Sta lì, distante dalla costa dalmata e isolata da miglia di onde azzurre che ne hanno preservato l’anima arcaica. Gli antichi greci chiamarono questo lembo di roccia e pini della Croazia Ladesta, mentre i romani scelsero l’appellativo Augusta Insula, ovvero l’Isola Imperiale. Oggi il suo nome è Lastovo e si presenta con maestosi rilievi boscosi che si tuffano bruscamente dentro un mare trasparente.
Il suo territorio fa parte di un parco naturale che comprendente ben 46 isolotti minori, sparsi attorno alla massa principale quale una costellazione di pietre bianche. Una posizione periferica, la sua, che le garantisce una purezza dell’aria raramente riscontrabile altrove: l’orizzonte è talmente limpido da riuscire a scorgere i profili delle coste italiane nelle giornate di tramontana.
L’enigma dei comignoli di pietra
Passeggiando per le viuzze del borgo principale, che si chiama come l’isola stessa, ci si rende conto che questo è situato nell’entroterra per un motivo ben preciso: fuggire storicamente alle incursioni piratesche. Il secondo aspetto che balza all’occhio è, invece, un dettaglio architettonico bizzarro. Gli abitanti, infatti, vantano una tradizione secolare legata ai Fumari, camini dalle forme eccentriche che svettano sopra i tetti di tegole rosse.
Queste strutture, oltre a svolgere una semplice funzione pratica, in passato rappresentavano una sorta di competizione silenziosa tra famiglie. Ogni costruzione doveva superare quella del vicino per inventiva, decorazioni e stravaganza. Alcuni ricordano minareti in miniatura, altri presentano elementi geometrici complessi o motivi antropomorfi: è davvero piacevole e divertente osservarli scoprendo (o immaginando) “segreti” di famiglia.
Mare e spiagge
Lastovo, ma del resto come gran parte della Croazia, non possiede i litorali sabbiosi tipici di altre latitudini mediterranee. Se da una parte questa caratteristica può sembrare un limite (non per tutti, ovviamente), dall’altra è un fattore che ancora oggi aiuta a salvaguardare la trasparenza delle acque. La costa si presenta frastagliata, composta prevalentemente da rocce piatte levigate dal salino e da piccole baie di ghiaia bianca.
Le insenature principali si trovano lungo il versante settentrionale e meridionale, riparate dai venti dominanti grazie alla densa vegetazione di pini che giunge quasi a toccare lo specchio d’acqua. La balneazione richiede spesso l’uso di calzature adatte, data la natura aguzza delle formazioni calcaree e la presenza di ricci di mare, indicatori biologici di una purezza ambientale assoluta.
Tra gli spot da non perdere segnaliamo:
- Skrivena Luka: è una delle conformazioni geografiche più celebri dell’Adriatico, in quanto baia che risulta invisibile dal mare aperto perché celata da un passaggio stretto tra le rocce. All’interno l’acqua rimane immobile anche durante le burrasche più violente, creando una piscina naturale dai colori che variano dal turchese al verde smeraldo.
- Punta di Kupište: nelle sue vicinanze ci sono zone di balneazione amate per la tranquillità e per la possibilità di accedere direttamente a fondali ricchi di posidonia oceanica.
- Spiaggia di Mali Žal: un raro tratto di piccoli ciottoli bianchi, circondato da pareti di roccia che garantiscono ombra naturale durante le ore pomeridiane.
- Baia di Zaklopatica: funge da approdo per i velisti e sfoggia rive cementate alternate a rocce naturali con accesso al mare facilitato da scalette. Qui l’acqua è particolarmente profonda già a pochi metri dalla riva, rendendo la zona ideale per chi pratica apnea o snorkeling avanzato.
- Pasadur: punto di giunzione tra l’isola principale e quella di Prežba, collegate da un piccolo ponte. In quest’area le correnti costanti garantiscono un ricambio d’acqua continuo, mantenendo la temperatura gradevole e la superficie limpida.
L’arcipelago dei Lastovnjaci e le secche esterne
Il mare di Lastovo, come accennato, non si limita alla costa dell’isola principale, ma si estende a un gruppo di 46 isolotti e scogli minori. Tra questi meritano una menzione i Lastovnjaci, situati a est, in cui la profondità del mare aumenta bruscamente mettendo in scena un contrasto cromatico tra il blu cobalto degli abissi e il celeste chiaro delle secche.
Poi ancora l’Isola Saplun che gode di una fama particolare per la presenza di una rarissima spiaggia di sabbia finissima, fenomeno quasi unico in questo distretto geografico.
Il Parco delle Stelle e la natura primordiale
La scarsa densità abitativa unita alla distanza dalle fonti di inquinamento luminoso delle grandi città ha permesso a questa zona di ottenere il titolo di uno dei luoghi con il cielo più buio d’Europa. Gli esperti di astronomia definiscono l’area un vero paradiso per l’osservazione dei corpi celesti.
Vi basti pensare che, durante le notti estive, la Via Lattea appare talmente nitida da sembrare una pennellata di vernice fresca sulla volta celeste. Le colline, dal canto loro, sono coperte per il 70% da fitte macchie di leccio e pino d’Aleppo, dando vita a un contrasto cromatico violento con il turchese delle baie sottostanti.
Fari iconici e sentieri panoramici
Infine un po’ di romanticismo: sulla punta meridionale di Lastovo svetta il faro di Struga, posizionato sull’orlo di una scogliera alta 70 metri. La lanterna illumina la rotta delle navi dal lontano 1839, presidiata ancora oggi da guardiani che tramandano il mestiere di padre in figlio.
Salendo verso il punto più alto, il monte Hum, lo sguardo abbraccia l’intero sistema di isole minori, rivelando la complessa morfologia di un territorio rimasto zona militare chiusa agli stranieri fino al 1989.
Foto Canva
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