mondo“. Il suo nome è Durbuy e rivendica con orgoglio questo titolo (in lingua locale “Durbuy, la plus petite ville du monde”) che risale al XIV secolo, quando Giovanni I di Boemia concesse ufficialmente lo status di città al centro abitato (che nei fatti era un minuscolo borghetto). Nonostante il perimetro del nucleo storico sia ridottissimo, tanto da poter essere attraversato in pochi minuti, la dignità urbana rimane intatta da secoli.
Oggi, infatti, la municipalità di Durbuy ha inglobato diversi comuni limitrofi, espandendo tecnicamente il proprio territorio. Ciò vuol dire che attualmente le sue dimensioni hanno superato quel concetto. Eppure, il cuore storico rivendica con fermezza l’etichetta originaria. Il soprannome è diventato un marchio distintivo che attira curiosi da ogni continente, affascinati dall’idea di percorrere un’intera città nello spazio di poche centinaia di metri (non esiste, infatti, una disputa “turistica” con Hum in Croazia, che possiede il Guinness dei Primati per superficie).
La Falce di Pietra e l’Anticlinale
Anche la natura è particolare da queste parti: guardando verso l’alto, si può avvistare un fenomeno geologico raro e spettacolare denominato Anticlinale di Durbuy, oppure Rocher de la Falize. Si tratta di una formazione rocciosa a forma di U rovesciata che rappresenta una piega perfetta della crosta terrestre, risalente a oltre 300 milioni di anni fa.
I sedimenti calcarei sono emersi dal fondo marino primordiale per formare questa cupola naturale che sovrasta le abitazioni. Gli abitanti locali osservano da generazioni questa parete stratificata, testimone silenziosa di ere geologiche lontane.
L’arte vegetale del Topiaria
Poco distante dal corso d’acqua che lambisce le mura sorge il Parc des Topiaires, un giardino unico nel suo genere a livello europeo. Vi basti pensare che all’interno di questo spazio verde migliaia di piante di bosso sono state modellate con pazienza certosina per assumere sembianze umane, animali o di oggetti astratti.
La collezione vanta oltre 250 sculture viventi, alcune delle quali superano il secolo di età. Risulta curioso osservare come piccoli arbusti possano trasformarsi in un enorme coccodrillo o in una sagoma che ricorda l’attrice Pamela Anderson (o almeno così dicono in Belgio), creando un contrasto surreale tra la rigidità della pietra storica e la malleabilità della flora circostante.
Le meraviglie del centro storico di Durbuy
Oltre al celebre parco botanico, il tessuto urbano racchiude tesori architettonici di rara fattura. Passeggiando lungo la Rue des Récollets, l’occhio incontra la Halle aux Blés, un edificio risalente al XVI secolo caratterizzato da una facciata a graticcio magistralmente conservata. Questa antica borsa del grano testimonia l’importanza commerciale del mercato locale nel periodo rinascimentale.
Poco distante, la Chiesa di San Nicola mostra interni sobri ma solenni, tipici della devozione delle Ardenne. Le abitazioni private sono invece costruite prevalentemente con pietra calcarea grigia estratta dalle cave vicine e presentano piccoli cortili interni e portali in ferro battuto che rimandano all’epoca d’oro delle fucine vallone. La Place aux Foires rappresenta il baricentro della vita sociale, circondata da edifici che hanno ospitato mercanti e viaggiatori fin dal tardo Medioevo.
Avventure fluviali e sentieri boschivi
L’outdoor trova la sua massima espressione lungo le sponde dell’Ourthe, fiume che serpeggia tra i rilievi in cui fare escursioni in kayak grazie alle quali ammirare prospettive insolite sul Castello dei Conti d’Ursel. La fortezza, sebbene privata e chiusa al pubblico, domina lo skyline con le sue torri slanciate, ricordando il passato difensivo del feudo.
Gli amanti della bicicletta percorrono i tracciati della rete RAVeL, percorsi ciclabili sicuri che sfruttano vecchie linee ferroviarie o alzaie fluviali. Tutti sentieri che connetto Durbuy alle minuscole frazioni limitrofe, puntellate di mulini ad acqua ancora funzionanti e piccoli ponti in muratura che sembrano usciti da un quadro fiammingo. Durbuy sarà pure piccolina, ma è piena di meraviglie e cose da fare.
Foto Canva
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